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La recensione di Apple AirTag. Come funziona il tracker della Mela?

Apple AirTag è un piccolo tracker che aiuta il suo proprietario a ritrovare ogni genere di oggetto. Potete tenerlo nel portafoglio, agganciarlo alle chiavi, collegarlo al telecomando o metterlo in una borsa o in uno zaino. Insomma, di base può essere abbinato a qualsiasi cosa. Ma come funziona nella pratica? Serve davvero? Vi raccontiamo tutto in questa recensione.

Apple AirTag recensione

Apple AirTag è un prodotto piuttosto semplice. Il corpo principale è in plastica mentre sulla parte superiore troviamo una copertura in acciaio inossidabile, copertura che può essere rimossa per cambiare la batteria, una CR 2032 da 3V che potete facilmente trovare in qualsiasi negozio, online e offline. Questa operazione però non dovrà essere svolta frequentemente: l’autonomia è di circa un anno, quindi per 52 settimane potrete dormire sonni tranquilli.

Rispetto a quanto avviene per gli altri prodotti della Mela, AirTag non prevede diverse colorazioni. Esiste solo in versione bianca ma, acquistandolo sul sito di Apple, avete la possibilità di personalizzare la parte posteriore con una o più emoji, un piccolo escamotage che vi aiuta a distinguerli facilmente da quelli dei vostri amici o dagli altri tracker acquistati da voi o dalla vostra famiglia.

La scocca di questo gadget, grande quanto una moneta da 2 euro, nasconde l’accelerometro, il Bluetooth, l’NFC e il Chip U1 di Apple che sfrutta l’ultra wideband, una tecnica di trasmissione che viene utilizzata per la localizzazione del tracker con gli iPhone dotati del medesimo chip, ossia le serie 11 e 12.

Non manca la certificazione IP67, il che significa che se piove o vi cade in acqua non dovrete allarmarvi. Attenzione però: IP67 significa che può stare ad un metro di profondità per un massimo di 30 minuti. In sostanza se vi cade nella vasca, in una pozzanghera o nel lavandino, non dovrete preoccuparvi; in caso invece di caduta nel mare le cose si fanno un po’ più complicate.

Apple AirTag: prezzo e accessori

Apple AirTag è in vendita al prezzo di 35 euro, un costo in linea con quanto proposto dalla concorrenza e che risulta giustificato dalla qualità costruttiva e dall’utilità di questo gadget.

A questa spesa però dovrete probabilmente aggiungerne un’altra perchè sì, potete infilare AirTag così, nudo e crudo, nel portafoglio o in uno zaino ma cosa succede se volete tracciare le chiavi? In questo caso avrete bisogno di un accessorio aggiuntivo.
Apple ne ha previsti tre: il laccetto in poliuretano a 35 euro, quello in pelle a 45 euro e il portachiavi – sempre in pelle – a 39 euro.

A nostro avviso l’azienda di Cupertino ha fatto un lavoro eccellente: sono curati, eleganti e di alta qualità. Non sono però economici. Il nostro suggerimento quindi è quello di guardarvi un po’ in giro perché sono già tantissimi i produttori di accessori per AirTag, molti dei quali vi consentono di risparmiare qualcosina.

Come funziona AirTag?

AirTag si collega ad un iPhone o ad un iPad in modo quasi automatico. Basterà infatti rimuovere la pellicola in plastica per consentire alla batteria di fare contatto e accedere così il tracker. A quel punto il dispositivo iOS vicino lo troverà e vi proporrà di configurarlo, inserendo un nome che può essere quello preimpostato oppure qualcosa di più personalizzato.

Terminata la procedura di configurazione ritroverete AirTag nell’applicazione Dov’é, cliccando sulla scheda Oggetti. Vi basterà selezionare il tag per sapere dove si trova, farlo suonare e ottenere indicazioni precise, che vi guidano passo passo verso di lui.

Tutto questo funziona sia fuori che dentro casa. Questo significa che potete individuare sia gli oggetti che non trovate più e che siete certi di aver lasciato in casa, come le chiavi o il telecomando, sia prodotti che avete effettivamente perso mentre eravate fuori dalle mura domestiche.
A renderlo possibile è la rete Dov’è, composta da milioni di iPhone e iPad sparsi in tutto il mondo che usano il Bluetooth per identificare gli AirTag e segnalare – in modo anonimo e inconsapevole – la sua posizione al proprietario. Questo sistema è a tutti gli effetti il vero punto di forza di questo nuovo gadget. La tecnologia infatti non è nuova. Tile, ad esempio, lo fa anni, affidandosi però ad una sua rete. Una rete che sì, funziona anche su Android ma che richiede l’installazione dell’applicazione omonima. Questo significa che, per quanto ampia, non è pari a quella creata da Cupertino, che si basa su un’app preinstallata su decine di milioni di iPhone e iPad.

