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Recensione Pocketalk: com’è il traduttore vocale portatile che parla 74 lingue

Abbiamo provato Pocketalk, il traduttore portatile e instantaneo creato in Giappone per i giapponesi e che è in grado di capire e parlare 74 lingue diverse

Pocketalk è da pochissimo sbarcato in Italia. Si tratta di un traduttore vocale simultaneo e portatile che vi aiuterà a “parlare” ben 74 lingue diverse. Insomma è un vero e proprio traduttore elettronico progettato per funzionare facilmente in 109 nazioni. La domanda adesso è: funziona davvero? Lo abbiamo provato per voi e ve lo raccontiamo nella nostra recensione (che trovate in apertura di questo articolo).

Pocketalk: caratteristiche tecniche?

Pocketalk è un piccolo dispositivo portatile che funge da traduttore elettronico vocale. Progettato dall’anzienda giapponese Sourcenext, Pocketalk è capace di “parlare” ben 74 lingue e potrà accompagnarvi – grazie alla SIM integrata con abbonamento – in 109 nazioni.

Pocketalk è una piccola “saponetta” dal peso di 100 grammi che sta comodamente nel palmo di una mano. Presenta un display touchscreen a colori da 2.4 pollici con risoluzione 320×240 pixel e 3 tasti differenti. I due tasti frontali servono per avviare il riconoscimento vocale mentre il tasto laterale è dedicato ad accensione e spegnimento. Il sistema operativo invece è un Android 8.1  con 1 GB di RAM e 8 GB di memoria interna.

Sul lato destro troviamo lo slot per una Micro SIM già presente all’interno della confezione e che compre due anni di abbonamento di traffico dati per l’utilizzo del dispositivo. In Italia verrà commercializzata solo la versione con SIM.

Sulla parte superiore ci sono anche speaker e microfono integrati che permettono a Pocketalk di svolgere ciò per cui è stato progettato: tradurre attraverso il riconoscimento vocale.

All’interno della confezione troverete – oltre al traduttore elettronico Pocketalk – anche un cavo USB Type-C per la ricarica della batteria da 2200mAh capace di garantire un utilizzo di 7 ore di traduzione.

La prima volta che mi sono imbattuta in questo dispositivo è stato qualche mese fa a Tokyo in uno dei negozi di elettronica più grandi del Giappone: Yodobashi Camera di Akihabara. Mi aveva subito incuriosita ma dopo aver visto il prezzo mi sono spaventata un po’. Mi sono detta “aspetto che arrivi in Italia“. Ma adesso il momento di provarlo sul campo è arrivato.

recensione pocketalk

Pocketalk: come funziona esattamente?

È l’Intelligenza Artificiale il cuore pulsante di Pocketalk, come c’era d’aspettarsi.  Utilizzando i più avanzati motori speech-to-text, il traduttore elettronico Pocketalk prodotto da Sourcenxt, è stato ideato per la traduzione bidirezionale: basterà parlare normalmente e pronunciare frasi fino a 30 secondi di registrazione. In tal modo il dispositivo sarà in grado di offrire traduzioni accuratissime con la semplice pressione di un pulsante. A migliorare l’esperienza d’uso intervengono i microfoni di alta qualità, la tecnologia noise-cancelling e i potenti altoparlanti, che consentiranno un sereno utilizzo anche in ambienti rumorosi.

Una volta pronunciata la vostra frase in italiano, Pocketalk riprodurrà la traduzione dallo speaker e – come se non bastasse – sul display troverete scritto sia ciò che avete detto voi sia la traduzione.
La cosa che mi ha stupita è l’accuratezza con cui riconosce anche diversi accenti o parole dette in italiano anche un po’ storpiate. Questo significa che il riconoscimento vocale è ben progettato e utilizzabile praticamente da tutti (anche da coloro che hanno un forte accento o influenze dialettali)

Ma funziona veramente? Come potrete sentire nel nostro test, Pocketalk se la cava benissimo con alcune lingue e molto peggio con altre.

pocketalk

La prova sul campo di Pocketalk

Abbiamo impostato come lingua base l’italiano (il pulsante di sinistra) e di volta in volta abbiamo cambiato la lingua di destinazione. Ricordatevi che in ogni caso non potete fare discorsi lunghi in quanto Pocketalk è capace di riconoscere ed elaborare fino a 30 secondi. Quindi ricordatevi di pronunciare frasi concise e che vanno dritte al punto.

Con l’inglese, francese, spagnolo, giapponese, coreano, portoghese, arabo, cinese e altre lingue abbastanza popolari la voce si presenta come leggermente robotica ma in ogni caso la frase è molto comprensibile e permette la traduzione bidirezionale meritevoli di lode.

Mentre con altre lingue più ostiche, ad esempio l’albanese, l’ungherese, ci è stata restituita una traduzione robotica, quasi incomprensibile. Se provate invece a rispondere in albanese, il vostro Pocketalk dirà che questa lingua non è supportata.

Alcune lingue invece non prevedono proprio la riproduzione vocale: ad esempio il filippino o il buon vecchio latino così come tante altre lingue, prevedono solo la traduzione scritta che comparirà sul display.

Riassumendo ci sono 3 situazioni in cui incapperete con con Pocketalk (userò delle lingue come mero esempio):

  1. traduzione bidirezionale (parli in italiano, traduce in inglese con voce non robotica, e viceversa);
  2. traduzione unidirezione (parli in italiano, traduce in albanese con voce robotica e incomprensibile e non permette traduzione dall’albanese all’italiano);
  3. traduzione voce-scritto (parli in italiano e compare sul display solo la traduzione scritta in filippino).

Qui trovate l’elenco ufficiale delle lingue supportate.

Pocketalk: prezzo e disponibilità

In Italia, Pocketalk viene venduto ad un prezzo consigliato al pubblico di 299 euro, con una scheda SIM integrata e due anni di traffico dati e Wi-Fi per connessioni a hotspot personale.
Il dispositivo è disponibile dal mese di dicembre nell’unica colorazione White, con le varianti Gold e Black in arrivo prossimamente. Sarà possibile acquistarlo sui principali siti di e-commerce e presso alcuni punti vendita selezionati. Da gennaio 2019 l’interprete personale di Sourcenext approderà anche nelle più grandi catene di elettronica di consumo del Bel Paese.

Vale la pena acquistare Pocketalk?

La risposta è “dipende”. Il prezzo sicuramente costituisce una barriera solida all’acquisto. 299 euro con abbonamento di traffico dati per due anni non sono facili da digerire. C’è però da dire che su 74 lingue, un buon 30% di esse sono ben supportate e rappresentano un aiuto valido per i viaggiatori ma soprattutto è indipendente dallo smartphone. Questo vi permette maggiore versatilità e un’utilizzo più semplice.
Si è vero, la fuori esiste l’applicazione Google Translate che oggi è migliorata tantissimo in quanto a riconoscimento e accuratezza delle traduzioni e che permette di fare la stessa identica cosa del piccolo Pocketalk. Provo a farvi un esempio concreto. Prendete i vostri genitori verso i 60 anni e ditegli che deve solo premere i due tastini e non deve più preoccuparsi di nulla. Vedrete come gli brilleranno gli occhi. Inoltre la SIM è global e funziona in tutto il mondo senza dovervi preoccupare di spendere denaro extra per la connessione oppure di acquistare una SIM locale. Che dire: la comodità di paga.  E vi assicuro che questo Pocketalk è davvero comodo.
Detto questo, a una persona giovane non mi sento di consigliarlo. In quel caso, basta armeggiare un attimo con lo smartphone e la traduzione è servita. Ovviamente tutto questo perde di valore nel caso in cui siate delle persone “comode”!

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Fjona Cakalli

Amo la tecnologia, adoro guidare auto/camion/trattori, non lasciatemi senza videogiochi e libri. Volete rendermi felice? Mandatemi del cibo :)
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