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Recensione Tetris Effect, tetramini in realtà virtuale

Dall'autore di Lumines arriva una delle più convincenti rivisitazioni di Tetris, se non la migliore in assoluto.

Tetris è un titolo che non ha certamente bisogno di presentazioni. Sono passati ben 34 anni dalla creazione del puzzle game russo, tre decenni in cui abbiamo assistito a numerose reinterpretazioni del classico ideato da Alexey Pajitnov. Per un motivo o per un altro, la maggior parte di tali rivisitazioni non ha mai convinto a pieno i veterani del rompicapo, sarà per questo motivo che l’annuncio di Tetris Effect aveva lasciato interdetti non pochi giocatori.

Eppure è bastato un nome per rasserenare gli astanti: Tetsuya Mizuguchi. È stato il game designer giapponese a realizzare l’‘Effetto Tetris‘ in esclusiva per PlayStation 4, con l’intento di implementare la sempre ipnotica formula gameplay del Tetris originale all’interno di una sorprendente esperienza sensoriale. In questo caso, il supporto a PlayStation VR si è dimostrato ben più che una mera modalità opzionale e rappresenta bensì un’irripetibile occasione per lasciarsi catturare da un comparto musicale ammaliante… e dagli immancabili tetramini.

Tetris Effect: la nona sinfonia di Mizuguchi

A proposito di Mizuguchi-san, il fondatore di Enhance Games aveva dimostrato il suo grande interesse per la progettazione di un Tetris già nei primi anni 2000, ma gli ambiziosi piani del visionario ex-SEGA si sono scontrati con Electronic Arts, che all’epoca controllava la licenza del titolo per la creazione di nuovi giochi. Fu così che il game designer si ritrovò ‘costretto’ a ideare il suo originale puzzle game, tale Lumines, ad oggi uno dei titoli handheld (PSP) più acclamati di sempre.

Il buon Tetsuya ha potuto realizzare il suo sogno solo dopo aver trattenuto una lunga e piacevole conversazione con Henk Rogers, fondatore della Tetris Company. Così, dopo circa sei anni di produzione, nasce Tetris Effect, un titolo che si potrebbe banalmente riassumere come il naturale risultato della fusione tra l’evergreen di Pajitnov e il suddetto Lumines: un’esperienza che metterà in moto il cervello dei giocatori, andando a stimolare vista e udito attraverso sorprendenti spettacoli particellari e variegati arrangiamenti di stampo elettronico.

Dopo aver avviato il titolo sulla nostra PS4 Pro, ci siamo catapultati nella prima delle due modalità di gioco disponibili: Journey. Il viaggio propostoci dal team di Enhance si compone di 27 differenti stage, distribuiti a loro volta in sette differenti ‘aeree’. Questi livelli vedranno al centro dello schermo il tradizionale pozzo bidimensionale in cui pioveranno i tetramini, nello stesso identico modo con cui potevano essere controllati nell’incarnazione originale di Tetris.

Le prime, vere novità appariranno invece sullo sfondo: quando i tetramini toccheranno il fondo del pozzo, lo stage comincerà a prendere vita, sorprendendoci con effetti luminescenti che andranno a vivacizzare le silhouette di animali, elementi naturali e artificiali o particolari figure astratte.

Tetris Effect

In ogni caso, ciascun livello si distinguerà per un determinato tema estetico e musicale, il quale verrà richiamato anche dalle forme degli stessi tetramini e dai suoni che essi emetteranno quando influenzeremo il loro movimento: vi ritroverete così a nuotare nei ‘silenziosi’ fondali marini, ad ascoltare la rasserenante melodia composta dai mulini a vento e ad esibirci in un’energica danza rituale; pensate, avrete persino modo di sbarcare sulla Luna.

Tutto ciò si traduce in un emozionante gioco di luci e colori, che apparirà straordinario sia in modalità 2D – magari sfruttando il supporto alla risoluzione 4K nativa su PS4 Pro – sia in tre dimensioni con PlayStation VR. In quest’ultimo caso dovremo rinunciare a una piccola dose di dettaglio, ma solo indossando il visore di realtà virtuale potremo permettere a Tetris Effect di investirci con i suoi splendidi ologrammi; meglio ancora, a questo punto, se affiancheremo all’esperienza VR un buon paio di cuffie.

Deduciamo che il lavoro svolto da Enhance non abbia intaccato in alcun modo l’esperienza brevettata da Pajitnov e colleghi, eppure il trattamento ‘Effect’ non si manifesta solo sul fronte audiovisivo. Abbiamo infatti familiarizzato con una meccanica di gioco inedita, la cosiddetta Zona, il cui indicatore si caricherà ogniqualvòlta combineremo i tetramini in una o più linee. Solo dopo aver messo a segno un’ingente dose di combo potremo innescare la Zona: questa congelerà il tempo per permetterci di ottenere facilmente delle linee complete e, magari, ottenere l’agognata combo Decahexatris.

tetris effect

Questo gradito bonus movimenterà senz’altro le partite di novizi e veterani di Tetris, ma i giocatori avranno a disposizione anche una seconda modalità di gioco dove poter sperimentare le proprie abilità e, soprattutto, dove lasciarsi trasportare dagli incantevoli artifizi incandescenti. Parliamo allora della modalità Effect – perdonate la ripetitività – che ci consentirà di metterci alla prova in differenti categorie di livelli: di queste ne contiamo ben 15, suddivise in playlist tematiche (Mare, Vento, Mondo), maratone e stage basati sullo stato d’animo del giocatore.

La modalità Effect si è dimostrata un eccellente pretesto per far pratica con le meccaniche originali di Tetris e con la nuova Zona, in modo da poter affrontare Journey anche ai livelli di difficoltà più elevati. L’utilizzo migliore che ne abbiamo fatto combacia però con la Maratona Relax, in cui ci siamo fatti cullare dalle note musicali – che toccano i più svariati generi – e dalle appaganti combinazioni di tetramini, senza dover temere il Game Over. Da non ignorare Mistero, playlist che prevederà invece degli effetti casuali (positivi e negativi) che altereranno sensibilmente l’andamento della partita.

Non aspettatevi una modalità multiplayer, né online né in locale. L’unica feature legata all’ambito competitivo si rispecchia nella Classifica globale che raccoglierà i migliori punteggi degli utenti connessi alla rete. A tal proposito, la modalità Effect include anche Orbita, attraverso cui potremo esplorare il pianeta Terra e incontrare gli avatar degli altri giocatori di Tetris Effect.

Un miracolo sensoriale

tetris effect

Mizuguchi e co. hanno fatto centro. Tetris Effect è tutto ciò che un qualsiasi fan del celebre rompicapo non si aspetterebbe: una nuova iterazione che riesce a preservare la tradizionale formula di gioco e, allo stesso tempo, a combinarla con un comparto visivo e sonoro semplicemente ineccepibile.

Sia chiaro, l’esclusiva per PlayStation 4 non è solo un titolo bello da vedere e da ascoltare: l’opera di Enhance Games non rinuncia ad un paio di implementazioni al fine di migliorare ulteriormente la formula di cui sopra. Le aggiunte di cui si arricchisce il gioco fanno sì che questo risulti anche divertente da giocare e soddisfacente quanto basta per far felici sia i fan di vecchia data che i giocatori che si avvicinano per la prima volta all’intramontabile rompicapo.

Mettendo da parte l’assenza di una componente PvP, il vero neo di questa produzione può essere individuato nel suo prezzo: 40 euro (circa) potrebbero non essere pochi per chi avrà intenzione di acquistare il gioco in formato fisico o digitale, ma la mole di contenuti e la relativa varietà potrebbero giustificare anche tale cifra – occhio comunque alle solite promozioni del PlayStation Store.

Tetris Effect sembra nato per PlayStation VR, e viceversa. Il livello d’immersività ottenibile con il visore regalerà momenti di grande stupore ai possessori dell’headset, ma nulla vieta ai più tradizionalisti di restare estasiati alla vista delle animazioni che coloreranno gli schermi dei nostri televisori, 4K o meno. Appassionati di puzzle o meno, fatevi un favore e appropriatevi di questo piccolo tesoro.

  • Formula di gioco inalterata
  • Puro spettacolo audiovisivo
  • Fattore rigiocabilità elevato
  • Multiplayer del tutto assente
  • Prezzo leggermente alto
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Pasquale Fusco

A metà strada tra un nerd e un geek, appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e hi-tech. Scrivo di questo e molto altro ancora, cercando di dare un senso alla mia laurea in Scienze della Comunicazione e alla mia collezione di Funko Pop.
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