fbpx

Air Umbrella: l’ombrello invisibile arriva dalla Cina

Piove. Piove e siete a piedi, magari pronti a prendere un mezzo pubblico che vi porti a casa, desiderosi di abbandonare l’umidità delle strade per potervi finalmente richiudere in casa sfoderando la migliore delle cioccolate e il film che attendete di guardare da giorni. Piove e la cosa più fastidiosa è lui, l’ombrello. Diciamocelo: il […]


Piove. Piove e siete a piedi, magari pronti a prendere un mezzo pubblico che vi porti a casa, desiderosi di abbandonare l'umidità delle strade per potervi finalmente richiudere in casa sfoderando la migliore delle cioccolate e il film che attendete di guardare da giorni. Piove e la cosa più fastidiosa è lui, l'ombrello. Diciamocelo: il problema con la pioggia non è il fenomeno atmosferico in sé, ma risiede nella scomodità di quell'ormai antica invenzione che ci consente di non bagnarci.

L'ombrello si rovina, si rompe, non si può rimettere in borsa e si deve scomodamente tenere in mano. L'ombrello si bagna e alla fine finisce per bagnare anche voi e magari chi vi sta vicino. Insomma, l'utilità è indubbia ma la sua forma e la sua struttura, quella a cui ci siamo abituati fin dalla nascita, non sembra essere una delle più funzionali.

Io, l'ombrello odierno, lo odio.

Per fortuna un gruppo di ingegneri cinesi deve aver pensato più o meno la stessa cosa decidendo di rivoluzionare uno degli oggetti più utilizzati al mondo regalandogli una nuova forma e un funzionamento molto più tecnologico di quello attuale.

Il progetto si chiama Air Umbrella ed è sbarcato su Kickstarter qualche settimana fa attirando l'attenzione di moltissimi backer, tanto da raggiungere una cifra 8 volte superiore a quella prefissata. L'idea alla base, come potete intuire dal nome, è quella di sfruttare l'aria per creare una sorta di ombrello invisibile; in sostanza l'oggetto creato dai laureati in Aeronautica delle Università di Pechino e Nanjing crea un flusso d'aria così potente da respingere le gocce di pioggia e lo fa grazie ad una struttura tutto sommato semplice: al vertice abbiamo il motore e le parti adibite alla creazione del flusso d'aria, poco sotto è situata una batteria al litio e infine abbiamo l'interruttore che ci permette di azionarlo. Il risultato è un piccolo tubo, anzi a dire il vero 3.

TechPrincess_air_umbrella_cosè

Il primo prototipo funzionante, ideato nel 2012, fu accolto con così tanto entusiasmo da spingere i suoi creatori ed idearne ben 3 modelli differenti:

  • air umbrella-b, ossia quello base, lungo 50 cm e con un peso di 800 gr;
  • air umbrella-a, dedicato alle donne, con una lunghezza complessiva di 30 cm e un peso di 500 gr che gli consentono, in teoria, di stare in borsa;
  • air umbrella-c, lungo 80 cm ma riducibile fino a 50 cm e con un peso di 850 gr.

Lunghezza e peso però non sono le uniche cose a distinguere questi modelli. La differenza principale risiede nell'elemento principale: la batteria. 

I modelli b e c hanno un'autonomia identica, ossia di 30 minuti, mentre la versione dedicata al mondo femminile, essendo più corta, offre meno spazio per la batteria permettendo ad Air Umbrella di durare circa 15 minuti. Come potete immaginare è proprio questo il problema del gadget cinese: la possibilità di rimanere sotto la pioggia battente perché l'ombrello si è scaricato è per ora piuttosto alta, anche se un uso minuzioso e un calcolo avanzato dei tempi e del tragitto da fare potrebbe darvi una mano nell'impresa. Preoccupati per il ritorno una volta giunti a destinazione? Potete sempre portarvi il caricabatterie. In un'ora (mezzora per la versione a) il vostro Air Umbrella sarà di nuovo pronto a proteggervi.

TechPrincess_Air_Umbrella_modelli

Lo so, già ne volete uno. Temo però vi toccherà aspettare. Quanto? Circa un anno. Gli ingegneri hanno infatti dichiarato che fino al luglio 2015 si dedicheranno a migliorare l'aspetto dell'ombrello e ad includere funzioni aggiuntive come un display per sapere quanta carica rimane o una nuova strategia di ricarica on-the-go. In teoria il primo Air Umbrella dovrebbe uscire dalla fabbrica nel settembre 2015.

Non so voi, ma io non vedo l'ora di provarlo!

 


Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.