CulturaTech

Casa Jasmina: la domotica secondo Arduino

TechPrincess_Casa_Jasmina
Harpa ha pochi mesi, è la figlia di Trent e Adriana e ha cominciato da pochi giorni a dormire nella sua cameretta. Un passo importante per la piccola Harpa, anche se questo traguardo ha richiesto qualche compromesso tra la bambina e i suoi genitori perché sì, lei ora non dorme più con loro, ma nella sua stanza vuole un po’ di luce e magari qualche rumore bianco, altrimenti non dorme.

Nasce così, da una situazione comune a molti neo-genitori, il progetto open source di Trent. Il neo-papà infatti è un interactive designer con una passione per Arduino e là dove un normale padre avrebbe visto un problema, lui ha visto un’opportunità. Trent Brooks è lo sviluppatore di Harpa’s Night Light, una lampada che ricorda un elefante, ha le linee degli origami e integra LED, microfono e speaker. Il tutto collegato ad un’applicazione per iPad che permette al signor Brooks di impostare la lampada per far dormire la figlia e allo stesso tempo di insegnare ad Harpa i colori.

Harpa’s Night Light è uno dei progetti che potete trovare nella sezione Makers di Arduino.org ma è anche uno degli oggetti di arredo che spero faranno parte di Casa Jasmina, l'abitazione domotica che nascerà dalla collaborazione tra Arduino, FabLab Torino e Toolbox Co-Working.

via-egeo

Situata all'interno di un palazzo edificato nel 1919 e poi abbandonato nel 1974, Casa Jasmina è una proiezione nel futuro, un modo per dimostrare a tutti noi come sarà la vita domestica tra 10 anni. Un futuro, quello immaginato da Bruce Sterling, scrittore e curatore del progetto, e da Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, che ben si distanzia dalla casa domotica proposta dalle grandi multinazionali visto che la parola d'ordine qui è "open source".

L'Internet of Things secondo gli ideatori di Casa Jasmina è una visione delle potenzialità che l'open source ci offre, non solo in campo elettronico ma anche in termini di arrendo.Permettetemi di portarvi un esempio concreto.


Oscola è una lampada, una lampada che si connette alla rete e che è stata al centro del primo workshop tenuto in Casa Jasmina da Jesse Howard, Stefano Paradiso e Lorenzo Romagnoli. Da un progetto open source come avete visto ne sono nati altri, altre lampade con forme diverse, funzioni diverse e intenti diversi.

Oscola è l'esempio di come Arduino e l'evolversi della domotica siano in grado di mettere l'utente finale in una posizione diversa, rivestendolo di un ruolo che non è più quello di mero consumatore ma anche di produttore.

La lampada di Howard e compagni è uno dei primi tre oggetti d'arredo di questa casa open source; accanto ad Oscola troviamo infatti Robochop #0000, un cubo intagliato da un robot meccanico situato in Germania, e a Pietro Micca. No, non è preoccupatevi. Pietro Micca non è una persona murata viva in Casa Jasmina, ma è un aspirapolvere Roomba a cui è stato affidato questo curioso soprannome.

Il nostro primo pezzo di arredo è Pietro Micca, l'aspirapolvere robotico di Roomba. – ha spiegato Sterling – Ho scelto questo aspirapolvere come mascotte non perché è un oggetto high tech, ma perché Roomba è sul mercato da 10 anni, un realtà viva e attiva nel campo dell'automazione. Pietro Micca verrà martirizzato perché lo hackereremo, ma rappresenta la vita normale, la vita normale tra 10 anni, che è quello che vogliamo mostrare all'interno di Casa Jasmina."

Ovviamente siamo solo all'inizio di questo progetto destinato a durare due anni, due anni che gli permetteranno di diventare una sorta di Makers Club House, ospitando seminari, una piccola libreria, esperimenti di ogni tipo ma anche persone da tutto il mondo visto che, una volta terminata, Casa Jasmina dovrebbe sbarcare sul caro Airbnb. Un progetto enorme quello di Banzi e Sterling che punta a spingere l'industria piemontese verso il promettente campo dell'Internet of Things.

Chissà se questo non permetterà all'Italia di diventare pioniera della domotica sfruttando una creazione che è già un orgoglio della nostra nazione, Arduino.

 

 

Tags

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker