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Un autunno dedicato alla fotografia

Le due mostre fotografiche "True Fictions" e "Atlanti, ritratti e altre storie" si terranno dal 17 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021

La Fondazione Palazzo Magnani e il Comune di Reggio Emilia presentano un grande autunno fotografico: “True Fictions – Ai confini della realtà” e “Atlanti, ritratti e altre storie”. Le due mostre fotografiche si terranno dal 17 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 e sono prodotte da Fotografia Europea, un festival culturale internazionale dedicato alla fotografia contemporanea.

Due mostre fotografiche per un grande autunno

Le mostre fotografiche sono state pensate per creare continuità con il grande lavoro messo in campo per realizzare la quindicesima edizione del festival, poi annullata. Oltre a voler accompagnare il pubblico alla prossima edizione di Fotografia Europea, che si terrà nella primavera 2021. TRUE FICTIONS sarà allestita a Palazzo Magnani, ATLANTI, RITRATTI E ALTRE STORIE invece a Palazzo da Mosto.

True Fictions – Ai confini della realtà

mostra fotografica fotografia europea - true fictions
A sinistra LORI NIX, Library, 2007 from “The City” series e a destra SANDY SKOGLUND, Revenge of the Goldfish, 1981.

TRUE FICTIONS – AI CONFINI DELLA REALTÀ è la prima mostra fotografica retrospettiva mai realizzata in Italia sul fenomeno della staged photography. La tendenza che a partire dagli anni Ottanta ha rivoluzionato il linguaggio fotografico e la collocazione della fotografia nell’ambito delle arti contemporanee.

La mostra presenta, dunque, il lato più immaginifico della fotografia attraverso le invenzioni di alcuni tra i maggiori autori degli ultimi trent’anni e le sperimentazioni nate dall’avvento della tecnologia digitale.

Pesci rossi che invadono le stanze, cascate di ghiaccio nei deserti, città inventate, Marilyn Monroe e Lady D. che fanno la spesa insieme. Più di cinquanta opere di grandi dimensioni dimostrano come la fotografia abbia raggiunto vertici di fantasia e di invenzione prima affidati quasi esclusivamente al cinema e alla pittura.

Gli autori presenti in mostra dimostrano non solo la diffusione di questo linguaggio, ma anche la sua longevità. Dai precursori e maestri di questo genere come Jeff Wall, Cindy Sherman, James Casebere, Sandy Skoglund, Yasumasa Morimura, Laurie Simmons, David Lachapelle. Ai protagonisti della prima ora raramente visti in Italia come Bernard Faucon, Eileen Cowin, Bruce Charlesworth, David Levinthal. Fino ad arrivare a giovani, ma ormai affermati, come Paolo Ventura, Lori Nix, Miwa Yanagi, Alison Jackson, Alekasandr Petlura, Jung Yeondoo, Jiang Pengyi.

La staged photography rivela il desiderio di ampliare non solo i confini del linguaggio fotografico, ma anche quelli della percezione del mondo. La fotografia, regno di (presunta) oggettività, diventa il regno della fantasia, dell’invenzione e della soggettività. Compiendo l’ultima decisiva evoluzione della sua storia: la macchina fotografica, un tempo considerata “specchio del mondo”, diventa un generatore di sogni e di inganni, mettendo lo spettatore in guardia nei confronti di ciò che vede.

Atlanti, ritratti e altre storie

mostra fotografica fotografia europea - atlanti, ritratti e altre storie
Alessandra Baldoni, Atlas (6) – 2018 – ©Alessandra Baldoni – courtesy Add-art, Spoleto

La seconda mostra che la Fondazione Palazzo Magnani propone è ATLANTI, RITRATTI E ALTRE STORIE – 6 giovani fotografi europei. La collettiva, allestita a Palazzo da Mosto, raccoglie le personali dei tre vincitori dell’open call lanciata da FOTOGRAFIA EUROPEA2020, a cui si aggiungono altri tre progetti selezionati sempre dalla giuria composta da Walter Guadagnini – direttore artistico del Festival, Maria Pia Bernardoni – curatrice progetti internazionali del LagosPhoto festival e Oliva Maria Rubio – curatrice indipendente.

La scelta della direzione artistica di ampliare lo spazio dedicato ai giovani artisti, nasce dalla volontà di approfondire il tema delle fantasie e delle narrazioni. In un momento storico in cui la proiezione verso il futuro si fa necessaria.

Alessandra Baldoni (Perugia, 1976) presenta Atlas, una mappa di analogie per immagini in dittici e trittici. Alexia Fiasco (Parigi, 1990) con The Denial accompagna il pubblico in un viaggio fotografico alla scoperta delle proprie origini. Francesco Merlini (Aosta, 1986) con Valparaiso attiva un confronto tra le proprie memorie familiari e i luoghi dell’infanzia. Manon Lanjouère (Parigi, 1993) con Laboratory of the Universe, mostra una serie di immagini che raccontano l’origine dell’Universo. Giaime Meloni (Cagliari, 1984) con Das Unheimliche rappresenta una metafora sulla condizione dell’abitare contemporaneo. Denisse Ariana Pérez (Dominican Republic, 1988) con Albinism, Albinism II, presenta una serie che cattura la bellezza dei ragazzi nati con l albinismo.

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Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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