fbpx
CulturaNewsTech

Google: la tecnologia alla portata di tutti

TechPrincess_Google_Nexus7C'è Google. E poi ci sono tutti gli altri, tutti gli altri che dovrebbero prendere esempio dell'azienda di Mountain View. Naturalmente non sto parlando di strategie di vendita, di qualità del prodotto, di vastità dell'assortimento. La diversità fa bene al mercato e stimola l'innovazione, senza contare che utenti diversi hanno bisogni diversi e anche gusti differenti. Quello che dovrebbe ispirare la concorrenza è la filosofia, l'idea di fondo, quella che ha reso Google una società milionaria e conosciuta in tutto il mondo: la tecnologia è di tutti e per tutti.

Mettete da parte le vostre rapide accuse di populismo perché qui si parla di evoluzione della specie e la nostra di specie si evolve piuttosto rapidamente grazie ai nuovi strumenti. Viviamo meglio e viviamo più a lungo, abitiamo in posti che prima erano inospitali e un giorno abiteremo in luoghi che adesso ci paiono solo una piacevole base per l'odierna fantascienza, sappiamo cose che prima erano appannaggio di pochi e tra qualche anno ne sapremo altre che sono ora riservate ad una stretta cerchia. Cresciamo e lo facciamo perché la tecnologia ce lo permette.

Perché quindi tenere questi nuovi mezzi alla portata di una fetta ristretta della popolazione? Perché poi farlo in piena crisi rinunciando a dare all'umanità quella spinta verso l'evoluzione che sembra sopperire sotto il peso del non piacevole momento storico?

A questo punto le aziende sono chiamate a fare delle scelte, consce per altro che volenti o nolenti i più geek tra noi risparmieranno parsimoniosi per l'ultima console o l'ultimo smartphone. Qualcuno insomma i prodotti li compra, indipendentemente dal prezzo. Tuttavia Big G ha scelto una politica diversa, tanto competitiva quanto filantropica.

Prendiamo i dispositivi made in Mountain View.

Il mio Nexus 4 attualmente si assesta sui 300-350 Euro, la metà di un Galaxy S4. Le caratteristiche sono simili, le performance anche; c'è sempre Android, solo che qui abbiamo la Google Experience che ci garantisce un sistema snello e sempre aggiornato. Perdiamo qualche interessante servizio offerto da Samsung, ma il risparmio è nettissimo. Praticamente uno smartphone di fascia alta che come prezzo occupa quella media.

techPrincess_Nexus7_2013Poi abbiamo il Nexus 7. Ora è tutto nuovo, una versione super potenziata di quello vecchio: schermo migliore, processore migliore, grafica migliore (addirittura pensata per i gamer), persino grip migliore. Quello che però fa realmente la differenza ancora una volta è il prezzo. La versione base, solo wifi e con 16 Gb di storage, costa 229 Euro, mentre quella con 32 Gb di memoria e la connessione LTE costerà presumibilmente 349 Euro. Meno del Nexus 4 al lancio e quasi la metà di un iPad Mini con le stesse caratteristiche.

Come se non bastasse all'evento del 24 luglio, la tanto attesa colazione con Sundar Pichai, Google ha presentato Chromecast. È praticamente una chiavetta con una versione semplificata di Chrome OS che potete attaccare alla vostra tv per poi trasmetterle contenuti tramite smartphone, tablet o laptop. E no, i dispositivi mobile non richiedono necessariamente Android. Ora come ora le app compatibili con questa tecnologia sono poche, alcune delle quali non ancora disponibili in Italia come Netflix e Google Play Movie, ma Google ha ben pensato di mettere a disposizione degli sviluppatori un comodo SDK che permetta loro di modificare le app per renderle compatibili con questa tecnologia. Inutile dirvi che le potenzialità a questo punto sono enormi visto che potrebbe cambiare la fruizione dei contenuti sul televisore. Per la gioia ovviamente dei produttori di Smart TV. Il costo? 35 dollari. Praticamente alla portata delle tasche di tutti.

Ma non è solo l'hardware a fare la differenza. Il cuore di tablet e smartphone made in Mountain View è Android e Android è opensource. È disponibile senza sforzi, è liberamente modificabile e non richiede uno scienziato nucleare per essere compreso e personalizzato. L'OS del robottino verde permette anche ad un ragazzino appassionato di programmazione di creare qualcosa di unico e funzionante, qualcosa di originale e di cui è parzialmente proprietario; gli permette di proporlo ad altri, di lavorare con altra gente, di essere aiutato o incoraggiato. E non è più solo un nerd, ma è qualcuno che ha dato qualcosa alla comunità. È un nuovo step.

E poi rimane il fatto che Android non arriva da solo. È accompagnato da una marea di servizi che vanno da Gmail, leader indiscusso del settore della posta elettronica, a Play Music, passando per Books e la nuova iniziativa che porterà i libri di testo sullo Store. Unica grande pecca sono le limitazioni territoriali, non esclusiva colpa di Google naturalmente ma spesso e volentieri la sensazione è che non si sia fatto abbastanza per esportare tutta la potenza di Big G.

TechPrincess_Project_Loon_GoogleA varcare senza problemi i confini invece ci pensa un altro progetto. Non si parla di hardware e nemmeno di software, diciamo che è più questione di infrastrutture. Il progetto si chiama Loon e sono dei palloni aerostatici a cui l'azienda sta lavorando negli ultimi tempi. A cosa servono? A portare Internet ovunque. L'idea è quella di liberarli nella stratosfera, ad un'altezza ovviamente superiore a quella solitamente adibita al traffico aereo (giusto per evitare spiacevoli incidenti), per poi trasformarli in antenne capaci di trasmettere il segnale alle case dei futuri utenti. Se pensate sia fantascienza vi toccherà ricredervi: in Nuova Zelanda è già in fase di test.

Loon è solo uno dei tanti progetti innovativi a cui stanno lavorando. Ci sono i Glass, la produzione di energia elettrica nel cielo, le auto che si guidano da sole… Google è sempre in prima linea quando si tratta di innovare. Investe, ricerca e poi riduce ai minimi termini per rendere la tecnologia accessibile a tutti.

Il risultato? La maggior parte del pianeta avrà la conoscenza e i mezzi. Al resto penserà l'evoluzione.

Tags

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker