fbpx
FeaturedRecensioniVideogiochi

Blacksad: Under the Skin recensione: un gatto-investigatore molto noir

Abbiamo giocato a Blacksad, la nuova avventura grafica di Microids e Pendulo Studios, ecco cosa ne pensiamo:

Per chi non lo conoscesse, il volto del detective Blacksad: Under the Skin non è nuovo nel mondo dell’intrattenimento. Si tratta infatti di una serie a fumetti nata nei primi anni 2000 dalle menti di Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido che ha riscosso grandissimo successo in Europa. Oggi, grazie a Microids e Pendulo Studios, possiamo vivere le storie di John Blacksad in questa affascinante avventura grafica dal sapore noir.

Anche il videogioco è riuscito a rispettare gli standard di qualità del fumetto? Scopriamolo nella nostra recensione di BlackSad – Under the Skin.

Blacksad: Under the Skin recensione

John Blacksad è un investigatore privato che vive nella New York degli anni ’50 con tutti i pregi e i difetti della società americana di quegli anni. Il mondo in cui si sviluppa la storia è abitato da animali antropomorfi che rispecchiano la psicologia e fisicità del personaggio che rappresentano. Il nostro protagonista, per esempio, è un perspicace gatto nero in grado di osservare e percepire i dettagli più minuziosi grazie alla sua vista e al suo incredibile olfatto.

La storia di Blacksad – Under the Skin è uno spin-off dei fumetti originali, godibilissimo quindi anche senza aver mai letto i volumi. La trama inizia nello studio di John dove comincia in brevissimo tempo una colluttazione con un grosso rinoceronte “vittima” del lavoro di detective del protagonista. Qui ha inizio il primo Quick Time Event che caratterizza parte del gioco e che comincia a darci un’infarinatura della psicologia e del modo di agire di Blacksad. Di lì a poco si presenterà un nuovo caso per il nostro detective che interesserà tutta la trama principale. Sonia Dunn, una giovane e affascinante lince, ci chiederà di investigare sulla morte del padre, un ex-pugile morto suicida nella sua palestra in circostanze misteriose.

Come accade nelle migliori storie noir, da questo caso nasceranno una serie di eventi concatenati tra loro che arricchiscono la trama con storie di contrabbando, prostituzione, scommesse illegali e tutti quegli elementi che caratterizzavano un aspetto dell’America degli anni ’50. Il tutto mentre si sviluppa la storia privata dei personaggi principali facendoci scoprire così poco a poco la loro psicologia e il loro passato.

Blacksad: Under the Skin
Blacksad: Under the Skin
Developer: Pendulo Studios, YS Interactive
Price: 39,99 €

Un caso nelle nostre zampe

La storia di Blacksad: Under the Skin si caratterizza per una serie di scene e dialoghi tra il protagonista e gli altri personaggi del gioco che ci aiuteranno o meno a scoprire la verità. Ogni conversazione è strutturata in maniera simile a tutte le altre avventure grafiche a cui abbiamo giocato. Bisognerà scegliere cosa chiedere ai sospettati in breve tempo e rispondere alle domande come più ci aggrada ma sempre ricordando che ogni scelta che facciamo può avere ripercussioni sia nel breve che nel lungo tempo.  Le nostre azioni plasmeranno anche la psicologia di Blacksad, che potremmo tenere sotto controllo nella sezione “Il tuo Blacksad” del menù. Quest’area ci mostra quanto siamo stati duri, gentili o loquaci durante il gioco per darci un’idea del nostro approccio.

Non mancano, come già detto, i quick time event molto semplici che, sebbene movimentino leggermente il ritmo del gioco, non riescono pienamente ad adattarsi ai tempi di trama, finendo per perdere di efficacia. Più interessanti sono invece le meccaniche di identificazione degli indizi e di deduzione degli stessi. Nella prima Blacksad sarà in grado di identificare particolari dettagli grazie ai suoi sensi felini mentre nella seconda saremo in grado di mettere insieme tutti gli indizi scoperti per fare delle deduzioni corrette.

Purtroppo però, nessuna di queste curiose varianti riesce a sollevare il ritmo della narrazione troppo lento persino per una trama investigativa di questo tipo. Alcuni dialoghi sono eccessivamente lunghi così come anche le sequenze di esplorazione delle varie aree. Nonostante la specie animale, Blacksad non è infatti in grado di correre o saltare il che rende estremamente frustrante il doversi destreggiare tra le varie scene del crimine.

I problemi del mestiere

A peggiorare questa macchinosa situazione ci si mette anche un sistema di movimento noioso in cui bisognerà girare il personaggio in una determinata posizione prima di poterlo muovere. Si tratta del classico movimento “a perno” tipico dei videogame degli anni ’90 che trova poco spazio nel mercato videoludico di oggi. Questo rende particolarmente ostico spostarsi tra le varie location alla ricerca di indizi, operazione di non poca importanza per un investigatore.

Lo stile grafico del gioco risulta piacevole e ben realizzato con una trama di colori e disegni che strizza l’occhio al media fumettistico. Purtroppo i bug e i glitch grafici e audio sono moltissimi. Ci è capitato più volte di riscontrare uno stuttering continuo e fastidioso totalmente ingiustificato. Numerosi anche i problemi audio con tracce mancanti o le voci dei personaggi mal distribuite.

Il che è un peccato soprattutto considerando la bellissima colonna sonora Jazz che riesce ad immedesimarci appieno nel clima degli anni 50′.

Blacksad recensione: acquistarlo oppure no?

Avremmo voluto sinceramente scrivere qualcosa di diverso ma, nel complesso, Blacksad: Under the Skin non riesce a dar valore ad una trama che aveva un potenziale altissimo. I problemi grafici, i movimenti legnosi e la narrazione lenta e, a tratti, noiosa, non possono farci apprezzare totalmente questo titolo. Si ha come la sensazione che Blacksad sarebbe dovuto uscire tra un paio di mesi con le rifiniture che meritava.

Speriamo vivamente che i problemi e i bug del gioco verranno limati nei mesi successivi, magari con una nuova patch, perché, senza dubbio, le storie di Blacksad meritano di essere ascoltate, ma con uno strumento più efficace.

Blacksad - Under the Skin

  • Trama avvincente e ben realizzata
  • Fantastiche ambientazioni della New York degli anni '50
  • Colonna sonora particolare
  • Troppi Bug e glitch
  • Gameplay un po' antiquato
  • Narrazione lenta
Tags

Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker