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Cellulari e rifiuti elettronici: Italia al top in Europa per risparmio ambientale

L’indice 2021 di reBuy piazza il nostro Paese al terzo posto nell’Ue dopo Germania e Francia

Buone notizie a livello ambientale per l’Italia, almeno per quanto riguarda i rifiuti elettronici derivati da telefoni cellulari.

Secondo l’indice 2021 di reBuy, reso pubblico nei giorni scorsi, ci piazziamo in un’onorevole terza posizione in Ue, alle spalle di Germania e Francia, per il risparmio ambientale in questo settore.

Che, come abbiamo scritto in un recente articolo, mostra numeri davvero sorprendenti: basti pensare che ogni giorno buttiamo nel cestino della spazzatura qualcosa come 78 milioni di batterie di dispositivi elettronici.

Scopriamo più nel dettaglio lo studio di reBuy, che tocca anche il tema del riciclo, importante strumento per limitare le emissioni di CO2. Importante ma finora sottovalutato, dal momento che una ricerca di EnAbles ci dice per esempio che meno del 40% delle batterie utilizzate dagli oggetti dell’IoT (Internet delle cose) viene riciclato correttamente.

rifiuti tecnologici

L’indice 2021 di reBuy

Il report di reBuy sui rifiuti elettronici derivati da telefoni cellulari è fitto di dati interessanti.

reBuy, azienda tedesca che si occupa di compravendita di prodotti elettronici usati, ha messo a confronto le abitudini di 27 paesi Ue ed extra Ue per quanto riguarda la dismissione e il riutilizzo dei cellulari, cioè di una parte cospicua dei rifiuti elettronici.

Nella presentazione dello studio viene infatti sottolineato come gli smartphone siano diventati oggi il simbolo dell’usa e getta elettronico.

L’indagine riguarda 24 paesi dell’Unione europea, a cui sono stati aggiunti il Canada, gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda. La raccolta dei dati è iniziata utilizzando il quadro di riferimento UE per il calcolo dei rifiuti elettronici, integrato poi con dati ottenuti tramite un’indagine online.

È stato determinato il numero di telefoni cellulari di ogni Paese, compresi quelli dismessi ma non ancora smaltiti. Ma anche la quantità di rifiuti elettronici generati dallo smaltimento improprio dei cellulari e il tasso di riciclaggio e riutilizzo.

I dati globali

Dall’indice 2021 di reBuy è emerso che la Svezia è il Paese con il maggior numero di telefoni pro capite dismessi, 1,31 per abitante. Gli svedesi hanno dunque il primato negativo del maggior numero di modelli di smartphone abbandonati ma non riciclati. Al secondo posto la Finlandia, con 1,29 telefoni, e al terzo posto Regno Unito, Lituania ed Estonia con 1,24 telefoni cellulari pro capite.

Il numero inferiore di cellulari dismessi spetta invece alla Nuova Zelanda: 0,54 per abitante.

Gli Stati Uniti hanno il maggior numero totale di telefoni cellulari dismessi: ben 223,1. Seguono a notevole distanza la Germania, con 84,7 milioni di pezzi, e il Regno Unito con 83,1 milioni.

Dodicesimo posto per l’Italia con 1,05 telefoni dismessi a testa.

Focus sull’Italia

Ogni italiano ha in uso 0,96 cellulari, contro il già citato 1,05 di apparecchi dismessi. Che equivale a 63,4 milioni di apparecchi, per una produzione di 2,078 tonnellate di rifiuti elettronici.

Il tasso di riciclaggio e riutilizzo dei telefoni cellulari nel nostro Paese è del 75%. Riguardo al valore di vendita dei metalli che è stato risparmiato si superano i 154 milioni di dollari. Il dato ci assicura la quinta posizione tra i 27 Paesi oggetto dell’indagine.

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Il risparmio di CO2

Il particolare settore dei rifiuti elettronici rappresentato dai cellulari è stato analizzato da reBuy anche per quanto riguarda l’impatto ambientale.

Si è considerato nello specifico “la quantità totale di CO2 che verrebbe utilizzata per produrre l’equivalente numero di telefoni cellulari messi in commercio nel Paese e il peso totale di piombo, arsenico e mercurio negli smartphone dismessi in ogni paese, che se venissero smaltiti in modo improprio, si disperderebbe nel terreno”.

Qui l’Italia ha guadagnato la terza posizione nell’Ue alle spalle di Germania e Francia, con 21,658 chilogrammi di tossicità evitata. Si tratta in realtà della quinta posizione assoluta, perché meglio di noi hanno fatto anche Stati Uniti e Gran Bretagna.

La parola a reBuy

Il totale dei rifiuti elettronici generati da tutti i 27 Paesi dell’indice è di 23.964 tonnellate, l’equivalente di oltre 54 aerei Boeing 747-8 caricati con massimo peso al momento del decollo.

Queste le parole di Philipp Gattner, amministratore delegato di reBuy: “Quello che questo studio illustra è che ognuno di noi ha oro, argento, palladio e altro ancora dimenticato negli armadi e in vecchi cassetti, dentro i nostri vecchi telefoni non più desiderati. Il valore di vendita di tutto il metallo prezioso contenuto nei telefoni cellulari dismessi dei 27 Paesi inclusi nell’indice è di 1,9 miliardi di euro.

Se tutti questi telefoni fossero adeguatamente riciclati nei centri di raccolta dei rifiuti elettronici, allora questi metalli potrebbero avere una seconda vita altrove, e ridurre la necessità di un’estrazione mineraria potenzialmente più dannosa”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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