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Come è cambiato: l’ascensore

Breve storia dell’impianto per il sollevamento di persone dall’antichità ai giorni nostri

Eccoci oggi ad affrontare la storia dell’ascensore.

Com’è cambiato lo strumento che permette alle persone di passare da un piano all’altro di un edificio? E che, nei palazzi dove non è stato installato, tiene in allenamento i condòmini (specie quelli che abitano ai piani alti) ma si fa eternamente rimpiangere?

Prima di scoprire come è cambiato il televisore, diamone una definizione precisa.

Cos’è l’ascensore

Un ascensore, secondo il vocabolario Treccani, è un “impianto di sollevamento per persone da un piano all’altro negli edifici o, più in generale, fra punti di diverso livello, costituito essenzialmente da una cabina che scorre verticalmente tra due guide, sostenuta da funi d’acciaio che si avvolgono su un argano, generalmente elettrico”.

Questo significa due cose: intanto, che l’ascensore è riservato alle persone (sempre il Treccani ci ricorda che “l’analogo impianto per il sollevamento di cose si chiama montacarichi”). E poi che, tutti gli strumenti simili ma che permettono uno spostamento in orizzontale (e che quindi non ascendono) vengono chiamati ascensori in modo improprio.

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L’ascensore prima dell’ascensore

Ben prima dell’invenzione dell’ascensore moderno, che risponde alla definizione data dal vocabolario, l’uomo si è posto il problema di come spostarsi in altezza attraverso uno strumento che facilitasse ascesa e discesa.

Già lo scrittore Vitruvio, nel primo secolo a.C., riporta come l’inventore Archimede di Siracusa avesse progettato dei rudimentali ascensori.

Nella Spagna dell’ottavo secolo, sotto la dominazione islamica, appaiono altri esempi di dispositivi per il trasporto verticale di persone.

L’estensore di questo articolo ha il vivido ricordo di una vacanza a Meteora, in Grecia, suggestiva località caratterizzata da alte falesie di arenaria, sulla cui sommità sono stati edificati monasteri abitati già dal dodicesimo secolo. Lì, persone e cose venivano issati o calati attraverso funi che fungevano da antenati dell’ascensore.

La sedia volante

Per scoprire come è cambiato l’ascensore, o meglio quali prototipi lo hanno preceduto, non possiamo trascurare la cosiddetta sedia volante.

Questo antenato dell’attuale ascensore è stato realizzato per la prima volta nel diciottesimo secolo nella reggia di Versailles, su impulso di Luigi XV.

La leggenda vuole che la sedia volante, mossa dalla forza motrice di un servo, grazie a un cavo e a un sistema di pulegge e contrappesi, permetteva alle amanti del re di accedere alle sue stanze senza essere viste.

In breve tempo questo strumento è stato portato in Italia, più precisamente nella Reggia di Caserta, dall’architetto Luigi Vanvitelli.

sedia volante
La sedia volante della Reggia di Caserta

Com’è cambiato l’ascensore: motori a vapore e idraulici

I dispositivi più vicini ai moderni ascensori si iniziano a diffondere. Ce ne sono, ad esempio, al Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo, a partire dal 1793.

Nell’Ottocento, soprattutto nelle fabbriche europee e americane, compaiono ascensori con motori a vapore o idraulici. Sotto la gabbia era montato uno stantuffo che entrava e usciva da un cilindro affondato nel terreno.

Col funzionamento a energia idraulica, l’acqua all’interno del cilindro creava una pressione sufficiente a sollevare la cabina, che scendeva per forza di gravità quando l’acqua defluiva dal cilindro. Le valvole che governavano il flusso dell’acqua venivano regolate dai passeggeri attraverso funi che passavano attraverso la cabina.

La nascita dell’ascensore moderno

Finora abbiamo parlato di come è cambiato l’ascensore passando in rassegna gli impianti di sollevamento che lo hanno preceduto.

Di vero e proprio ascensore possiamo iniziare a parlare solo a partire dalla metà dell’Ottocento, quando negli Stati Uniti la comparsa dei primi grattacieli rende necessaria l’installazione di elevatori per persone.

L’anno di nascita dell’ascensore è unanimemente considerato il 1853. Quando Elisha Otis, inventore e imprenditore americano, presenta a New York il primo ascensore dotato di un dispositivo automatico di sicurezza, capace di bloccare la cabina in caso di rottura della fune di sollevamento.

Tre anni dopo, nel 1856, in un grande magazzino di New York viene installato il primo ascensore per passeggeri progettato da Otis. Altri tre anni e nel 1859 l’imprenditore Bogardus realizza il primo edificio dotato di ascensore per passeggeri, l’Haughwout Building.

È del 1870 il primo ascensore installato in un edificio italiano. Costruito dalle Officine meccaniche Stigler, farà bella mostra di sé all’Albergo Costanzi di Roma.

L’ascensore elettrico

Il motore elettrico si introduce negli ascensori nel 1880 grazie all’inventore tedesco Werner von Siemens. Nove anni più tardi viene inaugurata la Torre Eiffel, in cui viene montato un ascensore Otis.

In Italia il primo ascensore elettrico apparirà a Palazzo Barberini nel 1904.

MULTI
Il MULTI

Gli ascensori moderni

Altra data simbolo per chi voglia sapere come è cambiato l’ascensore è senza dubbio il 1924, che vede la nascita dell’ascensore automatico. Cioè che non ha bisogno di alcuna persone ad azionarne il funzionamento.

Da lì e per tutto il Novecento, si continuano a perfezionare diversi aspetti del dispositivo: nascono le porte automatiche e la regolazione elettronica della velocità, mentre viene eliminato il vano macchina, con lo spostamento di motore, argano e apparecchiature di comando all’interno del vano di corsa.

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Gli ascensori del futuro

Oggi gli ascensori hanno forme sempre più avveniristiche e raggiungono velocità sempre più elevate. Attualmente il primato spetta al Guangzhou CTF Finance Centre, in Cina. L’edificio è dotato di ben 95 ascensori, due dei quali raggiungono i 72 chilometri all’ora: sono in grado di trasportare i passeggeri dal piano -5 al 94 in circa 45 secondi.

Per comprendere com’è cambiato l’ascensore, impossibile non citare, infine, il MULTI. Ideato da ThyssenKrupp e installato nella Rottweil Test Tower, in Germania, è un ascensore che si muove sia in orizzontale che in verticale. Ed è senza funi: i vocabolari dovranno dunque modificare la definizione della parola “ascensore”, che prevedrebbe proprio le funi tra gli elementi imprescindibili.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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