fbpx

Tecnologia ed editoria: intervista a Giulia Ichino

C’è un binomio al quale è difficile che la gente pensi: tecnologia ed editoria. Effettivamente, a primo impatto l’editoria appare estranea al meteorite cybernetico che si è schiantato, ormai già da qualche anno, su ogni ambito della vita quotidiana. Certo, magari uno scrittore del giorno d’oggi usa il computer per dar vita alle sue storie, […]


ebookC'è un binomio al quale è difficile che la gente pensi: tecnologia ed editoria.
Effettivamente, a primo impatto l'editoria appare estranea al meteorite cybernetico che si è schiantato, ormai già da qualche anno, su ogni ambito della vita quotidiana. Certo, magari uno scrittore del giorno d'oggi usa il computer per dar vita alle sue storie, per poi mandarle all'agente letterario via e-mail; ma il fulcro dell'editoria, il libro, è sempre uguale, cartaceo e immobile, stampato con cura e dal classico profumo di carta.
Eppure, contro ogni previsione e ipotesi, la tecnologia ha travolto il mondo editoriale, sconvolgendone anche alcuni tra gli aspetti più impensabili. L'idea mi rende curiosa: così tanto che, per soddisfare la mia sete di sapere, ho partecipato ad un incontro sul tema dell'editoria con ospite Giulia Ichino, editor per la casa editrice Mondadori, alla quale ho posto qualche domanda a proposito.

TechPrincess_GiuliaIchinoTP: In che modo Internet e il passaparola in rete stanno cambiando il mondo dell'editoria?
Ichino: Lo stanno cambiando tanto quanto stanno cambiando tutto il mondo di condivisione della conoscenza, dell'informazione e dei prodotti, cioè in modo radicale. E' una vera rivoluzione: da un lato più democratica, nel senso che tutti hanno diritto di parola, e dall'altro con gli aspetti però deteriori della democrazia diretta, per cui chiunque può commentare e distruggere qualunque cosa. Tra l'altro, noi notiamo che è più frequente che scrivano commenti i lettori che hanno opinioni negative, mentre chi apprezza spesso non si prende la briga di manifestare il proprio entusiasmo. Comunque, Internet è un luogo strepitosamente veloce, in particolare per quanto riguarda alcuni tipi di pubblico: ad esempio, l'abbiamo riscontrato in tutto il pubblico degli “young adults”, cioè dei giovani adulti, e anche nei fenomeni della letteratura rosa, che coinvolgono signore che spesso, per varie ragioni, probabilmente si vergognerebbero di dibattere in pubblico sulle loro letture. Per chi non ha facilmente occasioni di dibattito e di scambio diretto, quindi, la rete diventa un luogo dove incontrarsi e dar vita ad un fantastico passaparola.

TP: Quindi viene influenzato non solo il mondo della critica, ma anche il mondo delle vendite?
Ichino: Sì, senza dubbio. Direi persino in pari misura.

TP: E il mondo delle vendite quanto è stato influenzato dall'avvento dell'e-book?
Ichino: In realtà, in Italia il mercato dell'e-book è ancora percentualmente molto piccolo: è in costante aumento, ma è contenuto, perché in Italia sono ancora pochi i lettori che possiedono un device di lettura. Quindi i numeri del mercato dell'e-book sono piccoli, nel senso che le case editrici non si reggerebbero solo grazie a questo. Sono però sono in crescita continua , così come il catalogo di libri disponibili in formato e-book. Sempre di più, chi oggi compra un tablet per leggere, può accedere a libri pubblicati, a classici che vengono digitalizzati e a tanto altro.

TP: Il modo di scrivere del giorno d'oggi, secondo lei, è stato influenzato da come si scrive e si parla grazie ai device di comunicazione?
Ichino: Assolutamente sì, perché tutti noi oggi tendiamo ad abituarci a tempi di lettura più brevi. Ci informiamo, leggiamo articoli su Internet, ascoltiamo spezzoni parlati anche solo in podcast, ovunque e in qualunque momento della giornata. Quindi ci abituiamo a leggere e ad assumere contenuti di vari tipi e in forme più veloci e concentrate, oltre che a produrre continuamente testi: tutti noi mandiamo e-mail e sms in continuazione e nelle più varie forme. Sicuramente questo, anche a livello stilistico, ha un riscontro negli scrittori del giorno d'oggi. Poi comunque è chiaro che i grandi archetipi della narrativa e le opere letterarie più notevoli si producono sempre in solitudine e con originalità assoluta, e quindi quelle no, non sono influenzate dalle tendenze del momento.

TP: Quindi, tirando le somme, la tecnologia per l'editoria è stata un bene o un male?
Ichino: Io direi in senso assoluto un bene, anche perché è un progresso inarrestabile e sarebbe difficile tirarsi fuori. Sicuramente è tutto molto più veloce, e questo purtroppo implica che spesso sia molto più superficiale, ma per altri versi rende l'editoria incredibilmente più vitale e democratica. Credo che questo sia il grande tema di tutta questa nostra era cybernetica: il fatto che la velocità possa andare a discapito della qualità dell'attenzione, fornendo però allo stesso tempo delle possibilità incredibili di novità e di ossigeno per la mente.


Martina Ghiringhelli
Studentessa di Linguaggi dei Media con la passione per le notizie strane (e spesso inutili). Gamer da sempre, ricorda lunghe sessioni di Tetris alla tenera età di sei anni. Ama ciecamente tutto ciò che è geek o viene dal Giappone e legge qualsiasi cosa, dalle etichette dello shampoo a Game of Thrones.