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Come ti cambio la TV: dal tubo catodico al tablet

TechPrincess_streaming_tablet_tv_CambiamentoPrendiamo una conversazione che ho avuto qualche giorno fa e trasportiamola in un tempo neanche troppo remoto. Siamo nel 2000 e sto parlando con un amico, al quale dico:

Hai visto? Stanno dando l'ultima stagione di Breaking Bad in TV”.
La risposta che ottengo è:
Mi sono perso tutte le altre, ma quasi quasi le guarderò in streaming”.
Io lo guardo, alzo un sopracciglio e chiedo: “Le guardi.. .dove?”.

Tralasciando il fatto che tredici anni fa non esistevano ancora le avventure di Walter White e delle sue metanfetamine, vorrei focalizzare l'attenzione sul termine streaming che, se ad inizio millennio era una parola inglese come tante altre, nel giro di dieci anni si è insinuata nelle nostre vite senza che nemmeno ce ne accorgessimo. Un qualsiasi vocabolario di inglese dice che streaming significa “scorrere”, “sgorgare”; Wikipedia sostiene che, in campo telecomunicativo, il termine “identifica un flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica”; un utente del web non esita a ribattere ad entrambi che ormai il significato principale del verbo è quello di “guardare online film e programmi tv quando e dove si vuole”.

Sembra impossibile pensare che un tempo – neanche dieci anni fa – il mondo della televisione era confinato solo nell'omonimo apparecchio casalingo. Sembrano passati secoli, eppure, in un batter d'occhio, senza che nessuno facesse in tempo ad accorgersene, è iniziato il processo di trasformazione dell'intrattenimento televisivo che lo ha portato non principalmente (ma quasi) sul web.

Ricreiamo una piccola linea del tempo, per renderci conto degli effettivi cambiamenti a cui abbiamo assistito. In principio c'era la TV, quella che aveva Sky o il digitale terrestre, che in casa era una sola e quindi ce la si litigava con mamma, papà, sorella, fratello, cane e gatto pur di vedere il programma preferito. A segnare il punto di rottura con quei tempi bui fu l'avvento dei primi siti e programmi che offrivano la visione di programmi televisivi on demand o addirittura in diretta (P2PTV). Questi ultimi erano solitamente di scarsa qualità e provenienti dalle tv asiatiche, ma, contando che consentivano di godere in modo totalmente gratuito di visioni che spesso erano a pagamento (come le partite di calcio), è inutile dire che il successo fu immediato. Lo streaming on demand mosse invece i primi passi su YouTube ed ebbe il suo apice successivamente, durante la gloriosa era di Megavideo. Tuttavia, neanche questo stadio del progresso televisivo era destinato ad essere definitivo: all'orizzonte si stagliavano infatti i tablet e gli smartphone, destinati a portare una ventata di novità nel mondo dello streaming. Senza apportare cambi radicali ai servizi offerti, la possibilità di creare applicazioni per iOS, Android o qualsiasi altro sistema operativo spronò gli sviluppatori a migliorare ciò che già esisteva fornendo servizi non solo più mirati, ma addirittura più efficienti.

TechPrincess_straming_tablet_tv_CambiamentoQuesta storiella romanzata ci porta a fare qualche considerazione sull'attuale status del mondo dell'intrattenimento televisivo. La tendenza a utilizzare i propri dispositivi mobile come piccoli televisori dilaga, vuoi per la comodità della forma, vuoi per la qualità e la quantità di servizi accessibili grazie alla loro tecnologia. Tutto questo non è assolutamente un vezzo di un gruppo di smanettoni di nicchia, ma una vera e propria realtà sociale: a dimostrazione, basti pensare che emittenti televisive come Mediaset o Sky, avendo notato il cambiamento, si sono messe in gioco offrendo ai possessori di tablet la possibilità di avere accesso, tramite applicazioni, all'intero palinsesto in diretta e on demand.

Questa trasformazione dei servizi televisivi è incredibile, se pensiamo che è avvenuta in così poco tempo e che abbiamo potuto toccare con mano ogni singolo step. E' una trasformazione di cui è ancora incerto l'esito, motivo per cui prima l'ho definita “processo”; ma proprio il suo essere in fieri la rende ancora più interessante, accendendo così la voglia di ulteriore cambiamento e novità, per arrivare chissà dove.

Mi piacerebbe, tra qualche anno, fare un confronto tra la futura realtà e quello che ho appena scritto in quest'articolo, che probabilmente sembrerà preistoria tanto quanto i televisori col tubo catodico. Nel frattempo scusate, ma mi ero salvata un paio di film da vedere su SkyGo e credo mi stiano aspettando.

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Martina Ghiringhelli

Studentessa di Linguaggi dei Media con la passione per le notizie strane (e spesso inutili). Gamer da sempre, ricorda lunghe sessioni di Tetris alla tenera età di sei anni. Ama ciecamente tutto ciò che è geek o viene dal Giappone e legge qualsiasi cosa, dalle etichette dello shampoo a Game of Thrones.
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