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Il capo della NASA e gli Ufo: “Siamo soli nell’Universo? Non credo”

Clamorosa dichiarazione dell’amministratore della NASA Bill Nelson, che potrebbe fare luce su un recentissimo rapporto del Pentagono

L’ultima, clamorosa dichiarazione sugli Ufo proviene dalla NASA. O meglio, dal suo uomo più alto in grado. Stiamo parlando dell’ex astronauta Bill Nelson, amministratore della National Aeronautics and Space Administration da quest’anno, per volontà del neoeletto presidente americano Joe Biden.

Nelson, in estrema sintesi, avrebbe detto di non credere all’idea che l’uomo sia solo nell’Universo.

Parole eclatanti, visto il ruolo ricoperto da Nelson. E che fanno guardare con occhi diversi agli esiti di un recentissimo report del Pentagono.

Vediamo cosa ha detto l’amministratore della NASA sugli Ufo, e scopriamo invece quali sono stati i risultati del rapporto voluto dal Pentagono sugli oggetti aerei non identificati.

L’amministratore NASA e gli Ufo

Se l’amministratore della NASA parla degli Ufo, e lo fa con una dichiarazione largamente possibilista, la cosa non va affatto sottovalutata.

Anche se dal tono delle sue parole si può intendere che Nelson abbia parlato a titolo personale, a farlo non è esattamente un cittadino qualunque, le cui opinioni possono magari fondarsi solo sull’emotività, o nella migliore delle ipotesi su un’infarinatura di conoscenze specifiche.

Qui stiamo parlando dell’individuo a capo dell’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale e della ricerca aerospaziale degli Stati Uniti d’America.

Nessuna dichiarazione di Nelson che riguardi la carica che ricopre può essere stata fatta con ingenuità o svagatezza. Ma scopriamo che cosa ha detto il numero uno della NASA.

Bill Nelson nasa ufo

Cosa ha detto Bill Nelson

In un’intervista rilasciata domenica 20 giugno alla CNN riguardo al report del Pentagono (su cui torneremo), Bill Nelson non ha esitato a sbilanciarsi. L’amministratore della NASA ha infatti detto: “La mia sensazione è che ci sia chiaramente qualcosa lì. Potrebbe non essere necessariamente extraterrestre, ma se è una tecnologia che hanno alcuni dei nostri avversari, allora è meglio che ci preoccupiamo”.

Nelson ha poi mantenuto un tono vago, rivolgendosi all’intervistatrice della CNN: “Ricorda, l’universo è così grande. Abbiamo un programma della NASA chiamato Search for Extraterrestrial Intelligence. Ma finora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da qualcosa di intelligente”.

Ma poi, quando sembrava che la dichiarazione iniziale fosse già smorzata, ecco arrivare un’opinione inattesa: “Siamo soli? Personalmente non credo che lo siamo. L’universo è così grande. Sono passati 13 miliardi e mezzo di anni fa quando è iniziato l’universo. Le persone sono affamate di questo tipo di informazioni e continueranno a cercare”.

Le parole dell’amministratore della NASA sugli Ufo potrebbero far interpretare in modo differente il freschissimo rapporto del Pentagono sugli unidentified flying object.

Cosa dice questo report?

Il rapporto del Pentagono sugli Ufo

L’imponente indagine del Pentagono ha preso in considerazione 144 oggetti volanti non identificati apparsi dal 2004 a oggi. O meglio, avvistati da piloti dell’aeronautica Usa.

Il rapporto, i cui esiti sono stati anticipati dal New York Times, conduce essenzialmente a due risultati.

Il primo è che nessuno degli oggetti, o dei fenomeni, osservati dai militari nel corso di diciassette anni proviene dalla tecnologia statunitense.

Il secondo esito del report è che non ci sono sufficienti prove per poter affermare che uno o più degli avvistamenti possa riguardare una qualche tecnologia extraterrestre.

E qui, a voler essere maliziosi, risulta chiaro come ci troviamo davanti a una non-risposta. Se non c’è nessuna certezza sul fatto che non si tratti di materiale di provenienza extraterrestre, non c’è nemmeno la sicurezza del contrario. Perché in questo caso nei risultati si sarebbe parlato apertamente di una provenienza non aliena di ciò che è stato avvistato.

È forse proprio questa aleatorietà che l’amministratore della NASA Bill Nelson ha voluto scuotere con la sua dichiarazione alla CNN.

nasa ufo

I numeri del report USA

Più in dettaglio, il rapporto del pentagono ci dice che 143 dei 144 episodi di avvistamento restano senza spiegazione. 21 di questi fenomeni potrebbero essere ricondotti a sperimentazioni di Russia, Cina o altri Paesi dotati di tecnologia ipersonica.

“Dai 144 casi non ci sono indicazioni chiare che esista una spiegazione non terrestre per giustificarli, ma andremo dove i dati ci porteranno”. Questo il commento di un funzionario del Pentagono.

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Un’ambiguità affascinante

Questi risultati poco chiari sono musica per le orecchie di chi crede (o spera) nell’esistenza di forme di vita extraterrestri.

Ricordiamo inoltre che, al di là degli esiti tutto fuorché definitivi, ci troviamo davanti a una clamorosa prima volta. Mai, infatti, il Governo americano aveva ammesso così candidamente l’esistenza di un numero elevato di avvistamenti di cui non si conosce la provenienza.

Aggiungiamo una considerazione non banale: si tratta di avvistamenti a opera di militari professionisti americani. Persone, dunque, esperte, e (ci auguriamo) poco avvezze alle suggestioni. I numeri degli avvistamenti di persone comuni è pressoché incalcolabile.

E adesso, ad aggiungere fascino al fascino, è arrivata la dichiarazione del capo della NASA sugli Ufo. E se davvero lassù qualcuno ci guardasse?

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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