fbpx
AttualitàCulturaNews

Lo scandalo di Activision Blizzard continua: le accuse e gli incidenti segnalati

Scopriamo gli ultimi sviluppi dello scandalo di Activision Blizzard

Per le donne di Activision Blizzard, una delle aziende di videogiochi più famose del mondo, presentarsi al lavoro significava essere protagoniste di episodi quasi quotidiani di umiliazioni, molestie sessuali e persino abusi fisici, secondo una denuncia bomba. Lo scandalo di Activision Blizzard continua.

Lo scandalo di Activision Blizzard

I reclami dipingono un quadro inquietante della vita per le dipendenti donne. Da molestie sessuali dilaganti ad una cultura del posto di lavoro “da confraternita” dove gli uomini hanno scherzato apertamente sullo stupro.

La causa accusa l’azienda multimiliardaria di aver violato i diritti civili dello stato e le leggi sulla parità di retribuzione. Questa settimana il Presidente della società e il suo Capo delle Risorse Umane hanno dato le dimissioni. Questo è accaduto dopo che centinaia di dipendenti hanno organizzato uno sciopero e migliaia hanno firmato una petizione chiedendo una risposta allo scandalo.

La faccenda però non è ancora finita. Secondo gli osservatori le rivelazioni potrebbero essere un “momento spartiacque” per un’industria che ha lottato a lungo con il sessismo e una mancanza cronica di diversità.

“Ciò che sembra essere diverso ora è il fatto che la gente sta riconoscendo questi problemi come sistematici e ripetuti piuttosto che episodici”, ha detto Amanda Cote, una professoressa dell’Università dell’Oregon che studia il sessismo e l’identità di genere nell’industria dei videogiochi. “La gente sembra chiedere un cambiamento in tutta l’industria, piuttosto che solo in una società alla volta”.

Le accuse della causa erano particolarmente strazianti, ha detto Cote. “Questa è una causa particolarmente egregia ma sfortunatamente non mi ha sorpreso molto”, ha detto. “Sappiamo da tempo che il sessismo pervade molte aree del gioco”.

La causa sostiene che le dipendenti donne sono state sistematicamente cacciate dalle sale di allattamento in modo che gli uomini potessero tenere le riunioni. Sono state criticate per aver lasciato l’ufficio per prendere i bambini all’asilo mentre gli uomini giocavano ai videogiochi. Un’impiegata ha notato che i dipendenti maschi si avvicinavano spesso a lei in ufficio e commentavano il suo seno.

Lo scandalo di Activizion Blizzard: l’atmosfera da “confraternita” e gli incidenti segnalati

La causa contiene un esempio straziante della presunta atmosfera da “confraternita”. Si tratta di una tradizione sul posto di lavoro chiamata “cube crawl”, in cui i dipendenti maschi bevono copiose quantità di alcol mentre “strisciano” tra i cubicoli dell’ufficio. Tutto questo è poi seguito da comportamenti inappropriati verso le dipendenti donne.

Un altro incidente segnala la condivisione e distribuzione di foto private di una collega donna che aveva una relazione con il suo supervisore.

Tale comportamento ha avuto luogo impunemente, mentre la disciplina seria è stata raramente applicata, sostiene la causa. Il caso cita Alex Afrasabi, l’ex direttore creativo di World of Warcraft, noto per aver molestato varie colleghe.

I dirigenti resi consapevoli del suo comportamento hanno detto ad Afrasabi di partecipare a una consulenza verbale. Secondo la causa questo equivaleva ad “uno schiaffo sul polso”. Nel frattempo, i dipendenti che hanno parlato sono stati spesso presi di mira per ritorsione. Alcuni non hanno potuto lavorare a vari progetti. Altri sono stati ingiustamente trasferiti o licenziati.

Ulteriori accuse all’azienda

Oltre le battute crude e i commenti offensivi, le dipendenti rivelano che Activision Blizzard ha favorito un ambiente in cui il loro lavoro non era apprezzato.

“Pochissime donne raggiungono i ruoli più alti nell’azienda”, si legge nella causa.

La causa contiene anche denunce di discriminazione di gravidanza, dicendo che i supervisori hanno ignorato le restrizioni mediche date alle dipendenti donne e hanno dato loro valutazioni negative mentre erano fuori in congedo di maternità.

L’azienda ha inizialmente minimizzato le accuse, chiamando le affermazioni della causa “inaccurate” e “distorte”. Il CEO, Bobby Kotick, si è poi scusato in una lettera, riconoscendo la risposta come “priva di toni”.

“Stiamo agendo rapidamente per essere l’azienda compassionevole e premurosa per cui sono venuti a lavorare e per garantire un ambiente sicuro”, ha detto. “Non c’è posto da nessuna parte nella nostra azienda per discriminazioni, molestie o trattamenti ineguali di qualsiasi tipo”.

Ha anche annunciato che la società ha assunto uno studio legale terzo “per condurre una revisione delle nostre politiche e procedure”. I dipendenti hanno scritto una lettera a Kotick rifiutando il piano di assumere lo studio. Un portavoce di Activision Blizzard ha invece difeso la decisione di assumere lo studio. Lo studio in realtà aveva “una vasta esperienza” nel migliorare gli ambienti di lavoro. Era infatti in grado di “apportare miglioramenti intorno alle politiche e alle procedure relative alla discriminazione, alle molestie e ai problemi di ritorsione”.

Cosa succede ora?

Lo scandalo di Activision Blizzard continua. Al momento gli azionisti stanno facendo causa all’azienda, sostenendo di essere stati “danneggiati economicamente”.

La pressione crescente e le possibili perdite economiche potrebbero spingere altre aziende di gioco a prendere più seriamente le molestie e la discriminazione sul posto di lavoro, ha detto Kellen Voyer, un avvocato specializzato in società di videogiochi.

“Le aziende che possono aver lasciato andare le cose in passato saranno molto più aggressive nel risolvere questi problemi”, ha detto. “Naturalmente, questo è qualcosa che avrebbero dovuto fare fin dal primo giorno. Si tratta comunque di una spinta verso un cambiamento più ampio all’interno dell’industria”.

I dipendenti di Blizzard sono invece insoddisfatti della risposta dell’azienda. Dopo lo sciopero, gli organizzatori hanno rilasciato una dichiarazione dicendo che avrebbero continuato a fare richieste specifiche, compresa la fine dell’arbitrato forzato per tutti i dipendenti.

“Questo è l’inizio di un movimento duraturo a favore di migliori condizioni di lavoro per tutti i dipendenti, in particolare per le donne di colore e transgender, le persone non binarie e tutti gli altri gruppi emarginati”, hanno detto i lavoratori di Activision Blizzard in una dichiarazione.

Source
The Guardian

Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button