CulturaTech

Beyond The Label: l’etichettatura energetica secondo Dyson

Immaginatevi all'interno di un grande negozio, pronti ad acquistare un nuovo elettrodomestico, diciamo un'aspirapolvere. Come lo scegliete? Beh, in primis affidandovi al commesso che è lì proprio per raccontarvi le differenze tra i prodotti esposti e, in secondo luogo, guardando l'etichetta energetica e quella A che scintilla sul cartoncino con tutte le altre specifiche perché, si sa, A significa che spenderemo un po' di più adesso per risparmiare in futuro. Ma è proprio vero?

A raccontarci pregi e difetti dell'etichettatura energetica è stata Dyson, società leader nel settore che ha fatto dell'innovazione tecnologica il suo credo (pensate che spendono 3 milioni di sterline la settimana in Ricerca e Sviluppo), a cui l'attuale classificazione proprio non piace ma no, non è perché, come qualcuno sostiene, li penalizza. Tranne qualche eccezione, i prodotti dell'azienda britannica hanno portato a casa il massimo dei voti. Il problema qui sta nell'assenza di parametri chiari e di informazioni utili.

Attualmente la nuova etichetta, in vigore dal 1 settembre di quest'anno e valida soprattutto per i classici aspirapolveri a filo, riporta la classe di efficienza energetica (che in teoria dovrebbe assicurarvi un risparmio notevole), il consumo di energia annuo, il livello di rumorosità, le prestazioni e le emissioni. Apparentemente tutto molto chiaro, ma il problema è quello che non viene detto, e non viene fatto.

TechPrincess_James_Dyson

Dyson ha richiesto una revisione della norma alla Corte di Giustizia Europea per 3 motivi:

  • i test in laboratorio
  • i costi reali
  • l'impatto ambientale

Partiamo dal primo punto.

Se pensate che un aspirapolvere venga normalmente testato nelle case, devo purtroppo deludervi. Tutti i test vengono generalmente fatti in laboratorio, un ambiente normalmente piuttosto asettico, e con macchine nuove, il che vuol dire che i componenti sono ancora completamente intatti, non usurati dal tempo e quindi capaci di dare il massimo senza dare fondo a tutto la loro potenza (che da quest'anno potrà raggiungere al massimo i 1.600 Watt). In sostanza, consumano meno perché gli viene richiesto il minimo. Facile prendere una A in queste condizioni non vi pare? Quello che Dyson chiede è una valutazione in situazioni quasi estreme, ossia con aspirapolveri che si portano dietro già un certo carico di polvere, un esame che la società del signor James Dyson già svolge abitualmente per verificare che i loro prodotti non perdano aspirazione nel corso degli anni o con l'utilizzo prolungato.

https://youtube.com/watch?v=KCn10bkLnAI

La seconda ragione per cui l'azienda inglese ha deciso di fare ricorso riguarda i costi, e darle torto è praticamente impossibile. Ricatapultatevi al momento dell'acquisto, quando il commesso vi spiega le differenze e vi illustra i prezzi. Non vorreste sapere, per esempio, che la differenza tra un classe A e un classe G si aggira attorno a soli 9 Euro l'anno? O che un aspirapolvere con i sacchetti vi farà spendere oltre 600 Euro in consumabili? Insomma, efficienza energetica non significa grande risparmio, né sulla bolletta né sul mantenimento.

La questione dei sacchetti per altro ci riporta all'ultimo punto: l'impatto ambientale. La classificazione energetica attuale infatti non tiene conto dei rifiuti generati dalle varie macchine. Parliamo di 126 milioni di sacchetti l'anno, a cui dobbiamo ovviamente aggiungere i filtri ed eventuali parti che dovranno essere sostituite una volta usurate, parti che spesso e volentieri non sono riciclabili.

Non è quindi particolarmente difficile capire perché Dyson abbia scelto di sostenere un'etichettatura energetica che tenga in considerazione questi punti visto che sono motivi che non solo guardano alle tasche e alla soddisfazione dei consumatori, ma anche all'ambiente, cosa che dovrebbe essere al centro dell'iniziativa dell'Unione Europa.

Insomma, se pensavate che quella dell'azienda manifatturiera inglese fosse solo un mero tentativo di difendere i propri interessi dovrete ricredervi. Con questo ovviamente non voglio dire che non trarrebbero nessun vantaggio da un cambio dei parametri, basti pensare che il loro attuale modello di punta, il Dyson Cinetic, ha portato a casa una D, voto che potrebbe decisamente cambiare con l'introduzione dei nuovi test e delle nuove voci dell'etichetta, ma è innegabile che le modifiche proposte ci renderebbero la vita più facile. 

Per saperne di più vi ricordo che potete visitare l'apposita pagina creata da Dyson per raccontarvi limiti e vantaggi dell'attuale etichettatura energetica.

Tags

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker