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Dalla Luna alla Terra: le cinque invenzioni della NASA che usiamo ogni giorno

Abbiamo scovato ed elencato cinque invenzioni della NASA che sono state utilizzate per raggiungere la Luna, ma che adesso usiamo quotidianamente.

Dalla Luna alla Terra: il fascino del nostro satellite

L’uomo è da sempre dotato della sua straordinaria curiosità. Una curiosità che ci ha permesso abbattere confini e barriere con l’ausilio di una nostra grande alleata: la tecnologia. Ben 50 anni fa siamo riusciti ad atterrare sulla Luna e oggi ci spingiamo sempre oltre con l’esplorazione spaziale. Nonostante la meta del XXI secolo sia caratterizzata dalla volontà di raggiungere il suolo di Marte con un equipaggio umano, la Luna è ancora presente nella nostra curiosità.

Il 20 luglio 1969, Neil Armstrong fu il primo uomo a mettere piede sul suolo lunare. Da allora le missioni per la Luna si sono moltiplicate, dal semplice studio con satelliti ad altre missioni Apollo, concluse nel 1972. Per poter trasportare l’uomo a ben 384 mila km di distanza dal pianeta Terra, le missioni Apollo richiesero un grande sforzo e una buona base tecnologica. Grazie a quella metà così lontana, lo sviluppo tecnologico favorì la buon riuscita di questa missione.

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Dalla Luna alla Terra: le cinque invenzioni della NASA che usiamo ogni giorno

Filtri per purificare l’acqua

Il viaggio che portò i due astronauti sulla Luna durò ben 8 giorni. Per mantenere l’equipaggio ben idratato e operativo per la missione, la NASA inventò un metodo per purificare l’acqua. Purtroppo però, visto i mezzi di trasporto ancora poco sviluppati, la quantità di liquidi che potevano trasportare era estremamente bassa. L’acqua da purificare era un prodotto di scarto delle celle a combustibile. L’acqua generata dalle celle veniva filtrata e resa potabile da un semplice sistema di filtri. Ad oggi, quasi tutti noi abbiamo in casa una caraffa filtrante reperibile a pochi euro nei supermercati.

 

 

 Tute antincendio

Dopo il disastro dell’Apollo 1, dove la navicella prese fuoco uccidendo l’equipaggio, la NASA si trovò costretta a inventare un metodo per salvaguardare l’uomo dalle fiamme. La NASA brevettò e migliorò un tessuto particolarmente protettivo. Ad oggi questo materiale è impiegato dai vigili del fuoco, dai militari e da altre categorie di lavoratori esposti a temperature assai elevate. Anche nei moderni voli spaziali, le tute degli astronauti sono progettate per proteggere l’uomo dalle pericolose radiazioni solari non filtrante non protette dalla nostra atmosfera.

 

 

Macchinari per la fisioterapia

Durante i voli spaziali, gli astronauti sono continuamente esposti a una quasi assente forza gravitazionale. Il corpo umano è naturalmente predisposto alla vita sulla Terra, quindi l’assenza di gravità tende a indebolire la struttura ossea e muscolare. Per questo motivo la NASA ha progettato delle macchine che aiutano l’uomo nei movimenti e durante le di attività fisica “extraterrestre”. Alla base dal disegno progettuale di questi macchinari sta la versatilità e la funzionalità, dato che devono funzionare in ambienti molto stretti e scomodi. Oggi molte macchine che vengono usate per la fisioterapia seguono gli stessi studi e le basi gettate da quelle progettate dalla NASA per i propri astronauti.

Dispositivi a batteria

Nonostante già prima dello sbarco sulla Luna esistessero alcuni dispositivi a batteria, alla NASA dobbiamo il merito di aver inventato le prime macchine operatrici a batteria. Chi di noi oggi non ha in garage un trapano elettrico cordless? LaNASA fu la prima a inventare questo tipo di dispositivo poi usato nelle missioni lunari per la trivellazione del terreno.

Tecniche di elaborazione delle immagini a scopi medici

Anche la medicina è stata notevolmente aiutata dalla NASA. I nostri sistemi di diagnosi prevedono quasi sempre un’analisi condotta su immagini non convenzionali. Quelle foto del nostro organismo riescono a vedere ciò che noi, con il nostro semplice occhio non possiamo vedere, da un osso rotto ad altre patologie più importanti. Anche questa scienza è frutto di ricerche della NASA. Basti pensare che per lo studio di alcuni pianeti o di parti del cosmo sono usate tecnologie molto vicine a quelle mediche.

 

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