Cultura

Anatomage Table: tra medicina e archeologia

TechPrincess_anatomage_tableIn primis erano i cadaveri. No, non nel senso che ho deciso di ribaltare le leggi della natura e l'ordine naturale delle cose, qui si parla di medicina, anzi di chirurgia, quella branca dell'arte medica che più affascina le folle. Insomma, richiede precisione, destrezza, sangue freddo e un alto livello di tolleranza alla vista di ciò che c'è dentro il nostro corpo e che di solito preferiamo ignorare. Possedere già queste caratteristiche di base sicuramente aiuta, ma come ogni buon mestiere è la pratica a rendere perfetti e qui la pratica si fa proprio sui cadaveri. O quanto meno si faceva.

Sperimentare interventi sulle persone che per loro fortuna non possono morire una seconda volta è stato il metodo prediletto per secoli e secoli. Migliaia di specializzandi in chirurgia hanno dovuto prima o poi mettersi davanti ai resti mortali di qualche essere umano deceduto per imparare a salvarne molti altri. Oggi però siamo nel 2013 e i problemi che ci si pongono davanti sono due:

  1. reperire la materia prima non è facile come nel 1500 (insomma, la gente non dona più il proprio corpo per il bene della scienza)
  2. il livello di tolleranza per questa pratica è ormai piuttosto basso

 

Fortunatamente il progresso tecnologico ci permette di avere delle alternative che aiutano i futuri chirurghi a fare pratica, per altro consentendogli di familiarizzare con quei sofisticatissimi macchinari che oggi offrono la possibilità di operare davanti ad un monitor invece che davanti al paziente.

Mentre da noi vengono introdotti strumenti capaci di assegnare un punteggio allo studente in base agli errori commessi e in Giappone i dentisti fanno pratica su dei robot, negli Stati Uniti una ditta specializzata in tecnologia medica in 3D ha dato alla luce l'Anatomage Table. Di cosa si tratta è presto detto. Praticamente è un tavolo multitouch delle dimensioni di una lettiga che riproduce fedelmente il corpo umano e che permette agli studenti di studiare le varie parti e sistemi del corpo e di eseguire dissezioni. Insomma, un potentissimo strumento didattico che usa una tecnologia con cui i moderni specializzandi dovrebbero aver già familiarizzato.

TechPrincess_anatomage_table_Choi

Praticamente ci troviamo di fronte ad un Netter 2.0, un super atlante anatomico interattivo basato su uno schermo LCD con una risoluzione di 3960 x 1080  e una serie di sensori ottici che rendono possibile l'utilizzo non solo tramite le vostre dita ma anche con uno stilo (anche se il bisturi sopra il display lo eviterei). Ovviamente il sistema è mobile, quindi trasportabile di aula in aula o da un'area all'altra di un ospedale grazie alle semplice rotelle di cui è munito. Il peso? Beh non proprio piuma visti i 230 kg dichiarati.

Ovviamente l'hardware è nulla senza il software, sviluppato sempre dalla Anatomage e in grado di miscelare perfettamente il rendering 3D con le immagini fotografiche. Oltre all'Invivo5, il programma che ci regala queste splendide ricostruzioni, è presente una libreria contenente 100 diversi casi reali, per aiutare a far pratica tanto in campo chirurgico quanto in quello patologico.

Curiosi di vederlo? A mostrarvelo nel video qui sotto ci pensa Jack Choi, CEO dell'azienda californiana.
Indubbiamente siamo ancora lontani dalla completa sostituzione del metodo basato sui cadaveri che permette di esercitarsi con qualcosa di fisicamente toccabile e dotato di una reale terza dimensione, ma in compenso si rivela utilissimo per l'apprendimento, soprattutto di gruppo, e persino per i consulti medici.

Eppure non finisce qua perché l'Anatomage Table ci regala altre sorprese in un campo che in teoria doveva essergli estraneo: l'archeologia. Recentemente infatti il prodotto della ditta californiana è comparso in uno speciale della PBS dedicato a Tutankhamon, il famoso faraone egizio. Il tavolo multitouch è stato usato per ricostruire il render 3D del corpo di Tut (sarcofago compreso) in modo da avere un'immagine completa e analizzabile dei danni riportati dal faraone, permettendo quindi agli scienziati di indagarne le cause della morte.

TechPrincess_anatomage_tutankhamon

Probabilmente Tut sarà solo il primo di una lunga serie di analisi forensi che permetteranno agli archeologi di fare luce su casi controversi come questo. C'è solo da chiedersi quali altri settori potranno beneficiare della potenza del tavolo ideato dalla società di Choi.

Voi avete qualche idea?

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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