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Recensione DOOM Trilogy: una piacevole atmosfera retrò

In onore del suo venticinquesimo compleanno, la trilogia di DOOM è disponibile su tutte le piattaforme!

Alcuni classici fanno fatica a morire o essere dimenticati e questo è il caso di una delle più famose saghe videoludiche. A sorpresa di molti, e in onore del suo venticinquesimo compleanno, la trilogia di DOOM è finalmente disponibile per tutte le piattaforme: Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One e PC.

Nessuna modifica, nessun miglioramento, si tratta dei titoli originali in carne ed ossa. Come ci è sembrata questa immortale trilogia sulle nuove console? Scopriamolo insieme in questa recensione!

Un unico scopo: sconfiggere le creature infernali

Rinfreschiamo la memoria a coloro che già conoscono la trama e informiamo i nuovi arrivati. Nel primo capitolo il giocatore vestirà i panni di un marine spaziale trasferito su Marte per aver assalito un superiore che gli aveva ordinato di sparare ad alcuni civili disarmati.

Il Doomguy è ora costretto a lavorare per la Union Aerospace Corporation e viene inviato ad indagare su un misterioso incidente avvenuto durante degli esperimenti militari tra le due lune Fobos e Deimos: il vostro compito sarà quello di sconfiggere orde di mostri che hanno lentamente iniziato ad uscire dai portali di teletrasporto e scoprire cosa sta succedendo.

Per poter terminare il gioco, il giocatore dovrà terminare tre episodi, ognuno dei quali contiene otto livelli (più uno segreto): Knee-Deep in the Dead, Shores of Hell e Inferno.

La trama e la modalità di gioco di DOOM II non si allontana troppo dal primo capitolo. Anche qui ritroveremo il nostro Doomguy che, dopo essere stato teletrasportato da Phobos e successivamente alla battaglia su Deimos, torna finalmente a casa. Purtroppo però il pianeta è stato conquistato dalle forze degli inferi.

Qui dovrete completare 30 livelli, in cui i sopravvissuti della Terra sono tenuti prigionieri sul pianeta: il vostro compito sarà quello di salvare il pianeta e i superstiti, fermando anche questa volta le orde di mostri che la invadono.

DOOM III, pubblicato a distanza di dieci anni, si svolge su Marte nell’anno 2145. Il protagonista, di cui non sappiamo il nome, viene trasferito in una base di ricerca della corporazione spaziale UAC, per una missione di routine.

In seguito nella base si aprirà un portale collegato con l’Inferno, dal quale numerose creature infernali usciranno e faranno strage di soldati. Fra i pochi sopravvissuti dopo l’invasione, il marine deve trovare un modo per chiudere il portale e fermare il folle scienziato Malcolm Betruger.

DOOM Trilogy: nessun voto, solo emozioni

DOOM Trilogy Tech Princess 2

La trilogia di DOOM non ha ricevuto modifiche o miglioramenti, è stata semplicemente pubblicata così com’era, riportando in vita un’atmosfera retrò che numerosi videogiocatori apprezzeranno sicuramente.

Trattandosi di titoli vecchi (principalmente DOOM I e DOOM II), la grafica e l’animazione legnosa possono lasciare un po’ a desiderare, specialmente ora che siamo abituati a titoli più fluidi e graficamente impeccabili. Questo potrebbe essere un elemento poco apprezzato dal pubblico, in particolare da coloro che provano l’intera trilogia per la prima volta.

Questo però non significa che i primi due capitoli siano da scartare: anche su console avanzate, DOOM I e II sono storia e riportano alla mente ricordi vividi a tutti i giocatori che si chiudevano nella loro stanza, con le luci spente e si apprestavano a salvare il pianeta da queste orribili creature.

Si tratta di due capitoli che una persona deve necessariamente provare, almeno una volta nella sua vita. Sono intensi, divertenti e tutt’altro che facili.

Il terzo titolo invece si avvicina di più ai titoli attuali e possiede una grafica migliore rispetto ai primi due. Questa grafica però, a distanza di numerosi anni, mantiene quell’atmosfera di survival horror che caratterizza alla perfezione la saga di DOOM.

L’ambiente oscuro e l’intermittenza di luci riescono ancora a trasmettere un senso di angoscia costante, costringendo il giocatore a procedere lentamente e ad osservare ogni minimo angolo. L’arrivo improvviso dei nemici vi farà saltare e farà lentamente aumentare la tensione.

Inoltre la colonna sonora, tipica della saga, riesce a rendere la vostra esperienza ancora più intensa ed unica.

In fin dei conti però si tratta di una recensione abbastanza complicata da fare, poiché è impossibile dare un voto o un giudizio, negativo o positivo, a qualcosa che riesce ad emozionarci. DOOM Trilogy riesce, nonostante l’età, ad emozionare i videogiocatori: sia i nuovi, anche se potrebbero trovare alcune difficoltà, sia coloro che sono cresciuti a suon di creature infernali e passaggi segreti.

Gli anni passano, ma alcuni titoli sono immortali e DOOM è uno di questi. Non importa se l’animazione è legnosa, se la grafica non è in 4K o se i nemici “non fanno poi così paura”, questa trilogia ha lasciato un segno nella vita di molti giocatori ed è riuscita a riportare a galla la loro infanzia. Questo vale molto di più della grafica.

DOOM Trilogy

  • Un ritorno al passato
  • Ottima colonna sonora
  • Trama interessante
  • Animazione legnosa
  • Grafica mediocre
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Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.
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