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Recensione Archer D7: la nostra prova del modem-router di TP-LINK

Decine di milioni di clienti, oltre 120 Paesi coperti e una qualità sempre eccellente, eppure trovare router e modem TP-LINK tra gli scaffali dei grandi retailer italiani non è sempre facile. Un vero peccato visto che l’azienda cinese si sta dimostrando sempre più competitiva grazie a prodotti che non solo tengono il passo con i principali competitor ma che soprattutto si dimostrano sempre affidabili. Un esempio? TP-Link Archer D7, un modem-router che ho avuto modo di testare per diverse settimane e che ha saputo regalarmi non poche soddisfazioni.

Ma facciamo un passo indietro e partiamo dalle caratteristiche.

Sulla carta questo prodotto è indubbiamente notevole:

– connessione wireless con standard 802.11 ac e possibilità di sfruttare sia la banda a 2.4 Ghz che quella a 5 Ghz (vi ricordate la nostra spiegazione su questa tecnologia?);

3 antenne esterne che amplificano il segnale per aumentare la copertura garantendo, per altro, una maggior stabilità;

3 porte Gigabit per performance eccellenti anche quando decidete di utilizzare il caro vecchio cavo Ethernet;

una porta EWAN che vi consentirà di utilizzare questo modem-router anche con la fibra ottica;

– un design curato e moderno che vi permetterà di posizionarlo ovunque in casa vostra.

Insomma, l’hardware è indubbiamente di prima categoria, ma il software? L’Archer D7 offre alcune funzioni che ho trovato particolarmente interessanti. In primis abbiamo la possibilità di condividere dati, file multimediali e stampanti sfruttando le due porte USB 2.0 di cui è dotato. La configurazione non è troppo complessa: collegate il dispositivo desiderato e poi nell’apposito menù, USB Setting, scegliete la funzione che desiderate attivare. Se siete grandi amanti della cinematografia ad esempio potreste tranquillamente condividere tutta la vostra raccolta utilizzando un normale hard disk e la funzione Media Server per poter accedere all’amata collezione praticamente da ogni dispositivo che supporta questo tipo di condivisione, comprese per altro PlayStation 3 e Xbox 360.

Notevole poi la “Guest Network“. Che significa? Vi faccio un esempio. Immaginate di essere un professionista ed avere un vostro studio, o un vostro ufficio. Immaginate di essere, per esempio, un dentista. Tra le comodità che potreste offrire ai clienti che attendono il loro turno con ansia, potrebbe esserci il WiFi, ma fargli usare la rete che utilizzare per lavorare è fuori discussione. L’Archer D7 vi consente di creare appunto la “Guest Network”, una rete dedicata agli ospiti, che vanta elevati livelli di sicurezza e che risulta separata da quella principale, ossia la vostra. Avete per altro la facoltà di decidere se volete usare la banda a 2.4 Ghz o quella a 5 Ghz e di scegliere una password, magari da distribuire quando arrivano nel vostro studio per evitare che chiunque passi nelle vicinanze sfrutti la banda che avete creato per i pazienti. Una comodità, non trovate?

Non manca infine il sempre utile Parental Control. Potete settare i dispositivi sottoposti a questo controllo, decidere gli orari durante il quale questi device possono connettersi a internet e impostare i siti a cui possono accedere. Pochi clic vi permetteranno ad esempio di fare in modo che i vostri figli più piccoli si connettano la sera, quando siete a casa; avrete per altro la certezza che  la navigazione sarà solo su siti che voi avete giudicato sicuri.

Un unico consiglio: ricordatevi di cambiare la password di accesso al router. “Admin” o “1234” non sono password sicure.

Recensione Archer D7

Il modem-router di TP-LINK non si limita però a queste funzione. I più esperti troveranno infatti pane per i loro denti: si va dal controllo della banda allo storage FTP alla programmazione degli orari del WiFi. Insomma, questo prodotto non si fa mancare niente. O quasi.

Sì, ho detto “quasi” perché purtroppo l’Archer D7 ha un difetto che non ho potuto non notare: l’interfaccia. A differenza di altri produttori infatti, TP-LINK continua ad utilizzare un menù molto complesso, esclusivamente in inglese, e molto poco user-friendly. Il primo impatto, soprattutto se non avete mai avuto a che fare con dispositivo così articolati, potrebbe spaventarvi. Districarsi tra le funzioni non è già di per sé un’impresa facile visto che le features offerte sono tantissime, ma la cosa peggiora di fronte ad un’interfaccia poco moderna e lontana dai menù semplificati offerti, ad esempio, da NETGEAR.

Un vero peccato visto che sotto tutti gli altri aspetti l’Archer D7 si è rivelato persino superiore alle mie aspettative: non ha mai dato problemi di linea, non smette di regalare soddisfazioni con il caro Media Server e copre tutto l’appartamento (e temo anche quello dei vicini) senza alcun calo di velocità.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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