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Con lo smartphone in viaggio: come abbattere i costi di roaming all’estero

Lo smartphone ha un unico grande svantaggio: l’estero. Una volta fuori dai confini del nostro Bel Paese perde inevitabilmente metà delle funzioni per cui l’abbiamo acquistato: mail, WhatsApp, Instagram, Skype… Diventa tutto inutilizzabile perché manca la materia prima: Internet. Internet all’estero è un dramma perché mentre per telefonate e SMS riusciamo puntualmente a trovare una […]


Come navigare gratis all'esteroLo smartphone ha un unico grande svantaggio: l'estero. Una volta fuori dai confini del nostro Bel Paese perde inevitabilmente metà delle funzioni per cui l'abbiamo acquistato: mail, WhatsApp, Instagram, Skype… Diventa tutto inutilizzabile perché manca la materia prima: Internet. Internet all'estero è un dramma perché mentre per telefonate e SMS riusciamo puntualmente a trovare una soluzione, quando si tratta dei dati rimaniamo con un pugno di mosche.

Sì, è vero, c'è il wi-fi e spesso nelle città europee ed extra-europee, quanto meno quelle piuttosto popolate, è ovunque o comunque facilmente raggiungibile, ma diventiamo dipendenti dagli hotspot e questo è decisamente limitante. Quello che ci serve, volenti o nolenti, è il 3G e quello spesso è ottenibile investendo in una SIM locale, sperando che non richieda un abbonamento di qualche sorta.

Semplice? Idealmente sì, ma qualche difetto esiste:

  • richiede un investimento economico (non sempre abbordabile)
  • non vale quasi mai la pena di essere fatta a meno che non vi fermiate 3 o 4 settimane nello stesso posto
  • richiede un nuovo numero e con app come WhatsApp equivale ad un suicidio (virtuale)

 

Fortunatamente i possessori di uno smartphone Android possono sfruttare una nuova applicazione che risolve, o quanto meno minimizza, il problema. L'idea dietro a Crowdroaming si basa su quella che viene chiamata "economia della condivisione", praticamente quella alla base del couchsurfing, una specie di Give and Take, o Do Ut Des se siete nostalgici della lingua latina.

Il software vi permette di mettere a disposizione dei turisti parte dei dati del vostro abbonamento; a decidere quanto naturalmente sarete voi, sfruttando una scala che va da 20 a 100 Mb. Ovviamente oltreconfine spetterà ad altri fare la stessa cosa, trasformando, sostanzialmente, i propri smartphone in piccoli hotspot a cui collegarsi.

Purtroppo però non è tutto oro quel che luccica. No, non vi preoccupate, nessuna fregatura e nessun costo per il servizio. Il problema è più che altro legato ai limiti dell'attuale Beta che risulta pienamente compatibile solo con dispositivi che montano la versione 4.0 del sistema operativo del robottino verde o release precedenti. In pratica con i telefoni più nuovi sarete abilitati a sfruttare le connessioni di altri ma non a condividere la vostra.

Il problema vero e proprio però riguarda la diffusione. Pensate a quanto poco funzionerebbe il sopracitato couchsurfing se fossimo in 100 persone a farlo. 100 persone in tutto il mondo, metà delle quali non hanno un divano. Avremmo tra le mani un'idea geniale che contribuisce al risparmio globale ma soprattutto alla diffusione della fiducia tra gli esseri umani, eppure sarebbe solo un'idea. La stessa cosa vale per Crowroaming. L'intuizione di base è fenomenale, per chi viaggia all'estero potrebbe diventare la soluzione primaria alla mancanza di dati in attesa che il Parlamento Europeo si decida ad abbattere i costi per il roaming, ma l'app è solo per Android e vanta meno di 10.000 download. Un po' pochini per poterla realmente utilizzare, ma pur sempre un punto di partenza.

Non abbattetevi però. Come dicevo poco prima, si tratta di una Beta e mi aspetto non solo che vengano risolti i problemi legati alle più recenti versioni dell'OS di Google, ma che venga poi rilasciata una versione per iOS e Windows Phone.

E poi ci siete voi, che potete scaricare l'app e diffondere la buona novella, così finalmente potremo navigare all'estero in tutta tranquillità.


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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.