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AMPY: voi vi muovete, lui ricarica lo smartphone

Tejas Shastry, Alex Smith e Mike Geier ve li potete immaginare seduti dietro un banco, faccia alla cattedra, intenti ad ascoltare una lezione sull'imprenditorialità, un corso obbligatorio al fine di ottenere il loro sudatissimo dottorato. Non pensateli però con gli occhi a malapena aperti e una voglia immensa di uscire dall'aula, ma interessati all'argomento, così tanto da sfruttare le nuove informazioni acquisite e la loro laurea in ingegneria per creare una piccola startup e dare vita ad un prodotto che non potrete non amare: AMPY.

AMPY nasce per rispondere ad una delle esigenze primarie di questa nostra epoca: ricaricare lo smartphone ovunque e in qualunque momento. Sì, è vero, per questo ci sono già i classici caricabatterie portatili, ma il dispositivo nato tra i banchi della Northwestern University (Evanston, Illinois) unisce in un modo unico l'utile al dilettevole. Come? AMPY si ricarica grazie al vostro movimento quindi per ottenere energia tutto ciò che dovrete fare è un po' di sano esercizio. Che camminiate, corriate o decidiate di andare in bicicletta poco importa, qui l'importante è non stare fermi così da permettere al vostro piccolo booster di ricaricarsi.

AMPY tabella ricarica

Una volta carico potrete mettere in carica lo smartphone o qualsiasi altro piccolo dispositivo che si ricarica utilizzando un ingresso USB 2.0, USB 3.0 o micro-USB. "Piccolo" non è un aggettivo che ho scelto a casa purtroppo. Al momento infatti AMPY è pensato per dare energia ai telefoni Android, ai dispositivi iOS o ai nuovi smartwatch, insomma a tutto ciò che può stare tranquillamente nella vostra tasca, il che esclude, ahimé, i tablet, ma non preoccupatevi perché Tejas, Alex e Mike ci stanno lavorando. Depressi per questa mancanza? Provo a consolarvi con una delle cose che più ho apprezzato di questo caricabatterie. AMPY infatti, nonostante le dimensioni contenute, è stato progettato per ricaricare lo smartphone con la stessa velocità con cui lo fa la normale presa a muro di casa vostra. Niente caricamenti infiniti quindi, ma la comodità di avere il telefono carico in un paio d'ore.

L'invenzione dei 3 dottorandi, che ha raggiuto e superato abbondantemente i 100.000 dollari richiesti su Kickstarter per avviare la produzione, sarà infine accompagnato da un'app che vi consentirà di sapere:

  • quanti minuti di ricarica vi siete guadagnati
  • quante calorie avete bruciato
  • quanta anidride carbonica avete evitato di generare utilizzando la vostra energia pulita

 

I vostri risultati potranno essere poi condivisi su Twitter e Facebook così avrete modo di paragonarli con i vostri amici.

Naturalmente l'applicazione non sarà un vincolo per l'utilizzo di AMPY. Il dispositivo funziona in completa autonomia quindi non avrete l'obbigo di installare l'app sul telefono.

Unica vera pecca di AMPY è purtroppo il prezzo, superiore ai caricabatterie tradizionali che spesso offrono più cicli di ricarica a fronte delle sole 3 ore di autonomia previste per il device nato nell'Illinois. Si parte dai 99 dollari (+ tasse) previste per il solo AMPY ai 125 dollari (+ tasse) per il dispositivo unito al kit di accessori che include una fascia da braccio, una piccola custodia in tessuto e una clip.

Voi cosa ne pensate? Cedrete alla tentazione e lo pre-ordinerete?

 

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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