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In Guida Galattica per Autostoppisti i protagonisti si mettono nell’orecchio il minuscolo Pesce di Babele, che si ciba di onde celebrali e rilascia traduzioni perfette in qualunque lingua nell’universo. In questa recensione vi vogliamo raccontare di un dispositivo forse meno ambizioso ma decisamente più igienico, un traduttore da indossare all’orecchio per capire fino a 64 lingue: Vasco Translator E1. Questo auricolare permette di avere sempre a disposizione un servizio di traduzione simultanea senza necessita di abbonamenti, in modo da abbattere tutte le barriere linguistiche. Lo abbiamo testato sia abbinandolo a uno smartphone che in combinazione con il Vasco Translator V4 (che avevamo testato qualche anno fa), portandolo con noi in qualche viaggio di lavoro e “giocandoci” a casa per ripassare le poche lingue che conosciamo. Non è un dispositivo per tutti — ma è davvero interessante. Tanto che vogliamo raccontarvelo nel dettaglio (in italiano, non vi preoccupate).
La nostra recensione di Vasco Translator E1
Studiare e comprendere le lingue ha un valore enorme. Non solo per chiedere informazioni sulle attrazioni turistiche in vacanza e per rispondere a una email in inglese al lavoro. Capire una lingua significa apprendere un elemento fondamentale di una cultura; guardare film e leggere libri in lingua originale ci fa capire le storie su un livello superiore. Ma, realisticamente, non possiamo conoscere tutte le lingue del mondo. E dobbiamo comunque avere l’esigenze di farci capire, anche senza immergerci completamente nella cultura del nostro interlocutore.
Vasco Electronics prova semplificare questo processo dal 2008, e già in passato abbiamo avuto modo di utilizzare alcuni loro prodotti. Il Vasco Translator E1, però, è qualcosa di diverso. Si tratta di un auricolare progettato specificamente per la traduzione simultanea. E soprattutto a chi lavora con l’estero (oppure ha parenti o amici che parlano un’altra lingua), potrebbe risolvere più di un problema. Ma vale davvero la pena fare questo investimento? Vi aiutiamo a capirlo in questa recensione di Vasco Translator E1.
Design e packaging
Vasco Translator E1 è un “semplice auricolare” nella miglior accezione possibile del termine. L’archetto che passa dietro l’orecchio ha una presa solida, e il design “open-ear” posiziona gli speaker direttamente davanti l’orecchio — ma senza entrare nel canale del timpano. Questo rende più semplice restare cosciente dei rumori ambientali e, soprattutto, aumenta l’igiene: tocca solo la parte più esterna dell’orecchio. Sono costruiti in solida plastica (facile anche da igienizzare con dell’alcol all’occorrenza) e pesano solamente 12,5 grammi. Non sono numeri da piccola cuffia in-ear, ma restano ottimi per un auricolare “da lavoro”.
All’interno, l’auricolare oltre allo speaker ha anche un pulsante in gomma morbida. Quando vorrete tradurre, basta cliccare una volta l’esterno dell’auricolare e il pulsante premerà sul vostro orecchio, attivandosi e facendo partire l’ascolto. E lo fa senza darvi particolare fastidio.
Nella confezione trovate due auricolari destri: servono a voi e al vostro interlocutore. Ognuno ha il suo caricabatterie, ma solo uno dei due ha una porta USB-C per la ricarica. Per caricare entrambi, però, basta unirli mettendoli uno sopra l’altro, a conchiglia. Questo rende anche più semplice portarle con voi nello zaino o in borsa (sono forse un po’ troppo grandi per tenerli in tasca).
Recensione Vasco Translator E1: semplici da usare
Una volta caricati gli auricolari, utilizzarli risulta piuttosto semplice. Basta scaricare l’app per smartphone Vasco Connect (più tardi spiegheremo come usarli con Vasco V4) e abbinare con il Bluetooth gli auricolari premendo i due pulsanti del volume che trovate di lato. Potete abbinare fino a 10 traduttori E1 contemporaneamente. Per ognuno, potete scegliere la lingua di partenza (quella che parla e comprende la persona che indosserà l’auricolare) e un colore del LED per rendere più semplice riconoscerli.
Si possono scegliere fino a 51 lingue su smartphone (che diventano 64 con Vasco V4), ma tenete presente che alcune sono varianti regionali della stessa lingua, come l’inglese australiano e americano o lo spagnolo europeo e sudamericano.
Una volta impostati i vari auricolari, potete cliccare su “Vai alla conversazione”. Nelle impostazioni, c’è anche una comoda schermata che spiega in tutte le lingue coinvolte quello che state facendo, in modo da rendere più semplice farsi capire dall’altra persona (semplicemente mostrargli un auricolare e indicare il suo orecchio potrebbe non funziona sempre).
A questo punto, basta premere una volta sola sul vostro auricolare per poi iniziare a parlare. Potete anche fare frasi molto lunghe, il traduttore fa un ottimo lavoro nel tenere tutto aggiornato. Non appena avrete finito di parlare (il riconoscimento della pausa è automatico) inizierà la traduzione direttamente nell’orecchio dell’altra persona. Ma potete anche usare la modalità Altoparlante che emette la traduzione direttamente dallo speaker del telefono. Cosa che troviamo utile soprattutto se dovete chiedere indicazioni, o comunque avere interazioni rapide.
