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Recensione Fade to Silence: sopravvivere al gelido inverno

Abbiamo giocato al nuovo survival di THQ Nordic Fade to Silence, ecco cosa ne pensiamo!

Freddo, fame e morte in ogni dove. Questi sono gli ingredienti scelti per creare Fade to Silence, il nuovo survival game creato da Black Forest game. Il team di sviluppo tedesco, appoggiato da THQ Nordic, ha voluto cimentarsi con il tema della  sopravvivenza elaborando una trama interessante.

Presentato alla gamescom dell’anno scorso, questo titolo ha da subito attirato l’attenzione della stampa, degli utenti e soprattutto la nostra. Dopo anni e anni di grande diffusione dei giochi di sopravvivenza, ci siamo subito chiesti cosa poteva offrirci di nuovo Fade to Silence. Scopriamolo!

Il gelido abbraccio dell’inverno

Fade to Silence è ambientato in un mondo post-apocalittico, afflitto da un inverno perenne. L’umanità, ormai allo stremo, ha lasciato il posto ad inquietanti creature uscite come da un incubo. Il giocatore veste i panni di Ash, uno scienziato afflitto da amnesia che tenta di sopravvivere in questo mondo insieme a sua figlia Allie. Già dalla sequenza iniziale, scopriamo che Ash è misteriosamente legato all’entità maligna colpevole dei disastri che si sono susseguiti. La creatura vive in un bizzarro rapporto simbiotico con il protagonista che tenterà in tutti i modi di eliminare.

Come ogni survival che si rispetti, infatti, i modi che abbiamo per morire sono moltissimi: fame, assideramento, uccisi dalle creature, spazzati via da un uragano, e così via. Paradossalmente, la creatura al suo interno, sarà uno dei punti di forza di Ash. Sfruttando i suoi poteri, infatti, Ash sarà in grado di bonificare tutte quelle zone contaminate dall’entità sparpagliate su tutta l’area di gioco.

Le sfide non mancano e inevitabilmente saranno la causa della morte del protagonista ma con la morte non tutto è perduto. Il concetto di “morte permanente” è stato infatti rivisitato. Ad inizio partita, abbiamo a disposizione quattro vite rappresentate da piccole fiammelle. Dopo ogni morte, l’entità ci riporterà al punto iniziale conservando tutti i progressi fatti e i materiali raccolti ma una fiamma verrà spenta. Quando tutte le fiamme saranno svanite il gioco terminerà e dovremo ricominciare d’accapo. Ma la vita e la morte sono un ciclo continuo! A seconda dei progressi ottenuti nel corso di una partita, saremo in grado di accumulare abilità nel “Circolo del Tormento”. Si tratta di una sorta di Skill Tree che ci fornirà alcuni vantaggi nella prossima partita. Quindi, se dovessimo ricominciare il gioco da zero dopo aver perso tutte le vite potremmo conservare il nostro vecchio arco oppure avere una fornitura iniziale di risorse. Questo stratagemma movimenta il classico pattern che si trova di solito nei survival game donando al gioco interessanti varianti.

Fade to Silence & co.

Ma non tutto ciò che si trova in Fade to Silence vuole uccidervi! In giro per la mappa di gioco vi capiterà infatti di incontrare altri sopravvissuti che possono aiutarvi nella vostra impresa. Se deciderete di accettarli nel vostro accampamento, questi diventeranno parte integrante della piccola comunità che avete creato. Taglieranno la legna, costruiranno case e combatteranno al vostro fianco. Ovviamente bisogna essere in gradi di nutrirli e tenerli al caldo; sarete responsabili della sopravvivenza di molte persone.

Le risorse da accumulare non mancano. Legname, erbe, cibo e metalli vanno raccolte all’esterno del vostro accampamento per poi essere lavorate e ricavare così oggetti più potenti ed efficaci. Il sistema di crafting è molto basilare e prevede la combinazioni di alcuni ingredienti per la creazione di strumenti per sopravvivere. Sarà necessario acquisire nuovi dispersi con particolari abilità per creare nuovi item ed affrontare le aree di gioco via via sempre più ostili. Tuttavia, anche in questo caso, il numero degli oggetti è molto limitato. Per esempio, Ash avrà a disposizione solo due armi, una spada ed un arco, di cui esistono appena tre versioni di ciascuna. Inoltre, per creare i materiali e gli oggetti più pregiati, sarà necessaria una quantità esagerata di tempo. Per fortuna c’è molto da esplorare…cioè…un po’.

Sebbene si definisca un “open world”, Fade to Silence non brilla esattamente da questo punto di vista. La mappa da gioco e sì grande, ma non così aperta e liberamente visitabile come ci sarebbe piaciuta. Ogni nuova area viene sbloccata solo se si bonifica quella precedente dando l’idea più di un lungo tunnel che di un mondo aperto. C’è da dire che le ambientazioni sono molto varie e suggestive.

Sopravvivere ai bug

Fade to Silence ha indubbiamente tanti punti forti tra cui una trama coinvolgente, dei personaggi (potenzialmente) interessanti e un’ambientazione affascinante ma nonostante ciò, il gioco non riesce ad “esplodere”.

I personaggi sono sì interessanti ma poco sviluppati e indeboliti tragicamente da scarni dialoghi e da animazioni piatte. Tutto il comparto grafico lascia un bel po’ a desiderare soprattutto se paragonato agli standard a cui siamo abituati. Ci riesce difficile credere che il gioco sia stato rilasciato pochi giorni fa e non nel 2013. Allo stesso modo il combat system si è rivelato essere molto impacciato e legnoso. Ash è in grado di utilizzare solo due tipi di attacco, veloce e caricato, e due tipi di difesa, parata e schivata. Se l’obiettivo era quello di fare l’occhiolino ai soulslike, non è stato raggiunto.

L’elemento che ci ha particolarmente delusi/innervositi è stata l’enorme quantità di bug e glitch ancora presenti nel gioco. Ci è capitato spessissimo di dover cercare gli abitanti intrappolati nel terreno o ritrovare la nostra slitta catapultata chissà dove per aver urtato un ramoscello. Difetti non trascurabili, che riducono e impoveriscono quella che poteva essere una piacevole esperienza di gioco e ci fanno dimenticare tutto ciò che di bello ha Fade to Silence.

In conclusione…

Fade to Silence è un interessante survival game con piacevoli novità in grado di dare una ventata di fresco nel mondo dei giochi di sopravvivenza. Tuttavia si appoggia ad un gameplay e una grafica molto arretrata e poco coinvolgente.

Se siete appassionati del genere, Fade to Silence è un titolo da non perdere che riesce ad offrire una trama coinvolgente e una sfida degna di questo nome, altrimenti esistono survival meno recenti che possono offrire qualcosa di più. Speriamo in qualche Patch futura che possa, in quale modo, limitare tutti i piccoli grandi difetti.

Fade To Silence

  • Trama interessante
  • Ambientazione coinvolgente
  • Grafica arretrata
  • Troppi Bug
  • Meccaniche antiquate

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Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
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