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Battlefield V: il ritorno della WWII | Recensione

Siamo scesi sui campi di battaglia del nuovo Battlefield di DICE ed EA, ecco le nostre impressioni

Battaglie campali

Ovviamente il fulcro della produzione di EA è il multiplayer, che torna in gran spolvero anche in questa occasione. La particolarità di Battlefield V, come i suoi predecessori, sono le enormi aree di gioco in cui sfidarsi in un massimo di 64 giocatori divisi in due team. Tornano tutte le modalità classiche appartenenti al genere, quali Deathmatch e Conquista già viste nei capitoli precedenti.

La grande novità di quest’anno è rappresentata dalla modalità Operazioni su Vasta Scala, una battaglia divisa in tre match con diversi obiettivi che cambiano a ogni round. DICE ha colto nel segno con questa nuova modalità, la divisione in fasi rende il tutto più sentito e avvincente da affrontare, soprattutto grazie alla varietà di situazioni in cui ci si trova. Operazioni su Vasta Scala però ha una forte componente tattica, la coordinazione fra i diversi team sarà fondamentale per poter vincere e andare allo sbaraglio servirà solo a morire facilmente e a penalizzare la propria squadra. Certo non è facile coordinare 32 giocatori, ma se ci si riesce il divertimento aumenterà esponenzialmente.

Le meccaniche di gioco non differiscono enormemente da quanto visto con Battlefield 1, abbiamo notato una maggior precisione e stabilità delle armi, ma il feeling negli scontri multiplayer sa un po’ di già visto. Cosa che però viene enfatizzata in questo Battlefield V è invece il gioco di squadra. Questo aspetto è messo molto più in luce che in passato e l’importanza dei team da quattro giocatori possono fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta. Collaborare risulterà molto più importante che in passato, data la possibilità di poter rianimare i compagni indipendentemente dalla classe o dalla scarsità di munizioni con cui inizieremo o respawneremo.

Battlefield V Aerei

Le classi sono rimaste invariate, divise in: assalto, cecchino, medico e supporto. Creare un team bilanciato sarà fondamentale per la vittoria, infatti il supporto servirà molto di più che in passato grazie al suo carico di munizioni, il medico invece potrà dare un boost alla salute e resuscitare i compagni con maggior velocità rispetto alle altre classi. Durante le nostre partite abbiamo notato una maggior tendenza a giocare in gruppo rispetto al passato. Altra novità è la possibilità del leader di dare ordini ai compagni, rispettandoli si otterranno dei punti che possono sbloccare armamenti molto potenti. Ci sarà anche la possibilità di respawnare vicino a un compagno in qualsiasi zona esso si trovi (tranne se è impegnato in un conflitto a fuoco), ma dobbiamo dire che la gestione dei respawn lascia ancora a desiderare, dato che spesso, anche comparendo in una zona apparentemente safe, venivamo crivellati di colpi dopo due passi dalla nostra rinascita.

Altra novità risiede nella progressione del personaggio, snellita rispetto al passato. Sarà possibile per ogni classe ottenere alcune sottoclassi in grado di donare abilità uniche così da cambiare totalmente l’approccio alla battaglia. Ciò porta varietà agli scontri che vedranno di conseguenza aumentare anche le strategie e le sinergie fra abilità disponibili.

battlefield v ea dice electronic arts multiplayer grand operations

Anche le armi avranno un avanzamento diverso, infatti più le utilizzeremo e più sbloccheremo delle skill che diminuiranno il rinculo o aumenteranno la gittata ecc. Si potranno sempre aggiungere e cambiare le parti di ogni strumento di distruzione, ma avranno principalmente un ruolo estetico. Il livello di personalizzazione è davvero enorme in Battlefield V, avremo tantissima varietà nei colori e nelle forme delle armi e questo si espanderà anche ai veicoli.

Per quanto riguarda il gunplay non ci sono grosse variazioni rispetto al passato, il time to kill è veloce e brutale e bisognerà abituarsi a conoscere le ambientazioni e a sapersi muovere senza essere preso alle spalle o alla sprovvista, cosa inevitabile nelle prime partite. In definitiva il gameplay mantiene il divertimento e quella sensazione di far parte di una grande battaglia tipica dei Battlefield.

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Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).
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