Qualità della traduzione e prestazioni
Il Vasco Translator E1 utilizza diversi motori di traduzione basati sull’intelligenza artificiale per garantire traduzioni precise e naturali. Tutta questa computazione, però, avviene dietro le quinte, connettendosi velocemente ai server sparsi nel mondo di Vasco per ottimizzare la latenza. Per voi, sarà una questione di meno di un secondo perché la conversazione inizi, cosa che rende molto fluido parlare. Anche perché potete continuare a guardare l’altra persona e gesticolare, a differenza di quello che fareste usando solo lo smartphone e qualche servizio online.
Come sempre per questo tipo di dispositivo, accelerare il discorso complica la traduzione. Ma i risultati erano buoni parlando a una velocità normale e senza scandire troppo le parole. Abbiamo riscontrato qualche errore nella traduzione solo usando colloquialismi e nomi propri (una nota divertente è che in spagnolo il sistema capisce “Vasco” come “Basco”, per via della pronuncia molto simile delle due parole).
Potete anche utilizzare la modalità senza tocco, che permette di tradurre rapidamente senza bisogno di toccare l’auricolare. E nei test dobbiamo dire che si è comportata piuttosto bene, anche se con qualche incomprensione in più rispetto alla modalità classica o a quella Altoparlante. Per incontri di lavoro e riunioni importanti, forse meglio restare su quella classica (anche perché semplifica l’attendere il proprio turno per parlare).
Funzionalità aggiuntive (con Vasco V4)
Con il Vasco Translator V4 il processo di abbinamento è altrettanto semplice. Basta cliccare “Auricolari” nel traduttore per abbinare con il Bluetooth fino a 10 auricolari (il dispositivo sembra basato su Android, quindi il processo è stabile e rapido). Questa integrazione porta un numero maggiore di lingue (fino a 64), ma il vero vantaggio per chi lavora è avere una connessione internet gratuita tramite la SIM integrata nel V4 in tutto il mondo.
I tempi di risposta ci sono sembrati molto simili e l’accuratezza pressoché identica. Il vantaggio è che il traduttore ha anche funzionalità in più, come la fotocamera per tradurre i testi. Ma diciamo che se vi serve E1 solo per le riunioni di lavoro in ufficio (dove il Wi-Fi c’è quasi sempre), lo smartphone fa già ottimamente il suo lavoro con l’auricolare.
Autonomia più che sufficiente
Gli auricolari offrono un’autonomia fino a 10 giorni in standby e circa 3 ore di uso continuo ciascuno. La ricarica completa richiede meno di due ore. All’interno della confezione trovate anche un caricabatterie, ma essendo la porta USB-C potete utilizzare il caricabatterie di qualsiasi smartphone moderno. Questo rende decisamente più comodo portarlo con voi: la custodia di ricarica (per entrambi) pesa meno di 100 grammi.
Recensione Vasco Translator E1: vale la pena?
Durante il periodo di questa recensione abbiamo fatto viaggi verso Paesi di cui comprendiamo (almeno un po’) la lingua, cosa che ci ha permesso di testare Vasco Translator E1 in maniera “sicura” per il lavoro. Abbiamo chiesto a persone a Madrid e a Parigi di avere una piccola conversazione con noi, parlando anche di questioni tecniche. Il risultato ci ha stupito in positivo. Non tanto nell’accuratezza della traduzione — qualche errore minore c’è stato. Ma per la grande naturalezza con cui procede il discorso. Rispetto a usare Vasco Translator V4 da solo, o lo smartphone collegato a qualche altro servizio online, il piacere di guardarsi negli occhi e gesticolare liberamente (essenziale per noi italiani).
Noi amiamo provare a spiccicare qualche parola nella lingua del posto, sicuri che in caso di necessità nel nostro campo di lavoro si possa sempre ripiegare sull’inglese. Ma se avete spesso relazioni lavorative all’estero, potrebbe fare la differenza per chiudere un contratto: parlare in maniera naturale permette di esprimersi meglio ed entrare più in empatia. A maggior ragione, diventano molto comodo per chi ha relazioni d’affetto o famigliari con persone che parlano un’altra lingua. La breve attesa durante il discorso impatta poco sulla fluidità di guardarsi in faccia.
Per queste persone, spendere 399 euro per questo dispositivo (per la coppia di auricolari destri) potrebbe essere un investimento intelligente. Soprattutto perché, sebbene il prezzo sia abbastanza elevato, non richiede un abbonamento per usarlo. Il prezzo però raddoppia se volete comprare anche V4 — conviene solo se lavorate in zone dove i costi di roaming e connettività sono elevati (o dove l’accesso internet è limitato con SIM straniere).
Non siamo ancora al livello del Pesce di Babele, ma Vasco Translator E1 ci sembra il modo più semplice per gestire una traduzione simultanea.
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Ultimo aggiornamento 2025-02-26 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API