Ora supponiamo che perdiate le chiavi con attaccato il vostro AirTag. 
Se siete a distanza ravvicinata e possedete un iPhone 12 o un iPhone 11 avrete indicazioni estremamente precise. Il tracker infatti si collega al vostro smartphone e l’app Dov’è vi guida letteralmente passo passo. In più il tag della Mela emette un suono facilmente riconoscibile che vi aiuta a localizzarlo.
Questo però succede se siete nel raggio di 10-15 metri, ossia nel raggio d’azione della tecnologia ultra wideband.

Se perdete un oggetto fuori casa dovrete affidarvi alla rete Dov’è. Questo significa che saranno gli sconosciuti che passano vicino ad AirTag ad inviarvi in modo inconsapevole la sua posizione per aiutarvi a ritrovarlo.
In caso di smarrimento però dovrete svolgere un’ulteriore operazione. All’interno dell’app Dov’é dovrete segnalare il tracker come perso, inserire il vostro numero di telefono e un messaggio per chi lo trova.
Qualora qualcuno si imbattesse nel vostro tracker sarà infatti possibile scansionarlo tramite NFC e con qualsiasi smartphone. Questo permetterà loro di aprire una pagina web con il vostro contatto, così potranno scrivervi o chiamarvi per notificare il ritrovamento e accordarvi sulla restituzione.

Ma che succede se lo ritrovano e decidono di tenerselo? Tranquilli, non possono usare Apple AirTag al posto vostro. Una volta associato ad un ID rimane bloccato e non può essere appaiato ad un altro profilo senza prima scollegarlo da quello originario.

Apple AirTag recensione: ne vale la pena?

Apple AirTag ci è piaciuto molto: è ben studiato, caratterizzato da una qualità costruttiva ottima e affiancato da una rete davvero estesa che facilita il ritrovamento di qualsiasi oggetto.
Ricordatevi però che rimane fondamentale il fattore umano: in caso di smarrimento e ritrovamento da parte di qualcun altro dovrete contare sul fatto che questa persona faccia la cosa giusta, contattandovi e avvisandovi di quanto successo.
Altrettanto vitale è l’uso corretto di AirTag che non nasce per tracciare le persone ma solo come strumento per non perdere le cose a cui tenete maggiormente. Vi ricordiamo infatti che utilizzi illeciti possono essere perseguibili dalla legge. In caso di ritrovamento di un AirTag non associato ad un oggetto smarrito sappiate che potete scansionarlo, visualizzare il seriale e disabilitarlo ma anche rivolgervi alle forze dell’ordine per una denuncia.

Detto questo, pensiamo che il nuovo gadget di Cupertino sia adatto davvero a tutti, a partire dai più smemorati, da coloro che tendono a perdere sempre tutto e da chi invece cerca solo una sicurezza in più.
Vi segnaliamo inoltre la possibilità di acquistare anche il pacco da 4 che costa 119 € e vi permette di risparmiare qualcosina rispetto all’acquisto dei singoli AirTag.
Non esagerate però: potete associarne 16 ad ogni Apple ID.

Novità Apple AirTag
  • Tieni d’occhio e ritrova le tue cose nell’app Dov’è, la stessa che già usi per localizzare i tuoi dispositivi e...
  • AirTag si configura in un attimo: un tap e si collega all’iPhone o all’iPad
  • Per ritrovare un oggetto, puoi far suonare l’altoparlante integrato o chiedere aiuto a Siri

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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Un commento

  1. La domanda non è relativa all’airtag ma bensi al Apple Watch… non sono riuscito a trovare qualcuno che mi dia una mano, per cui disturbo anche voi.
    Mi chiedo… visto che Apple Watch si accorge quando iPhone non è più dentro il suo raggio di azione (vedi piccola icona rettangolare rossa sbarrata che appare nel centro superiore del quadrante) perchè questa funzione non viene usata per segnalare in modo acustico il potenziale smarrimento del telefono?
    Grazie della collaborazione

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