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Hearthstone: Operazione Apocalisse, la resa dei conti | Recensione

Una decina di giorni fa vi avevamo proposto le nostre prime impressioni su Operazione Apocalisse, ultima espansione accolta dai giocatori di Hearthstone, sempre più affamati di novità.

Effettivamente il nuovo evento realizzato da Blizzard aggiunge non poca carne al fuoco, introducendo meccaniche inedite e carte piuttosto intriganti. Ciononostante, non c’è stato l’effetto “BOOM” – ogni riferimento a goblin malefici è puramente casuale – tanto sperato dalla community, insomma, quello scossone che avrebbe potuto smuovere un metagame un po’ impolverato.

E quindi rieccoci qua, con la seconda tappa dell’Anno del Corvo, alle prese con i soliti incontrastabili deck che hanno ormai affondato le loro radici nel PvP di Hearthstone. Non illudetevi però, perché non tutte le creazioni del caro Dott. Boom si sono rivelate fallimentari e gli esperimenti più audaci ci hanno indubbiamente divertito. Ve ne parliamo meglio nella nostra analisi completa.

Hearthstone: robot, robot ovunque

Come vi avevamo anticipato in occasione del nostro primo hands-on, il tema principale di Operazione Apocalisse vede la massiccia presenza di androidi e macchine senzienti, ovvero i bizzarri aggeggi assemblati nei laboratori del Dott. Boom. L’ambizioso (forse troppo) scienziato aveva già fatto il suo glorioso debutto in Goblin vs. Gnomi sotto forma di carta Leggendaria – una delle migliori di sempre, per giunta – ma solo oggi può vantare un ruolo di protagonista, guadagnandosi anche una carta Eroe.

Su questo sfondo si palesano le poche, grosse novità presentateci da The Boomsday Project. Tra le 135 carte del nuovo set troviamo quindi dei servitori che riportano una nuova keyword, tale Magnetismo, una meccanica rivelatasi estremamente divertente quando impiegata durante i match competitivi e amichevoli, ma che non ha avuto un impatto particolarmente rilevante ai fini del meta.

Quest’abilità ci consente di fondere una coppia di servitori Robot in un unico potente Minion, in cui sono sintetizzati i valori di Attacco/Difesa e le skill dei due androidi. Sulla board, quest’aggiunta si traduce nella possibilità di concentrare la propria potenza offensiva su un solo, grande servitore, creando non pochi problemi alle classi che impiegano attacchi AoE – quelli che ripuliranno il nostro lato del campo – ma risultando anche piuttosto vulnerabili a “silenziamenti” e ad ulteriori rimozioni.

Discorso analogo riguarda le famigerate Magie Leggendarie, introduzione che segue il percorso inaugurato dalle Quest di Viaggio a Un’Goro e proseguito dalle Armi Leggendarie di Coboldi & Catacombe. Questi speciali incantamenti sono riusciti a ritagliarsi qualche posticino in una manciata di deck, ma non hanno certamente stravolto il metagame al punto da ridefinire i vari Tier e, pertanto, si limitano a perfezionare alcuni deck già presenti da diversi mesi.

Bypasseremmo volentieri le opinioni in merito a quella ristretta cerchia di carte che rispondono al nome di Omega – servitori che guadagnano corposi bonus se giocati con 10 Cristalli di Mana – dimostratesi decisamente deludenti, quasi quanto i Progetti, adottati quasi esclusivamente dai Druidi.

Hearthstone: stesso meta, altro giorno

Stesso meta, ma non necessariamente identico a quello formatosi poco dopo la release di Boscotetro. A poco più di due settimane dal lancio di Operazione Apocalisse, la modalità PvP di Hearthstone si è popolata di diversi mazzi robotici, con l’abilità Magnetismo a guidare gli archetipi più invitanti.

A tal proposito occorre citare Dott. Boom il Genio Folle, nuova carta Eroe del Guerriero da 7 Mana/7 Armatura che conferirà un bonus Assalto a tutti i servitori Robot che saranno giocati nel corso della partita. Il reveal di questa card era stato accolto in modo entusiasta dagli aficionado del Warrior, entusiasmo presto stroncato dalla nascita di deck più efficaci e di contromisure che avrebbero potuto affossare il nostro povero Boom, con tutta la Tuta Robotica.

Così è stato e il Warrior si è dovuto accontentare di una versione Odd capitanata da Darius Crowley. Sorte migliore ha avuto Zilliax, vero pupillo di questa espansione, inseritosi istantaneamente in tutte le liste Mech attualmente presenti nella tier list. Grazie alla combinazione di Magnetismo, Scudo Divino, Provocazione, Furto Vitale e Assalto, Zilliax è diventato un alleato indispensabile, ma anche lui ha dovuto piegarsi alla somma potenza dei vari Malygos Druid e Zoo Warlock.

Sono questi ultimi ad essersi posizionati saldamente nella Tier 1; due mazzi che stanno girando da tempo immemore, ma che hanno trovato in alcune carte di Operazione Apocalisse delle aggiunte semplicemente letali. Parliamo allora di Melmo il Melmoide, servitore Leggendario che semplifica l’arduo compito di dover gettare il drago Malygos nella mischia, con un notevole risparmio di Mana; parliamo allora de L’Animario, una delle pochissime Magie Leggendarie del DLC ad aver conquistato i player migliorando ulteriormente gli attacchi degli Stregoni più aggressivi.

