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Kibo Robot Project – Il robottino nello spazio

Techrincess_KiboRobotProject_RobotGiapponesenelloSpazio2Quando si dice "la speranza è l'ultima a morire". Già è per questo che i giapponesi hanno lanciato un robottino nello spazio. Che legame abbiano la speranza con un robottino spaziale ve lo spiego subito. KIROBO, questo è il suo nome. Un nome che proviene dalla mania dei giapponesi di fondere spesso due parole: KIBO (希望: speranza) e ROBO (ロボ l'abbreviazione della parola robot).

Kiro Robot Project vuole portare speranza nel cuore delle persone e perché no, risolvere uno dei problemi più ricorrenti della società odierna: la solitudine. Sempre più persone vivono sole al giorno d'oggi, non solo anziani, ma persone di tutte le età.
Il mestiere solitario per eccellenza? L'astronauta. Ecco quindi che l'idea tutta giapponese è stata quella di costruire un robot con un sistema di riconoscimento vocale e elaborazione linguistica che potesse tenere compagnia all'unico astronauta giapponese, Koichi Wakata, presente sulla Stazione Spaziale Internazionale.

https://youtube.com/watch?v=SqMRGqnisGMSe l'esperimento dovesse funzionare sullo spazio, potrebbe essere riproposto in un futuro, sullo spazio ovviamente, ma anche sulla terra per tenere compagnia alle persone sole.

Ma vediamolo un po' più nel dettaglio: Kirobo e il suo gemello Mirata (con funzione di backup sulla terra) è un robottino alto appena 34 centimetri nato dalla mente di Tomotaka Takahashi, professore all'università di Tokyo. Il profesor Takahashi è fondatore e CEO della società ROBO GARAGE che, come dice il nome stesso, produce robot.

Techrincess_KiboRobotProject_RobotGiapponesenelloSpazio_4Una delle prime produzioni di Robo Garage è stato ROBI: un robottino casalingo che in Giappone viene venduto a fascicoli da DeAgostini Japan (esiste sul serio). Noi abbiamo i velieri, in Giappone i robot. Ad ognuno la sua cultura.

Nel 2010 invece nasce KIROBO – un upgrade di ROBI – grazie alla collaborazione e il volere di diverse grandi aziende giapponesi: Toyota, Dentsu, JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), l'università di Tokyo e Robo Garage.

Per volare nello spazio il povero Kirobo ha dovuto sostenere ben 12 faticosi test tra cui la prova a gravità zero, il test di vibrazione e tanti altri.
Techrincess_KiboRobotProject_RobotGiapponesenellospazio_testToyota, il colosso automobilistico giapponese, ha messo a disposizione di questo ambizioso progetto il suo know-how, creando un avanzato sistema di riconoscimento ed elaborazione vocale che permetterà a Kirobo di conversare con l'astronauta giapponese della Stazione Spaziale Internazionale.

Toyota ha fortemente voluto partecipare al progetto in quanto il suo obiettivo è quello di creare un mondo dove umani e robot possano coesistere, un mondo dove bambini (sempre più figli unici) e anziani possano essere ascoltati e ricevere risposte che non siano preimpostate ma che varino in base al sentimento dell'essere umano, come se il robot fosse una persona vera.
Il vero scopo di Toyota è quello di portare sorrisi sui volti del giapponesi, molto spesso vittime dell'alienazione creata dalla società che loro stessi hanno costruito.
La società Dentsu, agenzia pubblicitaria e di relazioni pubbliche, invece ha curato tutto il vocabolario del robottino umanoide nonché ha coordinato l'intero progetto.

Il contributo dell'agenzia spaziale giapponeseJAXA – ha fatto il resto: ha fatto si che il tenerissimo robottino potesse raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale ISS (International Space Station). Il 4 agosto Kirobi ha intrapreso il suo viaggio a bordo del razzo-cargo lanciato dal Tanegashima Space Center situato su un isola nel profondo sud del Giappone. Per ora il robottino non è ancora giunto a destinazione, l'arrivo previsto alla ISS è verso novembre.

Per chiudere in bellezza vi lascio alla conferenza stampa giapponese tenutasi a giugno. Mirata e Kirobo si presentano al pubblico di giornalisti, rispondendo correttamente a tutte le domande poste.
Speriamo realmente che Kirobo sia portatore sano di speranza per il Giappone e perché no anche da queste parti.

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Fjona Cakalli

Amo la tecnologia, adoro guidare auto/camion/trattori, non lasciatemi senza videogiochi e libri. Volete rendermi felice? Mandatemi del cibo :)
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