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La recensione di Necrobarista Final Pour: un cocktail con il morto

I ragazzi di Route 59 tornano con la loro singolare visual novel Necrobarista: Final Pour, la versione definitiva del gioco ambientato in un bar dove oltre ai vivi possono sostare brevemente anche le anime dei morti. Il prodotto si presenta con uno stile ed una direzione artistica unica, ma non è scevro da diverse problematiche che ci hanno fatto alzare un sopracciglio tra un drink e l’altro. Senza ulteriori indugi iniziamo con la nostra recensione di Necrobarista: Final Pour per Nintendo Switch.

La nostra recensione di Necrobarista Final Pour

Dopo un’affascinante introduzione, in cui abbiamo potuto apprezzare il taglio registico notevole che accompagna l’intera vicenda, ci siamo trovati subito all’interno del Terminal (Capolinea in italiano), un bar locato in un piccolo vicolo di Melbourne in Australia, caratterizzato da una clientela piuttosto particolare.

Il bar è gestito infatti da Maddy, Chay e dalla giovane Ashley, e insieme i tre praticano l’arte della necromanzia per dare ai propri defunti clienti un ultimo respiro della vita terrena prima di passare oltre. Maddy risulta molto indicata per questo ruolo, dato che grazie al suo carattere forte e, a suo modo, saggio, è sempre in grado di rassicurare e offrire conforto alle anime di passaggio.

D’altronde nessuno sa cosa ci sia dopo il Terminal e il limite di tempo di 24 ore in cui poter stare in questo luogo di passaggio non aiuta gli avventori del locale a sentirsi a proprio agio. E’ proprio su questo limite di tempo su cui si basa l’intera narrativa di Necrobarista, al punto che viene introdotto ben presto un sistema di scambio di ore grazie al quale ai defunti è concesso di scommettere le proprie ore per provare a guadagnare più tempo nel limbo di transizione.

Naturalmente però ci sono delle regole ben precise a cui sottostare, e il Consiglio della Morte, incarnato nel personaggio di Ned, non vede di buon occhio la tolleranza di Maddy e compari nei confronti del tempo concesso alle anime dei morti, cosa che porterà a risvolti di trama inaspettati e che non vi sveleremo.

Luci ed ombre

C’è da dire che l’idea di inserire il concetto di tempo come bene più preziosi dei defunti e degli uomini in quanto tali è brillante, ed è l’espediente principale che riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo dall’inizio alla fine. A questo proposito è efficace anche l’esistenza del Consiglio della Morte, che fa da perfetto contraltare alle pratiche dei gestori del Terminal.

Il messaggio profondo di Necrobarista sembra quindi essere quello relativo alla necessità di dare il giusto valore al tempo concessoci, sia che siamo delle anime pronte a passare dall’altra parta o vivi alle prese con le nostre attività quotidiane. Detto questo, molto del potenziale di una storia basata su questi cardini rimane inespresso, a causa di alcuni fattori che non ci hanno permesso di godere appieno dell’impalcatura narrativa del gioco.

Nonostante infatti l’incipit della trama sia molto interessante, questa arranca non poco durante il suo sviluppo, glissando su alcuni dettagli molto importanti, elemento che rende il racconto a tratti fin troppo vago e di difficile interpretazione. Il comportamento di alcuni personaggi così risulta a tratti inspiegabile e le decisioni che vengono prese per portare avanti la narrazione più di una volta ci sono sembrate alquanto forzate.

Al tempo stesso c’è da segnalare anche una scarsissima possibilità di interazione con quanto succede su schermo, anche considerando che si tratta di una visual novel. Il gioco infatti si limita a proseguire su un binario prestabilito dall’inizio alla fine, senza prevedere un nostro contributo che non sia quello di far avanzare i dialoghi tramite la pressione di un tasto. Un vero peccato vista la caratterizzazione impeccabile dei personaggi e lo stile grafico a dir poco unico.

Localizzazione e comparto tecnico

Altra nota dolente della produzione è la localizzazione italiana, che presenta diverse criticità a partire dal titolo stesso del gioco. In italiano infatti il titolo è stato tradotto come Necrobarista Versamento Finale, cosa che naturalmente fa sorridere, dato che più che ad un bar rimanda all’immaginario di una banca. Non è l’unico problema comunque, dato che molto spesso vengono completamente omessi i caratteri accentati e sono presenti in grandi quantità molte traduzioni letterali di modi di dire anglosassoni, cosa che rende diversi dialoghi a dir poco stranianti.

Necrobarista Final Pour Recensione

Vi consigliamo quindi di giocare in lingua inglese, se vi è possibile, dato che giocare Necrobarista in italiano rischia di essere un’esperienza che non vi permetterà di immergervi minimamente nella storia raccontata.

Non molto brillante nemmeno il comparto tecnico, che al netto di uno stile da capogiro presenta diversi cali di framerate e texture che si rifiutano ostinatamente di caricarsi. Come se non bastasse in più di un’occasione ci è capitato che degli oggetti a schermo si sovrapponessero al testo da leggere, cosa che ci ha reso molto arduo proseguire con la lettura dei dialoghi. Un bug non proprio elegante per una visual novel su binari.

Molto bella e suggestiva invece la colonna sonora, che ben si adatta alle atmosfere del gioco, a tratti malinconiche, a tratti più allegre e concitate.

Necrobarista Final Pour: la nostra recensione in breve

Necrobarista Final Pour è quindi un titolo che vive di contrasti. Da una parte abbiamo un comparto tecnico che lascia a desiderare, poca interattività e una storia affascinante ma sviluppata solo per metà. D’altra troviamo personaggio stupendamente caratterizzati, un’ottima colonna sonora e uno stile molto difficile da trovare nel mondo dei videogiochi, che fa della regia il suo punto di forza.

Necrobarista Final Pour Recensione

Vi consigliamo di dargli una possibilità se avete trovato l’incipit stimolante e se vi piacciono le storie anime, ma se siete in cerca di una visual novel di alto livello vi consigliamo di rivolgere la vostra attenzione altrove. Detto ciò Necrobarista è comunque un esperimento interessante in fin dei conti e speriamo che i ragazzi di Route 59 sappiano farne tesoro per il loro prossimo progetto.

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