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La Cina e il web: cosa (non) sappiamo?

Quando nel 2010 sono stata in Cina e a Hong Kong ho scoperto che questi due luoghi sono completamente diversi tra loro ma soprattutto entrambi sono molto diversi dall’occidente (me lo avevano raccontato ma ci avevo creduto poco). Hong Kong è una metropoli dai forti contrasti, è una vera e propria città stato con una moneta che non è lo yuan bensi […]


Quando nel 2010 sono stata in Cina e a Hong Kong ho scoperto che questi due luoghi sono completamente diversi tra loro ma soprattutto entrambi sono molto diversi dall'occidente (me lo avevano raccontato ma ci avevo creduto poco).
Hong Kong è una metropoli dai forti contrasti, è una vera e propria città stato con una moneta che non è lo yuan bensi il dollaro di Hong Kong. Qui internet si può utilizzare liberamente come a casa nostra. La cosa ancora più interessante è che se avete H3G (3) potete navigare e telefonare alle tariffe italiane purché siate connessi alla rete H3G locale. Per i viaggiatori incalliti, sappiate che questa opzione si chiama "all''estero come a casa" ed è valida anche in Danimarca, Gran Bretagna, Austria, Irlanda e Svezia.

Una volta varcato il confine di Hong Kong ci si ritrova in Cina, isolati dal resto del mondo. Non sono impazzita. Per come lo conosciamo noi oggi, il "resto del mondo" potrebbe essere paragonato al web… più che al web, che è un mero mezzo, il "resto del mondo" sono gli strumenti che ci aiutano a stare in contatto con amici, follower, parenti, cani, gatti.  Insomma strumenti come Facebook e Twitter che ci danno la possibilità di raccontare la nostra vita e i nostri interessi agli altri (chi siano questi altri poco importa).

La Cina è un luogo in cui se volete disintossicarvi dai social network potete riuscirci senza troppi sforzi. Perché? Semplice: non funzionano. Il governo di Pechino ha deciso che questi strumenti occidentali non debbano offuscare la mente dei cinesi. Un mondo apparentemente libero dai social network. Per qualcuno potrebbe essere un paradiso… ma. C'è un ma. I social network cinesi sono molto più potenti e frequentati, altro che Zuckerback & company.

The Great Firewall of China (ogni riferimento alla Grande Muraglia non è puramente casuale) è un progetto lanciato nel novembre 2000 e fortemente voluto dal governo cinese per bloccare i siti stranieri; questa è la famosa censura cinese.
Se siete curiosi di scoprire se il vostro sito è censurato oppure no in Cina, vi consiglio di visitare questo sito: http://www.greatfirewallofchina.org.

Si tratta però di una censura intelligente: blocca l'indesiderato ma allo stesso tempo crea qualcosa ad-hoc per i numerosi internauti cinesi che al giorno d'oggi hanno raggiunto quota 564 milioni persone calcolate la fine del 2012.
Scopriamo insieme quali sono questi servizi "gemelli".

TechPrincess_RenRen_FacebookchinaRenRen.com (il gemello di Facebook)
RenRen (人人) nasce nel 2005 da una "idea" di Joseph Chen, laureato in fisica all'università del Delaware e un MBA alla Stanford University. Nessuna di queste due università si trova in Cina ovviamente, bensì negli Stati Uniti.
Il nome del social network inizialmente era Xiaonei (校内 in cinese significa "dentro la scuola") ed era dedicata agli studenti universitari. Non vi sembra un deja-vu?
Solo nel 2009 il nome cambia ufficialmente in RenRen. Il carattere cinese 人 significa persona e si legge per l'appunto "ren", ma ripetuto due volte vuol dire "tutti quanti". Ecco quindi che nasce un sito dedicato a tutti quanti e non solo agli studenti universitari.
Il funzionamento è paritetico a quello di Facebook: si crea un account, si aggiornano i propri dati personali, si può partecipare a gruppi e comunicare con i propri contatti anche attraverso una chat.
RenRen dichiara di avere 178 milioni di utenti attivi. Non male per un'unica nazione, no?
Ultima chicca? Su RenRen, gli aggiornamenti di stato degli utenti possono essere censurati sia per parole chiave sia manualmente dagli amministratori di sistema. Se un utente si azzarda a scrivere "Piazza Tienanmen" in un aggiornamento di stato, il post viene censurato istantaneamente.

