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Game of Thrones: il fantasy che ha segnato un’epoca – Perché guardarla?

Se non hai mai conosciuto le vicende di Stark e Lannister, è tempo di recuperarle

Game of Thrones è una delle opere che più hanno influenzato l’epoca recente della televisione. La sua portata è stata eccezionale, riuscendo a coinvolgere un pubblico gigantesco nel corso degli anni ’10. È stata una serie TV estremamente ambiziosa, la cui scommessa però ha ampiamente ripagato, portandola a diventare una pietra di paragone per il successo sul piccolo schermo. Se ancora non avete visitato il continente di Westeros, è tempo di colmare questa lacuna e siamo pronti a spiegarvi il perché. E sì, parleremo anche del finale, ma senza fare alcuno spoiler, promesso.

Game of Thrones, la lotta per il Trono di Spade e oltre

Riassumere in poche righe la trama di questo show è decisamente difficile. L’ostacolo principale è la varietà dei filoni narrativi, che si separano, intrecciano, trasformano e a volte spariscono, sostituiti da tutti nuovi. Però ci proviamo, cercando di dare una panoramica della situazione da cui parte lo show.

Siamo a Grande Inverno, città più importante del regno del Nord, uno dei Sette Regni del continente di Westeros. Ned Stark, capo della famiglia che governa il territorio, riceve Re Robert e la sua delegazione. I due si conoscono da tempo, avendo combattuto fianco a fianco nella ribellione contro i Targaryen, precedenti dominatori di Westeros. Proprio in virtù di quell’antica amicizia il sovrano vuole chiedere a Ned Stark di assumere l’incarico di Primo Cavaliere, poiché il detentore dell’incarico Jon Arryn è deceduto.

Ufficialmente si è trattata di una morte naturale, ma come lo spettatore imparerà presto, Westeros è terra di intrighi politici e non ci si può mai fidare di nessuno. Una missiva arrivata agli Stark mette in guardia Ned, spingendolo ad accettare l’incarico e a recarsi nella capitale dei Sette Regni per indagare su cosa sia successo a Jon Arryn. I sospetti ricadono sui Lannister, la famiglia della Regina, che effettivamente nascondono un segreto pericoloso…

Dall’altra parte del Mare Stretto però una nuova minaccia si erge. Viserys Targaryen, sopravvissuto da bambino alla ribellione di Re Robert anni prima, è cresciuto e ora reclama il proprio potere. Per questo motivo da in sposa la sorella Daenerys a Khal Drogo, leader di una tribù di violenti guerrieri barbari. Un matrimonio d’interesse che gli darà l’esercito necessario a riconquistare l’ambitissimo Trono di Spade.

Prima stagione? No, questa è la prima puntata!

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Per intenderci: non abbiamo neanche citato loro nel riassunto…

Se da queste righe vi sembra che ci sia davvero tanta carne al fuoco, le vostre stime sono decisamente al ribasso. Innanzitutto perché abbiamo selezionato solamente i punti principali, tagliando tanti aspetti e personaggi (almeno inizialmente) secondari. In più abbiamo accuratamente evitato di rivelare colpi di scena e sorprese, facendo fede alla nostra promessa di evitare spoiler. Infine, aggiungete al calcolo che tutto quello che vi abbiamo raccontato finora avviene nella prima puntata.

Già solo questo dovrebbe darvi l’idea della maestosità dell’impianto narrativo di Game of Thrones. Questa serie TV costituisce un esempio incredibile di racconto davvero corale, che riesca a integrare tantissimi personaggi in un’unica trama, dalla prospettiva estremamente ampia. Le intenzioni di George R.R. Martin, l’autore della saga di romanzi su cui si basa lo show, sono dopotutto quelle di raccontare la storia di Westeros, non quella dei suoi singoli abitanti.

E così ci si trova catapultati in un mondo eccezionalmente ricco, pieno di aspetti da esplorare. Ci sono angoli e leggende di questo mondo che sono appena accennati e che gli spettatori si troveranno a esplorare solo più avanti nella serie TV. Accanto a questi ci sono spazi che resteranno solamente suggeriti, come immagini all’orizzonte che permettono però di visualizzare l’ampiezza del panorama.

Tutto questo rende Game of Thrones un prodotto che ha una sua curva di apprendimento. È facile trovarsi travolti dal numero di location, personaggi, leggende, eventi da comprendere. Tutto avverrà però passo passo e se in un primo momento ci si può trovare spaesati, dopo poco si inizierà a voler approfondire ogni aspetto, elencando fieramente le discendenze di ciascuna delle importanti casate dei Sette Regni.

