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Twitter lascia scegliere chi può rispondere ai tweet

Anche dopo aver inviato il cinguettio potete cambiare le opzioni di risposta

Twitter implementa una nuova funzione che lascia decidere agli utenti chi può rispondere ai propri tweet, anche dopo averli inviati. Questa decisione permette di mantenere il più civile possibile i propri cinguettii inviati sulla piattaforma, evitando possibili confronti problematici.

Twitter permette di scegliere chi può rispondere ai tweet

Nell’ultimo anno Twitter ha fornito agli utenti dei nuovi modi per gestire i commenti ai propri tweet, in modo da poter bloccare sul nascere chi twitta solo per creare scalpore o con l’intento di insultare e ferire gli altri. Ora la piattaforma va un passo oltre e permette di gestire la propria sessione commenti sotto i tweet in maniera efficace, in modo da mantenere il discorso il più civile possibile.

Da oggi potete infatti scegliere chi può rispondere ai vostri tweet in maniera molto semplice. Basta toccare i tre puntini in alto a destra rispetto alla sezione commenti dei tweet e selezionare “Cambia chi può rispondere”.

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Ad agosto dell’anno scorso la piattaforma aveva dato la possibilità di scegliere chi poteva rispondere ai tweet, dopo una lunga fase sperimentale. Però si poteva decidere solo prima del tweet, con il risultato che molte persone dimenticavano di farlo e non usavano la funzionalità. Con questa nuova possibilità invece dovrebbe essere possibile anche cambiare le impostazioni dopo aver twittato. In questo modo se un tweet pensato per il vostro gruppo di amici riceve attenzioni indesiderate potete limitare le risposte solo alle persone che vi seguono o solo alle persone menzionate.

Questa scelta punta a “migliorare la salute del discorso pubblico, un obiettivo che il CEO di Twitter ha fatto esplicitamente proprio. Infatti Jack Dorsey è arrivato a dire davanti al Senato USA che questo è l’obiettivo principale per il futuro di Twitter.

Questa nuova possibilità potrebbe come sempre avere anche ripercussioni negative, che limitano la pubblica discussione su temi importanti. Ma non si tratta di trovare una soluzione perfetta, quanto di trovare un bilanciamento fra la liberta d’espressione e limitare gli abusi online. Per capire se questa tattica funzionare, dovremo vederne l’effetto nei prossimi mesi. Sempre che un numero sufficiente di persone ricordi di farlo.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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