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EdiTouch: un tablet per combattere la dislessia

TechPrincess_Editouch_tablet_dislessiaNon è una malattia, non è pigrizia, non è mancanza di intelligenza. È semplicemente un modo diverso di funzionare del cervello, quel modo che per noi corrisponde alla dislessia, uno dei disturbi dell'apprendimento più diffusi al mondo e che in Italia colpisce dal 4 all'8% degli studenti. Alta come percentuale? A dire il vero no perché agli anglofoni va molto peggio considerando che la loro lingua non è trasparente (non si legge come si scrive) il che rende più difficile impararla ma soprattutto più difficile aiutare il bambino quando manifesta questo tipo di problema. Sì, ho detto "aiutare" perché "guarire" è un processo mediamente improbabile, ma in compenso supportare chi ne soffre si fa sempre meno arduo grazie, udite udite, alla tecnologia.

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Nel Bel Paese a lanciare la soluzione digitale è stato Marco Iannaccone, padre di un bimbo dislessico, che ha deciso che era ora di fare qualcosa in più per dare una mano a suo figlio. Ricerche e buona volontà alla mano, il fondatore di Tabletascuola.net ha costruito un tablet in grado di sostenere l'apprendimento di coloro che soffrono di dislessia o che in generale hanno Bisogni Educativi Speciali (BES).

Abbiamo incontrato Marco a G! come Giocare, la fiera dedicata al mondo del giocattolo e ai bambini che si è tenuta a Milano dal 22 al 24 Novembre. Un piccolo stand, qualche libro, il dispositivo mobile alla mano e alcuni articoli di giornale pronti a dimostrare che EdiTouch esiste, funziona e il suo creatore è pronto a scommetterci.

Tra una chiacchiera e l'altra scopriamo che i dispositivi sono due, uno per la scuola primaria e uno per la secondaria di primo grado, e che sono pensati tanto per i bisogni di chi mostra disturbi dell'apprendimento quanto per esercitare appeal su chi poi dovrà utilizzarlo. Si parte dal modello ideato per le elementari: 10 pollici, processore dual core, 1 Gb di RAM, 16 Gb di memoria interna espandibile e persino un'uscita mini HDMI. Il costo? 399 Euro per un tablet sicuramente più che potente per un bambino sotto i 10 anni. Lo step successivo, quello dedicato ai ragazzi delle medie, è un investimento da 429 Euro e, beh, suona tanto come top di gamma di una qualsiasi multinazionale: display Retina, 2 Gb di RAM e processore quad-core lo rendono sicuramente una soluzione ricca di fascino per chi è abituato a vedere i propri genitori con i vari iPad, Galaxy Tab e Transformer e così via.

Sì, vero, un sacco di potenza ma cosa se ne fa un bambino dislessico? Cosa cambia rispetto ad un tablet normale? Il software. Dietro un'interfaccia pulita e studiata per essere user-friendly e adatta anche ai più piccoli, si nascondono programmi studiati ad hoc per i dislessici che vanno dall'ebook reader per i testi scolastici alla calcolatrice passando per un diario adatto ai compiti per arrivare alle app per le mappe concettuali e ad un utilissimo vocabolario. La maggior parte dei programmi pre-installati sono studiati per essere adatti ai bambini che manifestano le cosiddette learning disabilities e quindi muniti di text-to-speech. Insomma, a leggere i compiti sarà il tablet che darà una mano ai vostri figli anche nell'imparare la lingua inglese e nell'esercitarsi con l'analisi logica e grammaticale.

tablet per bambini dislessiciLo so, la domanda a questo punto non potrà che essere: se sono app perché non posso usare il mio di tablet? In realtà in futuro probabilmente potrete. Marco ci ha spiegato che sta lavorando ad una versione per le scuole superiori basata, in sostanza, sulla possibilità di installare questi software su un device già in possesso del dislessico. Insomma, ve lo immaginate un adolescente con un tablet blindato e con il parental control? Non lo userebbe. Per un bambino però la questione è ben diversa: è necessario che si focalizzi su quello che deve fare, soprattutto considerando che spesso la dislessia si accompagna ad un disturbo dell'attenzione, e per giunta deve essere seguito e controllato dal genitore.

In realtà esiste anche una motivazione tecnica: il software di base è Android ed è necessario modificarlo per creare un ambiente adatto al dislessico. Un esempio banale? Il font deve essere altamente leggibile e questa modifica non può essere fatta da, ad esempio, una mamma che non sa dove mettere le mani per ottenere i permessi di root e cambiare le librerie. Marco vi risparmia la fatica fornendo uno strumento il più completo possibile e in continuo sviluppo.

Un investimento da 400 Euro per migliorare la vita e l'apprendimento dei vostri figli. Vale la pena? La certezza per ora non ve la posso dare e sicuramente non potete considerarlo un'alternativa al logopedista ma, a differenza di tanti altri strumenti elettronici in circolazione, EdiTouch si mette in gioco. Non solo è in corso una sperimentazione che coinvolge 7 scuole romane e l'ASL Roma D, ma il suo creatore si confronta abitualmente con chi, alla fine, il device lo deve utilizzare tutti i giorni perché, come dice lui, possiamo metterci una benda per capire cosa prova un cieco ma l'unico modo per sapere come vive un dislessico è chiederlo.

Se vi ho incuriositi vi invito ad andare a visitare il sito web, Tabletascuola.net. Potreste scoprire uno strumento utile, o semplicemente decidere di contribuire a questo progetto.


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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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