Non passano inosservati i vari Mech Paladin, in una variante Odd molto valida e divertente da giocare, e Deathrattle Hunter. In questi archetipi (e simili) troviamo il roster completo dei suddetti Robot, un’allegra combriccola che può tramutarsi in un pericolo ambulante grazie al supporto di Magie come l’Armata infinita di Kangor – nel caso del Paladino – o delle Bombe Goblin – nel caso del Cacciatore.

E mentre il Mago si gode un revival del mai troppo lodato Tempo Mage – complice l’arrivo di Scrutastelle Luna – il Sacerdote si diverte a invocare il possente Robo’Thun, servitore a cui abbiamo dedicato un piccolo focus nel nostro hands-on, ma che alla fine non si è rivelato essere la minaccia tanto temuta… almeno finché non abbiamo subito l’ennesima batosta. Ladri e Sciamani si destreggiano invece tra versioni Pari e Dispari dei mazzi più tradizionali, tra Mill Rogue e Shudderwock Shaman.

Una menzione d’onore va al piccolo Frizzabombe il Magnifico, servitore Leggendario chiaramente ideato per i giocatori alle prime armi, ai quali offrirà dei mazzi precostruiti con cui svagarsi online. Certo, non si potrà ambire alle vette della modalità Classificata, ma per i veterani sarà senz’altro un’occasione per concedersi una pausa e lasciarsi trasportare dalle folli proposte del Team 5.

Hearthstone: una visita al Laboratorio Enigmi

Lanciato lo scorso 22 agosto – durante la Gamescom 2018 di Colonia – il Laboratorio Enigmi ha finalmente aperto i suoi battenti, proponendo ai giocatori di Hearthstone una nuova, e davvero originale, modalità PvE in grado di intrattenerli per una generosa dose di ore.

A differenza delle già sviscerate Avventure di Coboldi & Catacombe e Boscotetro, infatti, la campagna singleplayer di Operazione Apocalisse vede la presenza di un centinaio di missioni che assumeranno la forma di veri e propri rompicapi. Ci toccherà allora scervellarci nel tentativo di trovare la soluzione richiesta, scegliendo la combinazione esatta delle carte a nostra disposizione e prestando molta – moltissima – attenzione al campo di gioco.

I puzzle del Dott. Boom sono distribuiti in quattro diverse categorie a cui corrisponderanno altrettanti obiettivi. Negli enigmi Letali dovrete eliminare l’Eroe del vostro avversario in un solo turno utilizzando unicamente le carte nella nostra mano; in Riflesso dovremo improvvisarci dei maniaci dell’ordine, replicando in maniera speculare il posizionamento dei servitori nemici sulla board. Piazza Pulita, come suggerisce il nome, ci inviterà a distruggere tutti i minion, mentre la modalità Sopravvivenza ci costringerà a curare completamente il nostro Eroe per resistere ad un devastante attacco.

Un mix di strategia e pura skill che ci ha spolpato le meningi, ma che ci ha anche ricompensati con un concept sorprendentemente spassoso, oltre che impegnativo. Certo, la presenza di una singola soluzione per ogni enigma può facilitare la vita dei player più “furbi”, ma per un semplice Dorso delle carte non varrà la pena ricorrere a Google e rinunciare così alle geniali sfide del Dott. Boom.

Operazione Apocalisse: il verdetto

Proprio come Boscotetro, l’Operazione Apocalisse del Dott. Boom è riuscita a deliziarci con una serie di piccole e apprezzate aggiunte, Magnetismo in primis, ma ciò non basterà a soddisfare la nostra voglia – e quella di una community sempre più esigente – di sostanziali novità che siano in grado di rimuovere quel fastidioso strato di ruggine che ricopre l’attuale metagame di Hearthstone.

L’entusiasmo iniziale derivato dall’incontro di mazzi inediti e ben congegnati ha lasciato presto spazio a una triste sensazione di déjà vù. Gli Stregoni continuano così a dominare le classifiche online, seguiti immediatamente dai Druidi e da qualche timido Paladino, mentre classi quali lo Sciamano e il Ladro – fatta eccezione per qualche coraggioso archetipo – sembrano ormai in via d’estinzione.

In attesa di eventuali bilanciamenti non abbiamo disdegnato qualche piacevole partita al Laboratorio Enigmi, vera rivelazione di The Boomsday Project, caratterizzata da una formula di gioco originale e intrigante quanto basta per tenerci incollati allo schermo del PC o a quello del nostro smartphone. Peccato solo che i suoi più complicati enigmi possano essere raggirati nel giro di pochi secondi, il tempo necessario per effettuare una ricerca su Google o YouTube.

Pro
  • Magnetismo è un'ottima meccanica...
  • Aggiunte interessanti per i deck del meta
  • Modalità PvE originale e appagante
Contro
  • ...ma non rivoluzionaria
  • Assenza di nuovi ed efficaci archetipi
  • Occorre qualche nerf
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