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Braun, la depilazione oltre gli stereotipi: scegliere il proprio stile senza paura di giudizi

Si rileva che uno dei principali aspetti che ancora oggi emerge nelle donne è la rinuncia a causa dei peli ad attività significative come andare dal medico.

In una realtà in cui spesso si è circondati da immagini che seguono gli standard e in cui i social network dettano il più delle volte i canoni di bellezza, esprimere se stessi diventa sempre più complicato. Spogliarsi dei filtri e mostrare la propria identità più autentica rappresenta oggi un vero e proprio atto di coraggio e consapevolezza. In questo contesto, si inserisce Braun, leader e innovatore del settore della depilazione, da sempre attento alla tematica e all’ascolto del consumatore in merito ai propri bisogni ed esigenze, e lo fa indagando più in profondità la tematica della depilazione da un punto di vista psicologico in relazione all’espressione di sé e alle motivazioni alla base di ogni scelta rispetto a questo argomento. 

Braun, la riflessione sulla depilazione

Questa indagine è partita da una ricerca sulla relazione delle donne italiane con la depilazione realizzata dall’Istituto di Ricerca Sociale e di Marketing Eumetra e grazie al contributo della psicologa Ilaria Albanoesperta di benessere, divulgazione scientifica ed empowerment che ne ha commentato i dati.

Si rileva che uno dei principali aspetti che ancora oggi emerge nelle donne è la rinuncia a causa dei peli ad attività significative come andare dal medico (lo fa ben 1 donna su 4) o avere rapporti intimi (oltre 1 su 5). Infatti, il campione intervistato dichiara di percepire la depilazione come un’imposizione per sé o aspettativa sociale, e ciò viene registrato anche nel gruppo di rispondenti che la considera una beauty routine o coccola.

Braun, la riflessione sulla depilazione: il contributo della psicologa Ilaria Albano

Da un punto di vista psicologico, spiega la dottoressa Albano, quando ci imponiamo di fare qualcosa per obbligo, a partire dal rapporto col cibo, con lo sport, con tutto ciò che da piacevole diventa obbligatorio, stiamo perdendo di vista la nostra dimensione del piacere. Questo carica la persona di un forte senso di inadeguatezza e frustrazione, generando un sentimento di vergogna da cui scaturisce la rinuncia. Inevitabilmente, questo interferisce con la possibilità di vivere in armonia il proprio corpo.   

Braun Infografica

Il contributo della comunità LGBTQIA+

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Un altro aspetto di particolare rilievo riguarda le evidenze che ci vengono dal campione rappresentativo della comunità LGBTQIA+, che sembra vivere il proprio rapporto con i peli in maniera meno conflittuale. Il 7% delle intervistate sceglie di non ricorrere a pratiche di rimozione dei peli, rispetto all’1% del campione totale, e inoltre il 55% dichiara che la sicurezza in sé non dipende dalla depilazione (rispetto al 29% del campione base).

Anche in relazione con il partner, il 46% non si preoccupa della presenza di peli (rispetto al 26% del campione totale). Chiarisce la psicologa Ilaria Albano che la maggiore consapevolezza di  espressa dalla comunità LGBTQIA+ nasce proprio dalla necessità di entrare in contatto con il proprio corpo e instaurare fin da subito un dialogo più attento e cosciente. 

Dalla ricerca emergono una serie di segnali che sottolineano un lieve cambiamento culturale rispetto al tema della depilazione.  Il 36% dichiara che l’accettazione della donna che sceglie di non depilarsi sia in aumento, ma si rileva ancora spazio di crescita circa la naturalizzazione di questo fenomeno: basti pensare che, quando si parla di depilazione intima, solo il 16% dei rispondenti ritiene che sia accettabile non depilare la zona bikini.

Secondo la psicologa, la depilazione intima va a toccare la sfera psicologica delle scelte, in quanto profondamente legata e intrinsecamente connessa alla sfera sessuale e intima dell’individuo. È pertanto importante poter garantire libertà di scelta privandosi di giudizi. 

Dall’altra parte, il concetto di libera espressione di sé rispetto alla depilazione sembra essere in aumento nella sfera maschile, dove la percezione che sia un’abitudine in crescita riguarda l’84% delle intervistate. 

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Autore

  • Roberta Maglie

    Amante del cinema, serie tv, tecnologia e video games, mi piace approfondire la cultura pop attraverso il battere delle mie dita sulla tastiera del MacBook. La laurea in Comunicazione mi ha dato la spinta per buttarmi nel mondo del giornalismo, dandomi così l’opportunità di riflettere sui temi più disparati.

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