Game of Thrones, lo show che lotta contro le regole

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Non è però solo questo l’aspetto che conquista di questa serie TV, né il motivo per cui è stata così straordinaria. Il suo fascino è dettato anche dal tono estremamente maturo che adotta, ancora oggi raramente replicato in TV. Fin da subito si è distinta per le sue immagini crude e dirette. Violenza e sesso sono due costanti nel mondo di Westeros e sono stati un espediente chiave per fare superare i dubbi a chi difficilmente si appassiona al genere fantasy.

Che poi, quello di Game of Thrones è un fantasy atipico, non perfettamente aderente ai canoni del genere. Per quanto riprenda la tradizionale ambientazione da simil-Medioevo europeo, da un certo punto di vista la società di Westeros è molto più vicina alla nostra di quanto si pensi. Fatta eccezione per la conformazione delle terre emerse e il particolare ciclo astronomico (che rende le stagioni di durata estremamente variabile), il mondo è molto realistico. La magia e tutto ciò che è collegato a essa sono spariti da tempo, tanto che alcuni personaggi dubitano che sia mai esistita.

Soprattutto però Game of Thrones ha avuto il grande merito di lottare a più riprese con le regole prestabilite della narrazione. Un po’ per quella fedeltà al reale, un po’ per il desiderio di un racconto che non si focalizzasse su un unico protagonista, un po’ perché c’è evidente interesse a creare una storia capace di stupire, George R.R. Martin mette in scena uno spettacolo che rifugge volontariamente dai percorsi prestabiliti.

Guardando Game of Thrones imparerete ad aspettarvi l’inaspettato. Vi troverete senza dubbio a fare teorie su ciò che accadrà, puntata dopo puntata e qualche volta riuscirete anche a indovinarle. Ma se pensate di basarvi su quanto visto altrove, sulle regole classiche della narrazione, su cose tipo “i buoni non possono perdere“, siete sicuramente fuori strada. Che poi, a Westeros parlare di buoni e cattivi è sempre un azzardo.

Il controverso finale di Game of Thrones

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Se avessimo scritto questo articolo cinque anni fa, avremmo potuto fermarci qui. Tuttavia, a due anni dalla conclusione dello show, non sarebbe corretto ignorare l’elefante nella stanza. Il finale di Game of Thrones è stato senza dubbio un caso travagliato, tanto che probabilmente ne avete sentito parlare anche se non avete mai seguito lo show. Anche perché all’epoca della sua trasmissione quest’opera era talmente totalizzante che il dibattito assorbiva completamente l’opinione pubblica per settimane ed era impossibile sfuggirgli.

Ora, bisogna essere onesti: le ultime (due?) stagioni di questa serie TV sono state decisamente in calo. Al di là degli aspetti più dibattuti, come la velocità dei viaggi dei personaggi (in realtà piuttosto secondaria), si è registrata in generale una minore cura nei dialoghi e ancora di più nella tessitura di quella profonda trama e nello spirito di violazione continua delle regole narrative. In alcuni casi sembra che gli autori abbiano preferito piegarsi ai desideri del pubblico, anche quando contrastavano con l’anima della serie.

Parte della colpa va probabilmente imputata al fatto che non avevano più gli scritti originali su cui basarsi. Molto presto lo show ha seguito direzioni diverse dai libri (sebbene a grandi linee similari, con qualche eccezione notevole) per poi verso la metà procedere per la propria strada. Una scelta obbligata, considerato che Martin ancora oggi non ha fatto uscire il sesto e settimo volume della saga, ma che ha avuto un impatto sensibile.

E quindi sì: il finale di Game of Thrones è in calo. Non è l’Apocalisse che avete sentito raccontare da qualcuno, ma potrebbe lasciarvi l’amaro in bocca, non tanto per quello che succede quanto per come viene raccontato. Saperlo prima potrebbe prepararvi all’impatto.

Nonostante questo però, non fatevi fermare. Game of Thrones è e resta un esempio eccezionale di televisione. Una serie TV che è riuscita a sconvolgere il mondo e che ha innegabilmente segnato gli anni Dieci. È un’opera che forse poteva puntare ancora più in alto? Sì. È uno degli show migliori di sempre? Altrettanto sì.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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