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Robi: il primo robot domestico è arrivato anche in Italia

Da piccola avevo a lungo desiderato un robot. Poi un bel giorno in tv arrivò Emiglio. Sì, proprio lui: quello radiocomandato con il testone colorato,che nella pubblicità portava tutto contento il giornale al papà e che aveva come slogan “Emiglio è meglio“. Lo ricevetti per Natale, ma con mia triste sorpresa non si rivelò il […]


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Da piccola avevo a lungo desiderato un robot. Poi un bel giorno in tv arrivò Emiglio. Sì, proprio lui: quello radiocomandato con il testone colorato,che nella pubblicità portava tutto contento il giornale al papà e che aveva come slogan "Emiglio è meglio". Lo ricevetti per Natale, ma con mia triste sorpresa non si rivelò il grande automa che avevo tanto sognato e, dopo pochi giorni, finì relegato in un triste angolino della mia camera, aggiudicandosi il premio di "gioco più impolverato dell'anno".

Sono passati circa 20 anni da allora ed oggi finalmente il mio sogno può nuovamente uscire dal cassetto grazie a Robi, il piccolo robot italo-giapponese realizzato in esclusiva da Tomotaka Takahashi e arrivato da pochissimo in Italia.

Robi (il nome ricorda il robot protagonista di un famoso racconto di Isaac Asimov) è un vero e proprio androide in grado di parlare, ballare, salutare e tenere compagnia in ogni momento della giornata. Riesce a comprendere oltre 250 comandi, risponde quando lo chiami, cambia il colore degli occhi e dà un caloroso benvenuto quando si rientra a casa. Ma soprattutto ha il doppio passaporto giapponese-italiano: il suo creatore, infatti, è un giovane ingegnere nipponico specializzato in robotica, ma l’intero progetto porta la firma dell’italianissima casa editrice De Agostini Publishing che, nel marzo 2013, lo ha lanciato per la prima volta in Giappone, patria indiscussa delle nuove tecnologie e ovviamente dei robot.

Lo scorso 16 gennaio a Milano si è tenuta la presentazione ufficiale di Robi: "Siamo orgogliosi di lanciare in Italia il robot Robi, frutto della ricerca e sviluppo del Centro creativo Giapponese di De Agostini Publishing, e mix unico di tecnologia, design ed emozioni.” – ha detto Alessandro Belloni, Amministratore Delegato De Agostini Publishing SPA – “Replicheremo qui come nei prossimi lanci europei e asiatici l'innovativa comunicazione media tra TV , Web e Social network che è stata determinante per il successo giapponese”.

Il tenero robottino umanoide si presenta come un vero e proprio componente della famiglia, capace di fondere nel suo design high-tech l’animo di un adorabile amico con cui comunicare e trascorrere il tempo. Alto poco meno di 35 cm e del peso di circa 1 chilogrammo, Robi funziona autonomamente e senza necessità di programmazione, ed ha spopolato in poco tempo anche sul web: in poche settimane si sono moltiplicati i tweet, i blog a lui dedicati e i like su Facebook, dove gli utenti giapponesi si scambiano consigli e suggerimenti nell’attesa di poterlo completare.

Chiunque infatti può costruire Robi, settimana dopo settimana, grazie alle 70 uscite realizzate da De Agostini Publishing (per una durata complessiva di circa 18 mesi). E per i più pigri che non hanno voglia di andare in edicola nessun problema, il robottino si trova anche su Amazon.

Ogni singolo componente di Robi è accompagnato da un fascicolo ricco di notizie e approfondimenti, veri propri magazine dedicati al mondo della robotica, alla sua storia e ai robot protagonisti in serie TV e film cinematografici, oltre ovviamente a informazioni legate al suo creatore, Tomotaka Takahashi, e al montaggio step by step.

TechPrincess_hello_Robi_Takahashi

Ma chi è questo sig. Takahashi? E' nato a Osaka nel 1975 ed è laureato in ingegneria. Attualmente è Professore Associato presso il centro di Ricerche e Tecnologie avanzate all’Università di Tokyo ed è docente presso le Università di Osaka e Fukuyama. Fondatore e Presidente della ROBO GARAGE Co., ha realizzato numerosi robot, ultimo dei quali il famoso KIROBO, il primo robot umanoide al mondo a essere andato su una navicella spaziale: lo scorso novembre ha infatti raggiunto con successo la Stazione Spaziale Internazionale, per supportare gli astronauti nella manutenzione ordinaria.

