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La diffusione degli eBook: com’è la salute dei libri digitali?

Il punto sui libri in formato elettronico: quanto sono letti, soprattutto in Italia? Indagine su un mercato mai veramente decollato

Probabilmente tutti noi, a prescindere dalle abitudini individuali di lettura, ci saremo chiesti almeno una volta quale sia la diffusione degli eBook.

Il mercato del libro digitale ha acquistato una buona fetta del pubblico di lettori? Chi preferisce, e perché, il libro elettronico a quello cartaceo?

Cerchiamo di analizzare tutti i principali aspetti della questione.

Breve storia del libro digitale

Prima di indagare la diffusione degli eBook facciamo una breve cronistoria di una modalità di lettura che non mette d’accordo tutti nemmeno sul nome. Oltre a potersi chiamare indifferentemente eBook o e-book, in Italia sono nominati altrettanto spesso con le locuzioni libro digitale e libro elettronico.

Le origini

Di eBook e eReader (o e-reader, intanto per complicarsi un altro po’ la vita) si sente parlare da relativamente poco. Eppure la nascita del libro elettronico, controversa anche lei, risale a svariati decenni fa.

Diciamo che la maggioranza degli esperti di settore individua come data simbolo il 1971, quando ha preso il via il Progetto Gutenberg. Si trattava di un’iniziativa voluta dall’informatico Michael Hart, con l’obiettivo di creare un grande archivio consultabile di versioni digitali dei libri.

Ma i veri e propri anni zero per la diffusione degli eBook sono due. Il primo è il 1998, con il lancio sul mercato dei lettori Rocket eBook e SoftBook. Il secondo è il 2000, quando Stephen King ha messo su Internet – scaricabile gratuitamente – il suo racconto Riding the Bullet (Passaggio per il nulla). 500.000 scaricamenti in 24 ore sembrava avessero segnato l’inizio di un nuovo modo di leggere.

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I dati sino al 2018

I primi anni del nuovo millennio sono stati importanti per il decollo degli e-book: dal 2002 al 2008 il mercato globale è passato da 5,7 a 52,4 milioni di dollari, con una crescita superiore all’800%.

Arriviamo al 2018, quando un rapporto internazionale ha segnalato l’Italia come quarto Paese al mondo per ore di lettura di eReader dietro a Canada, Olanda e Francia.

La diffusione degli eBook durante il lockdown

Com’era facile supporre, la pandemia mondiale e le conseguenti restrizioni hanno da una parte fatto crollare il mercato dei libri cartacei e dall’altro fatto decollare quello digitale. Durante il primo lockdown, le vendite dei libri tradizionali sono scese del 50%, mentre l’incremento dei libri elettronici ha sfiorato punte del +70%. Questo in virtù di meritorie iniziative come il bonus cultura e #ioleggoacasa, rafforzate dal fatto che molti editori mettevano periodicamente a disposizione del pubblico uno o più titoli gratuiti (rigorosamente in digitale) del proprio catalogo.

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Gli eBook oggi: è vera gloria?

Il mercato degli eBook è quindi definitivamente decollato? Ebbene, no. O meglio: mai veramente.

Soprattutto in Italia, e questo a prescindere dall’antica questione (vera) per cui gli italiani leggono poco. Un’indagine dell’Associazione Italiana Editori, con la collaborazione di Pepe Research, segnala che nell’ottobre del 2020 la percentuale di concittadini che ha dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi è stata del 61%, contro il 58% dello stesso mese del 2019. Piccola la percentuale, piccolo l’incremento, nonostante il periodo del tutto particolare.

Per quanto riguarda nello specifico il digitale, uno studio dell’Associazione Italiana Editori ci dice che il mercato del digitale nel 2020 ha compreso il 7,4% del totale. L’analisi mostra come gli eBook, nell’anno in cui – come abbiamo detto – ogni vantaggio è andato al libro elettronico, e ogni difficoltà a quello cartaceo, hanno avuto un incremento del 34%. Senza tuttavia dimenticare il digitale è composto anche di audiolibri, che – loro sì – nel 2020 hanno avuto un autentico boom: +94% rispetto al 2019. Ed è comprensibile, vista la discreta compagnia che un libro audio può regalare ai fruitori, specie in questi mesi così difficili psicologicamente.

Ma non crediamo che oggi la diffusione degli eBook, con quel 7,4% da dividersi con gli audiolibri, possa essere considerato un successo. Specie per l’accoglienza trionfale che il mondo delle letture digitali ha avuto all’inizio del nuovo millennio.

Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità
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I motivi del mancato successo

Le ipotesi di risposta possono essere svariate. Intanto, una certa resistenza psicologica da parte dei lettori forti. Alla categoria, del quale l’estensore di questo articolo fa parte, non convince del tutto l’immaterialità del libro elettronico. Ma non è solo un discorso romantico: chi rinuncia all’e-book, o comunque limita il proprio rapporto con gli eReader, non lo fa solo perché incapace di separarsi dal profumo della carta.

Ci sono anche motivazioni pratiche. Per quanto ormai tutti i lettori di libri digitali abbiano un sistema di segnalibri, di vocabolari in dotazione eccetera, chi legge con assiduità (a maggior ragione se per motivi professionali) sa muoversi agilmente tra le pagine di un volume solo grazie a sottolineature personali, post-it e altri segni di promemoria. Tra cui le mitiche “orecchie”.

E a proposito di pagine, con gli eBook è praticamente impossibile leggere a fini editoriali, perché manca la possibilità di fare riferimento a una determinata pagina.

Infine, notazione non secondaria, oggi – in modo legale ma non solo – è possibile scaricare pressoché qualunque libro in versione elettronica a un costo vicino allo zero. Questo mette in atto una sorta di compulsione: la corsa a scaricare più titoli possibile, sino a crearsi una biblioteca digitale che non avremo mai il tempo di leggere. Esattamente come succede per il download di musica su supporto digitale.

La sensazione è che l’eBook è e resterà un validissimo supporto da sfruttare assieme al libro tradizionale. Gli eReader sono comodi, ecologici, permettono di leggere in condizioni complicate. Un banale esempio: ci si trova in casa d’altri, o in una stanza di una struttura ricettiva malauguratamente senza abat-jour. Non potremo leggere un libro, mentre potremmo leggere un eBook.

Eppure, come abbiamo ricordato in un altro articolo (pur se di diverso argomento), aveva ragione Umberto Eco. Il quale ha scritto che “il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici: una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio.” E, aggiungiamo noi, non potete sostituirli.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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