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Visitare Palazzo Farnese è più facile con IMApp, la tecnologia al servizio della cultura

Non c'è azione, al giorno d'oggi, che non si possa compiere con un'app: ora è possibile persino farsi guidare nella visita ai Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza.

Ieri, 16 settembre, si è tenuta proprio a Palazzo Farnese la presentazione ufficiale di IMApp, l'innovativa tecnologia che interagisce con gli smartphone permettendo al visitatore di avere la guida del museo letteralmente a portata di mano. Sfruttando i beacon, ovvero dei piccoli dispositivi Bluetooth con un raggio d'azione di 70 metri, IMApp invia alle apposite app per iOS e Android notifiche e informazioni, ogni qualvolta il dispositivo interessato entri nella zona coperta dal segnale emesso dal beacon. iBeacon – questo il nome ufficiale della tecnologia – si serve del Bluetooth 4.0, installato sui dispositivi iOS dall'iPhone 4s in su e sui dispositivi Android che montino almeno Android 4.3 JellyBean: se lo smartphone che si possiede non dovesse avere queste caratteristiche, i beacon vengono sostituiti da un comodo QR code posto sotto l'opera d'arte interessata, che può essere letto sempre tramite l'App apposita.

IMApp, a dispetto del nome che sta per "Indoor Mobility App", non è una vera e propria applicazione per smartphone, ma una tecnologia che si connette con quelle create ad hoc per il luogo che si vuole visitare. Nel caso di Palazzo Farnese, l'app contiene una mappa interattiva della pinacoteca, che segna con pallini rossi le diverse opere d'arte. Grazie alla mappa è impossibile perdersi, ed è impossibile anche perdersi un quadro che per un motivo o per l'altro si voglia vedere: basta cercarlo nel database – per artista o per opera - per far comparire il percorso tra la posizione in cui ci si trova e quella in cui si trova il dipinto interessato. Con un tap sul pallino rappresentante il quadro cui ci si trova di fronte, invece, si ottengono informazioni riguardo l'autore e la storia, che è possibile leggere da sé o ascoltare come si fa con un'audioguida.

Proprio l'audioguida è la tecnologia che IMApp intende migliorare: l'esperienza con un simile device non  si limita al solo museo, nel senso che alla fine della visita non va  restituito, IMApp si può portare sempre con sé, essendo  installata sullo smartphone personale. Ciò è utile per pianificare ad esempio il proprio percorso al museo, appuntando tra i preferiti alcune opere particolari direttamente da casa, o per avere comunque la possibilità di sapere nel dettaglio cosa si sta per andare a visitare. Da un punto di vista strettamente pratico, inoltre, IMApp permette al gestore della struttura di risparmiare: in denaro sui costi di manutenzione e gestione hardware delle audioguide, ma anche in tempo, perché, in caso ad esempio di un aggiornamento, le informazioni trasmesse dai beacon possono essere modificate in maniera molto semplice e veloce.

L'azienda che ha dato vita a IMApp si chiama Ultraviolet App ed è tutta italiana. Marco Boeri, CEO e fondatore dell'azienda, dice di aver tratto ispirazione per IMApp da una visita al Louvre di Parigi: una volta entrato e trovatosi davanti ad una piantina tanto immensa quanto impossibile da maneggiare senza perdersi nella struttura, ha pensato di creare una guida interattiva che potesse essere completa e immediata nell'utilizzo. I Musei Civici di Palazzo Farnese sono il primo museo italiano – e tra i primi cinque in Europa – a munirsi di questa tecnologia: molto probabilmente, data l'estrema utilità e maneggevolezza dell'applicazione, non sarà l'ultimo. Ultraviolet App non esclude poi dal futuro di IMApp la possibilità di collaborare con altre strutture come ospedali, università o centri commerciali, nelle quali è utile avere a disposizione una mappa interattiva per cercare stanze, aule o negozi senza perdere tempo o andare per tentativi.

Che dire: grazie alla tecnologia, ogni giorno, sempre di più, abbiamo davvero il mondo nelle nostre tasche.

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Martina Ghiringhelli

Studentessa di Linguaggi dei Media con la passione per le notizie strane (e spesso inutili). Gamer da sempre, ricorda lunghe sessioni di Tetris alla tenera età di sei anni. Ama ciecamente tutto ciò che è geek o viene dal Giappone e legge qualsiasi cosa, dalle etichette dello shampoo a Game of Thrones.
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