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Black Friday: Usa e Germania guardano alla moda “Made in Italy”

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Arriva il Black Friday. Gli ecommerce di tutto il mondo scaldano i motori in previsione del traffico che a partire dal 26 novembre verrà prodotto dal commercio online. I numeri parlano chiaro: secondo GlobalData, il 38,6% dei consumatori di tutto il mondo intende acquistare durante il Black Friday.

Ed è solo l’inizio, perché con il Black Friday si aprono le porte di un’intera settimana di shopping online che proseguirà con il Cyber Monday, appuntamento per gli amanti della tecnologia che darà il via alle spese natalizie anticipate; secondo SpendMeNot infatti il 30% di tutte le vendite al dettaglio avviene dal Black Friday fino a Natale. Un’occasione che, dicono gli ultimi dati di settore, è sempre più digitale: secondo una ricerca del sito di comparazione degli acquisti finder.com, quest’anno l’84% degli acquirenti del Black Friday effettuerà almeno un acquisto online.

Ma quali sono le tendenze economiche da tenere d’occhio per questo Black Friday?

“Innanzitutto l’effetto volano sui grandi prodotti del Made in Italy racconta Simone De Ruosi, CEO di Go Global Ecommerce, l’azienda che aiuta i brand nel commercio cross-border occupandosi di tutti gli aspetti connessi alla vendita all’estero, come le diverse posizioni fiscali, la necessità di prevedere diverse lingue e valute,  e, non ultime, tutte le questioni logistiche. “Dal nostro punto di osservazione vediamo emergere proprio questa tendenza: una forte spinta dei brand della moda Made in Italy verso l’estero, a trainare, i mercati di Germania e USA”.

Calzature e abbigliamento infatti da sole copriranno quasi il 50% degli acquisti del Black Friday e secondo i dati  dell’Osservatorio export digitale la moda italiana da sola copre il 53% del totale dell’export digitale B2C. “Noi lavoriamo con moltissimi brand della moda Made in Italy – dice ancora De Ruosi – il nostro compito è proprio quello di aiutarli a performare nelle vendite cross border”.

Si affidano, infatti, a Go Global Ecommerce più di 50 marchi dell’eccellenza del fashion nostrano. Dalla storica azienda famosa in tutto il mondo per i cappelli, Borsalino, alla casa di moda Vic Matié, da Bomboogie, che produce capispalla di altissima qualità con materiali all’avanguardia, a Slam, brand simbolo dell’abbigliamento tecnico, passando per il marchio d’eccellenza di Chiara Boni fino Kocca e Camomilla: “Analizzando i risultati dei nostri clienti – prosegue il manager – abbiamo registrato un aumento significativo delle vendite cross-border proprio durante il Black Friday, in media fino al 40% degli acquisti provengono dall’estero, con picchi che vanno oltre il 60%. Parliamo di alte percentuali di export in coincidenza con questi eventi straordinari e secondo le nostre previsioni anche quest’anno la moda Made in Italy dovrebbe beneficiare delle febbre da shopping”. 

Cosa possono fare quindi i brand per farsi trovare preparati?

“Non esistono ricette magiche – dice De Ruosi – ma sicuramente creare un ambiente ‘confident’ per l’utente straniero”. Un rapporto di Statista, infatti, mostra che il 13% degli acquirenti interrompe un acquisto se non trova la sua valuta al momento del pagamento e secondo un’analisi eurostat il 56% degli europei non acquisterebbe da negozi online in altri paesi che non contemplano la lingua di provenienza dell’acquirente. “Quindi massima attenzione al multilinguamultivaluta – prosegue l’esperto – ma anche a sistemi di pagamento compatibili con altri paesi – pensiamo a Wechat per il mercato cinese, oppure senza andare troppo lontano a iDeal utilizzato dal 60% dei consumatori online dei Paesi Bassi e a Sofort, che sta prendendo piede in Germania – politiche di resi incentivanti e soprattutto un customer care capace di rispondere a domande provenienti da ogni parte del mondo”. 

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