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Sharon Stone minacciata sul set per aver chiesto a tutti di vaccinarsi

L’attrice di Basic Instinct ha rischiato di essere licenziata: aveva preteso la vaccinazione di tutta la troupe

La grande attrice americana Sharon Stone è stata minacciata per aver preteso che tutti i suoi colleghi e la sua troupe fossero vaccinati.

È stata la stessa Stone, da sempre fervida sostenitrice della campagna di vaccinazione, a riferirlo durante un’intervista alla CNN.

Quello che traspare dalle sue parole, specie se confrontato con prese di posizione di carattere opposto, ci mostra come nei confronti dei vaccini anti Covid il mondo si stia dividendo in due fazioni sempre più lontane e inconciliabili.

Se da un lato l’attrice ha subito un assurdo ostracismo per aver chiesto la vaccinazione di tutti sul set, pensiamo invece all’iniziativa di Netflix USA, che come altri studios ha chiesto la vaccinazione a tutti i membri del cast delle sue produzioni.

Ma cosa è accaduto nello specifico a Sharon Stone, minacciata di licenziamento dopo una richiesta più che legittima?

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Sharon Stone minacciata di licenziamento

L’attrice sessantatreenne ha raccontato tutto alla CNN. Pur non facendo il nome della produzione né del film a cui sta lavorando (sappiamo solo che le riprese si stanno girando ad Atlanta), Sharon Stone ha detto di aver chiesto che il cast e la troupe fossero tutti vaccinati. La sua richiesta non solo è caduta nel vuoto ma, come ha confessato Stone, ha rischiato di farle perdere la parte.

Le sue parole: “Andrò a lavorare prima che tutti abbiano ricevuto il vaccino? No, non ci andrò. Ho ricevuto minacce che sarei stata licenziata? Si, le ho ricevute. Perderò il lavoro se qualcuno sul set non sarà vaccinato? Sì, potrebbe succedere. Mi batterò a nome di tutti noi affinché le persone sui set siano vaccinate? Si, lo farò. Dobbiamo andare a lavorare in condizioni sicure. E queste non lo sono”.

L’indimenticabile interprete di Ginger McKenna in Casinò di Martin Scorsese ha spiegato alla CNN che la produzione le ha risposto così: “Non è necessaria la vaccinazione obbligatoria. Alcuni saranno vaccinati, per altri ci sarà il tampone”.

Sharon Stone portavoce della campagna vaccinale

Sharon Stone si sta battendo fin da subito a favore della vaccinazione. Ha pubblicamente dichiarato di avere completato il ciclo vaccinale, e non perde occasione di ribadire l’importanza dei vaccini.

L’attrice ha conosciuto da vicino gli effetti della pandemia: la nonna e la madrina sono morte a causa del Coronavirus, e sua sorella una volta contratto il morbo ha avuto un decorso piuttosto difficile.

“Capisco la paura delle persone e capisco quanto sia difficile perché anch’io ho perso qualcuno a cui tenevo molto. La salute di mia sorella, affetta da lupus è molto peggiorata quando ha contratto il Covid 19. Per questo è importante vaccinarsi.”

Pochi giorni prima dell’intervista alla CNN, in un video in cui annunciava la propria candidatura al consiglio di amministrazione del sindacato SAG-AFTRA (che tutela le figure del mondo dello spettacolo), Sharon Stone ha detto di aver perso la propria assicurazione sanitaria, dopo 43 anni di attività, a causa della pandemia.

L’esempio di Sean Penn

La richiesta di Sharon Stone, minacciata di licenziamento per aver preteso la vaccinazione di set e troupe, arriva a pochi giorni da quella di un altro personaggio simbolo di Hollywood: Sean Penn.

Il grande attore e regista, a differenza della Stone, ha esplicitato il set in cui è coinvolto: la serie TV Gaslit. Penn ha detto che avrebbe abbandonato le riprese finché tutte le persone coinvolte non sarebbero state vaccinate.

Nel suo caso, la Nbc Universal richiede il vaccino solo ai membri del cast e a chi entra a diretto contatto con loro (cioè chi lavora nella zona A, come vedremo più avanti).

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La posizione di Eric Clapton

Anche dai personaggi dello spettacolo arrivano le più svariate posizioni nei confronti della vaccinazione. Ha ad esempio fatto scalpore la recente dichiarazione del grande chitarrista britannico Eric Clapton. Il quale ha fatto sapere che non suonerà “su nessun palco dove si discrimina il pubblico presente”. Ovvero, dove entra solo chi in possesso di green pass.

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Netflix e gli altri studios

È recente un accordo tra i principali studios americani e i sindacati di categoria, valevole sino al prossimo 30 settembre. I produttori, in virtù di questo accordo, potranno obbligare a vaccinarsi sia il cast sia la troupe della zona A. Per zona A si intende quella dove il cast e la troupe lavorano a stretto contatto e spesso senza l’uso di dispositivi di protezione.

Come abbiamo segnalato in un altro articolo, anche Netflix imporrà il vaccino a chiunque lavori in zona A, in tutte le produzioni dell’azienda. Con alcune eccezioni (una delle quali risuona curiosa) per motivi di età, medici o religiosi.

La decisione di Netflix segue quelle di Google e Facebook, che richiederanno ai loro dipendenti di essere vaccinati per tornare in ufficio. Intanto il presidente americano Biden sta vagliando l’ipotesi di inserire l’obbligo vaccinale per i dipendenti federali.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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