MotoriNews

iCar: è questo il futuro di Apple?

 

Nel 2005 Motorola decise di investire su qualcosa a cui nessuno aveva ancora pensato. Si chiamava Rokr ed era la prima serie di telefoni cellulari a comportarsi, di fatto, come un iPod. I dispositivi di Motorola infatti integravano un lettore mp3 che permetteva di riprodurre i brani acquistati tramite lo Store di iTunes. Un prodotto che, nel suo piccolo, suonava piuttosto innovativo e che, di conseguenza, fu supportato da una costosissima campagna marketing nella convenzione che il Rokr E1, il primo modello della serie, portasse a milioni di dollari di introiti.

Fu un flop.

Un disastro clamoroso causato da limiti evidenti dell'hardware e del software e dal lancio, praticamente in contemporanea, nell'iPod Nano.

Di fatto però fu per Apple un segnale: affidare il proprio software a qualcun'altro non era esattamente una buona idea, era meglio fare tutto in-house. In sostanza, l'azienda di Cupertino capì che era tempo di lanciarsi nel mondo della telefonia perché solo così avrebbero potuto creare un prodotto di qualità capace di esaltare il proprio software.

Perché vi racconto questo aneddoto? Semplice, perché la storia si ripete, si ripete con CarPlay.

CarPlay è il sistema pensato da Apple per le auto che permette al vostro iPhone di dialogare con l'auto. Il problema è nella maggior parte dei casi CarPlay, ma anche Android Auto, tendono ad essere più delle interfacce che dei veri e propri software. Di solito CarPlay è ciò che vedete e QNX (che guarda caso è proprietà di BlackBerry) è ciò che usate davvero.

Insomma, è di nuovo il dramma di Motorola e iTunes, solo che questa volta Apple ha deciso di muoversi preventivamente.

iCar Apple Car interni

Secondo il Wall Street Journal infatti l'azienda fondata da Steve Jobs ha deciso di impiegare centinaia di impiegati in un progetto segreto, battezzato Titan, che dovrebbe portare alla creazione della prima auto elettrica targata Apple, un progetto per altro approvato già un anno fa dall'attuale CEO della compagnia, Tim Cook.

Inutile dire che tutto ciò ha già portato tutti quanti a parlare di sfida diretta con Google, alle prese con le driverless car, e con Tesla, fulgido esempio di come dovrebbero essere progettate tutte le auto elettriche. Ma siamo davvero sicuri che la Apple Car, o iCar se preferite, sia il futuro prossimo di Cupertino?

A mio avviso è un po' troppo presto per stabilirlo e i motivi sono due: intenzioni e tempi.

È praticamente indubbio che il settore dell'auto sia al momento uno dei più stimolanti, non a caso il CES si è comportato, a tratti, quasi da salone dell'auto. Le moderne tecnologie sembrano infatti pronte a fondersi con il concetto più tradizionale di auto, il che permette ai produttori di sbizzarrirsi e alle aziende specializzate in elettronica di proporre nuovi gadget e nuove soluzioni. È proprio in questo clima quindi che potrebbe andarsi ad inserire Apple nel tentativo di espandersi in nuovi settori dopo aver già conquistato quello della telefonia e dell'informatica, ma prima di investire milioni di dollari vale la pena fare qualche valutazione, il che significa che i nuovi ingegneri assunti nel progetto Titan potrebbero semplicemente aver il compito di capire se e come entrare nel segmento dell'automotive.

Tutto ciò richiede tempo, così come richiede tempo lo sviluppo vero e proprio di un'eventuale iCar. Ci vuole tempo per il progetto, tempo per impostare la catena di montaggio, tempo anche per creare fabbriche di questo tipo da zero (anche se con 700 miliardi di dollari di capitale il signor Cook potrebbe svegliarsi una mattina e decidere di comprare una casa costruttrice già esistente).

Insomma, non è detto che vedremo una Apple Car e, anche se fosse, non arriverà di certo nei prossimi anni. Non ci resta quindi che attendere per scoprire cos'ha in serbo per noi Apple.

Voi che vi aspettate?

Tags

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker