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Gran Bretagna: addio al telefono fisso entro il 2025

La rivoluzione digitale farà una vittima nobile e antica: la linea domestica

E dire che chi sta redigendo questo articolo ha un’età sufficiente per ricordarsi ancora cosa fosse il duplex. Si trattava di quella perfida tecnologia per cui due abbonati condividevano una linea telefonica a un costo ridotto, ma se uno dei due era in chiamata l’altro aveva la linea occupata.

Bando ai romanticismi legati alla linea domestica: presto dovremo dire addio al telefono fisso.

Per la verità, la Gran Bretagna ha già stimato una data entro la quale il numero fisso sarà solo un ricordo: questa data è il 2025. E segnerà evidentemente un trionfo del digitale, perché tutti i componenti di una famiglia che vorranno effettuare una telefonata dovranno avere una pur minima dimestichezza con Internet.

Vediamo cosa dice la notizia, apparsa sul Daily Mail lo scorso venerdì 13 agosto, e destinata a fare da apripista a molti altri Paesi del mondo. Inevitabile sarà infatti il progressivo abbandono della linea fissa a livello globale.

Addio al telefono fisso entro il 2025: parola del Daily Mail

Il Daily Mail fissa la data: 2025. Entro la fine di quell’anno i cittadini britannici dovranno dire addio alla linea telefonica fissa. La fonte non è chiara: si riporta solo la notizia che “telecoms giants are aiming for the switchover to be complete in 2025”. Ossia, i giganti delle telecomunicazioni puntano a completare il passaggio nel 2025.

Ma, continua la testata, mentre il traghettamento alla TV digitale del 2012 era stato largamente preannunciato e soprattutto seguito dal Governo, qui a comandare sono le aziende privata di telefonia mobile, e gli utenti saranno in un certo senso abbandonati a loro stessi.

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Tre possibili problemi

Il Daily Mail individua tre tipi di problemi legati all’addio al telefono fisso entro il 2025.

Il primo è affidato a un dato numerico: a oggi, in Gran Bretagna, circa il 6% delle abitazioni (e stiamo parlando di più o meno 1,5 milioni di case) non ha ancora una linea Internet. E mezzo milione di famiglie non ha nemmeno uno smartphone. Riusciranno le infrastrutture a raggiungere anche i luoghi più periferici? Viceversa, sarebbe paradossale (oltre che grave) assistere alla cessazione di un servizio senza che esso sia stato rimpiazzato da una valida alternativa.

Seconda questione, quella degli anziani o comunque delle persone poco avvezze all’utilizzo della Rete. Come alfabetizzarle per tempo? C’è poi tutta una fascia di popolazione residente in zone rurali, dove la connessione è precaria: il servizio sarà potenziato a dovere?

Infine: come far fronte a una serie di inevitabili disguidi che riguarderanno i servizi legati alla rete telefonica attualmente attiva? Si pensi ad esempio agli allarmi, ai telefoni negli ascensori e ai vari metodi di pagamento collegati a un numero di rete fissa.

Le dichiarazioni critiche

Prende una netta posizione Caroline Abrahams, direttrice di Age UK, un ente benefico che si prefigge di aiutare le persone anziane. Abrahams ha detto: “Dato che circa la metà delle persone anziane di età superiore ai 75 anni non è online, questo potrebbe essere un problema particolare per i nostri cittadini più anziani.

Considerata la minaccia di frode, anche i fornitori di telecomunicazioni devono adottare misure per impedire a chiunque si trovi in circostanze particolarmente vulnerabili di diventare vittima di truffe digitali”.

Ofcom, l’azienda britannica che regola le telecomunicazioni, teme che un guasto alla Rete possa tenere del tutto isolate numerose famiglie. Ha così sottolineato che i fornitori dovranno garantire a chiunque l’accesso ai servizi di emergenza. Questo, in concreto, potrebbe significare la fornitura o di telefoni mobili gratuiti o di batterie.

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Martyn James, di Resolver (un servizio a favore dei consumatori), ha criticato la mancata pubblicità della decisione del passaggio. E ha detto: “È di vitale importanza che i clienti di rete fissa non finiscano per pagare di più e che siano disponibili servizi a banda larga a basso costo o sovvenzionati per le persone costrette all’online”.

E un portavoce di Openreach ha dichiarato: “La protezione dei clienti vulnerabili è una priorità assoluta per noi. Stiamo lavorando con i fornitori di comunicazioni per identificare in anticipo questa fascia della popolazione”.

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  • Morozzi, Gianluca (Author)

Le aziende si preparano

Il coro di voci critiche o dubbiose non ferma le aziende di telecomunicazioni.

Si stima che in Gran Bretagna già due milioni di persone siano già passate alla telefonia collegata alla Rete.

Openreach, che gestisce la maggior parte delle infrastrutture cablate del Paese, punta a far arrivare la banda larga ultraveloce in fibra completa a 25 milioni di famiglie entro la fine del 2026. E Virgin Media sta lavorando per trasferire il suo servizio di telefonia domestica alla sua rete a banda larga in fibra entro il 2025.

La rivoluzione digitale che azzererà la linea domestica britannica investirà presto anche gli altri Paesi. D’altronde, se abbiamo detto addio al duplex riusciremo anche a dire addio al telefono fisso.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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