Robi invece è stato creato con l’obiettivo di consentire a chiunque di fare conoscenza con una nuova generazione di robot, destinati a migliorare l’interazione tra uomo e macchina in tutti gli ambiti della vita sociale e capaci di interagire con noi con grande naturalezza, grazie ad una capacità unica di comunicare ed ispirare simpatia. Un gioiello di tecnologia che, però, è semplicissimo da montare: basti pensare che per assemblare tutti i componenti è sufficiente un solo cacciavite!

Finora, nel progettare robot, ci si è sempre concentrati sulle loro funzionalità, per poter trasferire loro compiti e attività da svolgere al posto nostro”, spiega Tomotaka Takahashi. “Con Robi ho cercato invece di concentrarmi su ciò che ci rende umani, ovvero la comunicazione e le emozioni. Ecco perché Robi è il capostipite dei robot che useremo in futuro. Molti pensano che in questo campo si debbano massimizzare tutte le funzionalità tecnologiche. Invece il segreto sta nel loro bilanciamento. In questo, Steve Jobs con l’iPhone è stato un maestro”.

Una piccola curiosità: gli stivali di Robi, come quelli di KIROBO del resto, sono un omaggio al mitico Astro Boy. Tomotaka Takahashi, infatti, da sempre si è ispirato alla famosa serie manga di Osamu Tezuka, che fin da bambino gli ha trasmesso la passione per la robotica e per il design.

Volete qualche altra informazione sul piccolo ROBI? Eccovi una lista delle sue caratteristiche principali:

  • Soft Grip Hand: Robi ha una presa morbida che consente di tenere in mano un oggetto molto leggero, ad esempio un foglio di carta.
  • La sciarpa: Robi è dotato di una sciarpa che non solo è un tocco di design, ma è di grande utilità. È in realtà una maniglia che serve per sollevare facilmente il robot, senza sottoporre i giunti e i servomotori a dannose sollecitazioni.
  • SOS stanchezza: Robi ti avvisa quando è “stanco”. È necessario quindi farlo sedere sulla sua stazione di ricarica, un’apposita sedia gialla, e premere il tasto “accensione”.
  • La voce:  il successo smisurato riscosso da Robi in Giappone ha diverse motivazioni, ma due fra tutte sono le principali: la sua espressività, grazie al suo sguardo, e la sua voce. Entrambe infatti trasmettono una fortissima empatia e una grande voglia di prendersi cura di questo nuovo “piccolo di casa”. La scelta quindi del doppiatore è stata fondamentale, sia nel suo Paese d’origine, sia per la versione italiana. In Giappone a dar voce a ROBI è stata l' attrice e doppiatrice giapponese Ikue Otani, molto conosciuta in quanto ha avuto ruoli importanti nel doppiaggio di serie tv come Pokémon (Pikachu), One Piece (Tony Tony Chopper), Detective Conan (Mitsuhiko Tsuburaya). In Italia, la voce è quella di Davide Garbolino, che tra le sue attività di doppiatore ha dato voce anche a protagonisti di film di animazione come Pokemon, Dragon Ball, Detective Conan e Batman.

 

“Si tratta di un’opera innovativa per il mercato italiano e per De Agostini Publishing e per questo abbiamo creato l’attesa per l’arrivo di Robi mostrandone da subito tutte le sue peculiarità. Robi può essere costruito da una sola persona o condividendo l’esperienza in famiglia in linea con la filosofia della nostra casa editrice, che da sempre con le sue opere ha l’obiettivo di avvicinare bambini e adulti, ma anche di appassionare, coinvolgere, insegnare e divertire" afferma Alessandro Lenzi, Direttore Publishing e Retail Marketing di De Agostini Publishing Italia.

Vi ho incuriosito abbastanza? Bene, allora ci becchiamo in edicola!

 


Marina Belli

Molti tatuaggi e una laurea magistrale in Informatica Umanistica. Dopo un anno e mezzo di dottorato di ricerca in Interazione e Ambienti Virtuali sono scappata a New York. Una volta tornata, ho iniziato ad occuparmi a tempo pieno di web e social media. Toglietemi tutto ma non i miei libri e il mio gatto.