fbpx
FeaturedMotoriNews

Audi A1 Citycarver: la piccola tedesca pronta a sporcarsi… sui marciapiedi!

L'Audi A1 Citycarver attacca il folto gruppo di segmento B "rialzate" con una ricetta che sa di "Allroad cittadina": vediamo di che si tratta

Ormai lo sappiamo bene: i crossover spopolano. Piccoli, medi, grandi: l’importante è che abbiano l’assetto rialzato, una visuale alta sulla strada e delle protezioni sottoscocca per un look “rugged”.
Audi lo sa bene, e infatti ha presentato pochi giorni fa la nuova Audi A1 Citycarver, l’ultima arrivata nella mischia delle piccole segmento B “rialzate”.

Fermo fermo.. Segmento B rialzate? Intendi Crossover, giusto?

Facciamo chiarezza: è un segmento, quello delle utilitarie “crossoverizzate”, diverso dalle “vere” crossover di segmento B o B-SUV come Seat Arona e Volkswagen T-Cross, per rimanere nel Gruppo Volkswagen.

Infatti, questo nuova nicchia di mercato raggruppa tutte le utilitarie tradizionali che per darsi un’aria “da grande” adottano assetti rialzati e protezioni off-road.

Queste hanno origine da modelli di nicchia degli anni ’70 e ’80 (qualcuno ha detto Fiat 127 Rustica?), e stanno vivendo una seconda giovinezza dopo un timido boom avuto nei primi anni 2000.
In quegli anni, Rover 25 Streetwise, Citroën C3 XTR e soprattutto Volkswagen Polo Cross (arrivata fino alla penultima generazione e ora sostituita dalla T-Cross nelle gerarchie VW) avevano anticipato il mercato odierno, con vendite al di sotto delle aspettative.

La Rover 25 Streetwise
La Citroën C3 XTR
La Volkswagen Polo Cross, nella sua ultima generazione (la penultima del modello Polo)

    Ora però, la nuova A1 CityCarver non è sola, anzi: si tuffa in un gruppetto ancora giovane, ma già carica di concorrenti come Ford Fiesta e Ka+ Active, Opel Karl Rocks e Kia Picanto X-Line (più piccine) e Suzuki Ignis (l’unica anche a trazione integrale).

    In cosa cambia questa A1 Citycarver da una classica A1?

     

      La A1 Citycarver fa sua una ricetta già usata nella già citata Polo Cross e condivisa da tutte le principali rivali, e adottato per la prima volta nel patinato mondo delle compatte premium.

      Infatti, la compatta dei Quattro Anelli ha un assetto rialzato rispetto alla A1 tradizionale ed è dotata di vistose protezioni sottoscocca e laterali.
      Esteticamente, inoltre, adotta cerchi specifici da 16 a 18 polllici, griglie e dettagli in nero lucido e una griglia ottagonale che è tratto distintivo di tutti i SUV della casa tedesca. Anche all’interno non ci sono rivoluzioni: ci sono rivestimenti e loghi specifici, ma non ci sono novità o differenze sostanziali con la A1 “liscia”.
      Meccanicamente, inoltre, non è disponibile nemmeno a richiesta la trazione integrale, ritenuta (a ragione) non di vitale importanza per la clientela a cui si rivolge questa  A1 Citycarver.

      Niente rivale della Suzuki Jimny, quindi: siamo di fronte ad una compatta leggermente rialzata per poter affrontare ogni ostacolo che la città possa riservarle e con sospensioni più morbide, capaci di non far perdere un rene agli occupanti dopo una delle troppe buche enormi delle nostre città.
      Il tutto con un’estetica rugged che piace tanto agli acquirenti, che sempre più scelgono queste versioni “off-road” al posto delle controparti tradizionali.

      Quindi meccanicamente non cambia nulla?

      A parte l’assetto rialzato di 35 mm, che le dona un’altezza da terra maggiorata, meccanicamente è la “solita” Audi A1 che abbiamo imparato a conoscere.
      Lunghezza (4.04 metri), capacità del bagagliaio (da 355 a più di 1090 litri) non cambiano, così come base meccanica.
      Infatti, la A1 sfrutta la piattaforma modulare MQB A0, la stessa di Seat Ibiza e Arona, Volkswagen Polo e T-Cross e Skoda Scala.

      Si scrive A1 CityCarver… Si legge A1 Allroad?

      La prima Audi A6 Allroad del 2000

      Questa foto della seconda serie della A6 Allroad fa vedere le capacità delle sospensioni pneumatiche di aumentare moltissimo l’altezza da terra!


      La nuova A4 Allroad

      La nuova Audi A6 Allroad

        La A1 Citycarver non è la prima volta in cui Audi si cimenta nel dare un’aria fuoristradistica ai suoi modelli tradizionali.
        Infatti, nel 2000, la casa dei Quattro Anelli lanciò la Allroad Quattro, più famosa in Italia come A6 Allroad.
        La base era la Audi A6 Avant (station wagon) di seconda generazione, la C6, a cui erano state aggiunte protezioni sottoscocca, sospensioni pneumatiche e la celeberrima trazione integrale Quattro per creare una Station Wagon che fosse capace di affrontare sterrati e neve con semplicità. Una vera e propria antesignana dei Crossover!

        Nel tempo, la A6 Allroad (chiamata in Italia per la serie successiva, la C7, solo Allroad) fu seguita dalla A4 Allroad, basata sulla più piccola Avant di casa Audi e anche lei disponibile solo a trazione integrale.
        Per questo motivo, infatti, in casa Audi non hanno scomodato il nome Allroad per questa nuova A1 Citycarver: la trazione integrale è condicio sine qua non per fregiarsi di questo nome così importante nella recente storia di Audi!

        Motori, prezzi e disponibilità

        Audi non ha ancora reso noti i prezzi della nuova A1 Citycarver, che sarà ordinabile da agosto 2019, con le prime consegne previste per l’autunno di quest’anno.
        La dotazione sarà molto ricca, contrariamente alla tradizione tedesca. Infatti, saranno disponibili di serie lo spoiler posteriore, i gruppi ottici Full Led, e dotazioni di sicurezza come  l’Adaptive Cruise Control, il Park Assist, la frenata automatica e il Lane Departure Warning. Di serie ci saranno anche il fantastico Audi Virtual Cockpit e l’infotainment MMI con display da 10,1″ con navigatore.
        Inoltre, per i più esigenti, sarà disponibile anche la versione EditionOne mostrata in queste foto, dotata di ogni optional disponibile.
        Anche le mototizzazioni non sono ancora state annunciate, ma molto presto tutti i dettagli saranno rivelati.
        E voi? Cosa ne pensate di questa nuova Audi A1 Citycarver? Preferite la versione tradizionale o questa “mini-crossover-premium”?

        Tags

        Giulio Verdiraimo

        Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!
        Next Article
        Close

        Adblock Rilevato

        Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker