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LUTZ Pathfinder: la prima auto inglese che si guida da sola

Lo so, ormai quando parliamo di driverless car, ossia di auto che si guidano da sole, siamo naturalmente portati ad immaginarsi qualcosa di non troppo diverso dai veicoli che siamo abituati a vedere e guidare quotidianamente sulle nostre strade. Perché quindi creare qualcosa come il LUTZ Pathfinder? Perché puntare su dimensioni da micro-car invece che regalarci […]


Lo so, ormai quando parliamo di driverless car, ossia di auto che si guidano da sole, siamo naturalmente portati ad immaginarsi qualcosa di non troppo diverso dai veicoli che siamo abituati a vedere e guidare quotidianamente sulle nostre strade. Perché quindi creare qualcosa come il LUTZ Pathfinder? Perché puntare su dimensioni da micro-car invece che regalarci ampi spazi e il massimo del comfort? Semplice: perché LUTZ, la prima driverless car inglese, non viaggia sulla classica carreggiata.

Sì, avete letto bene. La piccola auto sviluppata da Transport Systems Catapult infatti è pensata per i marciapiedi di Greenwich,  motivo per cui la velocità massima che possono raggiungere è limitata a 15 mph (circa 24 km/h). A bordo troviamo due posti, 19 sensori che infludono radar, laser e videocamere panoramiche e due schermi, uno che mostra il tragitto che stiamo facendo e uno dedicato all'intrattenimento. Dietro i sedili troviamo il sistema di alimentazione che ci permette di avere un'autonomia di circa 8 ore.

Ma come verranno usati questi pod? L'idea è di creare un'applicazione simile ad Uber che vi permetta di chiamare il vostro LUTZ con la stessa facilità con cui chiamate un taxi, un sistema che in molti hanno cominciato a valutare a partire da Uber stesso e dalla sempre all'avanguardia Google.

Per reggere tutta questa competizione pare quindi che il governo inglese abbia deciso di stanziare 29 milioni di sterline per il lancio di altri 4 progetti dedicati ai veicoli autonomi per permettere la loro diffusione.

Voi cosa ne pensate? Fareste un giro su questo LUTZ Pathfinder?


Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.