TechPrincess_WeiBo_Twitter_ChineseMicrobologgingchinaWeibo.com (il gemello di Twitter)
La Cina ha 300 millioni di microblogger pari all'interna popolazione degli Stati Uniti. Di questi, 200 milioni hanno un account su Sina Weibo, un surrogato tra Twitter e Facebook nato nel 2009.
Il servizio, che soddisfa l'esigenza del popolo cinese di comunicare con il mondo (cinese), è nato in seguito al blocco di oltre 2 anni del sito Twitter.com.

1 tweet in cinese corrisponde a 3.3 tweet in inglese.

Come su Twitter, anche su Weibo vi è un limite di caratteri: 140 per l'esattezza (scommetto che avete avuto un altro deja vu improvviso, vero?).
C'è una  piccola grande differenza: 140 caratteri cinesi equivalgono all'incirca a un paragrafo scritto in una qualsiasi lingua europea. Non ci credete? Uno stralcio dell'Amleto in cinese viene contenuto in un singolo tweet, in inglese invece lo si può fare solo dividendolo in 4 parti. "Vedere" per credere.

Per quanto possa esserci sconosciuto, Weibo è la seconda piattaforma di microblogging al mondo dopo Twitter. Il potere di Weibo sta nel fatto che tutti i tweet siano in lingua cinese: 200 milioni di utenti che parlano la stessa lingua.
Anche Twitter ha 200 milioni di utenti ma sono tutti gruppi frammentati, tante lingue, tante culture, di conseguenza "poco" potere comunicativo.
Ecco perché Weibo è diventato un grande strumento per veicolare messaggi di ogni genere in Cina, occhio però alla censura. Anche qui nessuno ne è al sicuro.

Se volete volete sapere qualcosa di più su Sina Weibo consultate questa interessante infografica sullo stato del microblogging in Cina.

TechPrincess_Youku_YoutubechinaYouku.com (il gemello di Youtube)
Noi abbiamo Youtube in Cina hanno un sito "eccellente e figo". Non sono impazzita, Youku in cinese vuol dire questo. Secondo il ranking di Alexa, Youku è la seconda piattaforma video al mondo subito dopo Youtube. Anche qui i contenuti sono solo ed esclusivamente in cinese (tradizionale e semplificato). Capita però di incappare anche in film caricati per intero prodotti dal nemico occidentale, ovviamente senza licenze.
Gli utenti del sito sono utenti privati ma anche aziende che vanno dalle emittenti televisive a produttori cinematografici.
Anche Youku come tutti gli altri siti di cui vi ho parlato può essere visionata e censurata liberamente dal governo che prontamente rimuove contenuti considerati inadeguati oppure offensivi.

TechPrincess_Baidu_Google_chinaBaidu.com (il gemello di Google)
Baidu è un motore di ricerca in lingua cinese nato nel 2000 da un idea di Robert Li, un ragazzo cinese laureato all'università di Buffalo.
Il nome Baidu si rifà ad una poesia tradizionale cinese antica di 800 anni dal titolo "Green Jade Table in The Lantern Festival". I caratteri che compongono la parola sono  "cento" e "volte". Uniti insieme significano "centinaia di volte".
Il funzionamento è lo stesso di Google: Baidu scandaglia tutti i siti cinesi in modo da poter produrre risultati più attinenti possibili alla ricerca effettuata dagli utenti.
Oltre i servizi all'utente finale, Baidu offre anche servizi di web marketing alle aziende cinesi. I prodotti offerti dal gemello di Google sono oltre 50 tra cui le mappe (dategli un occhio: map.baidu.com).
Su Baidu Map si possono vedere ovviamente solo le strade e immagini satellitari della Repubblica Popolare Cinese, cosa vi sia fuori dai confini non si sa. Nella versione mappe sono segnati solo le capitali degli stati, nella versione satellitare invece si può zoommare fino a vedere le regioni… se si vuole vedere nel dettaglio gli edifici per esempio, compaiono tanti punti esclamativi atti ad indicare che quello che state facendo non vi è consentito.
Essendo quindi Google bloccato in Cina, non è possibile per i cittadini cinesi curiosare non solo in occidente ma anche in tutto il resto del mondo: niente streetview e tour virtuali a cui siamo abituati noi altri.

Il mini tour del web cinese termina qui. Se quello che vi ho raccontato non vi è assolutamente bastato, potete sempre guardare questo speech di Michael Anti il TED Talks.


Fjona Cakalli

Amo la tecnologia, adoro guidare auto/camion/trattori, non lasciatemi senza videogiochi e libri. Volete rendermi felice? Mandatemi del cibo :)