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Recensione Immortal Legacy: The Jade Cipher – Rabbrividire con la realtà virtuale

Immergiamoci in una nuova avventura con Immortal Legacy su PlayStation VR

Senz’ombra di dubbio il genere horror è uno dei più efficaci per quanto riguarda la realtà virtuale e la sua buona riuscita in termini di coinvolgimento e gameplay. Basti infatti pensare ai primi titoli usciti su PlayStation VR (o con supporto ad esso), quali Resident Evil 7 e Until Dawn: Rush of Blood, per capire come la realtà virtuale riesca a tranne mentalmente in inganno il giocatore fino a trascinarlo in un mondo totalmente nuovo, ingannando la sua mente fino a farlo impaurire.

Vale lo stesso discorso in questo caso per Immortal: The Jade Cipher, un’avventura horror da poco disponibile per PlayStation VR e sviluppato, fuori da ogni aspettativa, da una software house cinese, Viva Games.

Si parte all’esplorazione

Il titolo, come ormai la stragrande maggioranza degli esponenti del genere su PlayStation VR, richiede per il suo funzionamento necessariamente due controller PlayStation Move, indispensabili per controllare entrambe le mani del personaggio di cui andremo a rivestire i panni. Scelta senza dubbio ragionevole, considerando il livello di coinvolgimento richiesto da questa tipologia di titoli, oltre alle mere ragioni di gameplay. 

Chi ben comincia…

I primi momenti di gioco ci introdurranno ad un breve tutorial, progettato per prendere famigliarità coi controller e coi movimenti che andremo ad utilizzare all’interno dell’avventura del gioco vera e propria. Mireremo facendo uso del PlayStation Move, oltre che dei trigger presenti sul lato posteriore della periferica per afferrare oggetti e / o arrampicarci quando sarà necessario. Il movimento di visuale in Immortal Legacy: The Jade Cipher è continuo e non a scatti, similmente a quanto abbiamo visto in precedenza con Resident Evil 7.

Questo per forza di cose creerà alcune problematiche ai più deboli di stomaco, che si troveranno praticamente obbligati a fare brevi sessioni di gioco al fine di non incorrere in spiacevoli disagi di chinetosi. Prenderemo una pistola in mano e inizieremo quindi a mirare ai manichini, per impratichirci in vista di ciò che ci attenderà dopo. 

Benvenuti sull’isola

Ci troviamo precisamente sulla (non esattamente ridente) isola sperduta di Yingzhou: In Immortal Legacy: The Jade Cipher vestiremo i panni di Tyre, ex soldato delle forze speciali spedito in missione, a seguito della triste e poco chiara morte di sua madre. Sarà compito di Tyre, quindi, indagare su questa misteriosa morte e fare luce nell’isola, nel Triangolo del Drago, alla ricerca dell’immortalità. Immortal Legacy, essendo sviluppato da VIVA GAMES, una compagnia cinese, presenta diversi riferimenti e rimandi alla mitologia cinese. Ritroviamo infatti un chiaro parallelismo dell’imperatore Ksi, presente all’interno del gioco, con una bestia intenzionata a distruggere il mondo, derivante dalla tradizione popolare cinese.

Yingzhou dall’alto

Pessime notizie per i giocatori che soffrono di vertigini: sin dai primi istanti di gioco, infatti, ci troveremo in cima a delle montagne rocciose, che andranno chiaramente costeggiate e attraversate in lungo e in largo. Ottimo in questo frangente il livello di dettaglio visivo, con buoni modelli poligonali e una resa complessiva più che soddisfacente. Nulla da dire quindi per il comparto tecnico di Immortal Legacy: The Jade Cipher, che non ha proprio niente da invidiare ad esponenti del genere sparatutto su PlayStation VR, come ad esempio FarPoint, uscito ormai due anni fa. Il colpo d’occhio è soddisfacente, e Immortal Legacy non mancherà nel regalare alcuni scorci mozzafiato, che potremmo ammirare fermandoci per un attimo.

Bando alle ciance, ci troveremo subito immersi in conflitti a fuoco contro i mercenari, ravvicinati o sulla distanza, oltre che i mostri all’interno delle grotte più buie e tetre, regalando non pochi jumpscare ai giocatori meno smaliziati. Arriva ora uno dei punti dolenti di Immortal Legay: i controlli di gioco infatti non sono esattamente fluidi, e finiscono per rivelarsi piuttosto legnosi. Se da un lato infatti era naturale l’adozione del PlayStation Move, dall’altra i movimenti risultano poco armoniosi, e non proprio fluidi, dovendosi spostare con la pressione continua del trigger posteriore. Punto positivo per le armi, invece: avremo a disposizione un arsenale di ben 15 armi, e sarà possibile utilizzarle con entrambe le mani, in modo totalmente indipendente l’uno dall’altra.

Se da un lato ci troveremo quindi a fronteggiare i mercenenari lungo la prima parte del gioco, dall’altra saremo costretti a risolvere diversi enigmi per procedere lungo la storia. Il gameplay quindi si alterna, con un buon equilibrio, tra situazioni più frenetiche e altre maggiormente ragionate, riuscendo a bilanciare entrambe le cose. 

Immortal Legacy: The Jade Cipher, il verdetto finale

In conclusione, Immortal Legacy: The Jade Cipher si è rivelato un discreto sparatutto per PlayStation VR, con un buon comparto tecnico ed ambientazioni da esplorare approfonditamente. Non raggiunge di certo le vette di coinvolgimento del precedente Farpoint ed altri esponenti del genere sulla stessa piattaforma, ma per il prezzo budget a cui viene venduto (19.99 Euro), non ce la sentiamo di fare troppo i puntigliosi. Un’avventura che sicuramente regalerà qualche brivido ai giocatori meno temerari!

Immortal Legacy: The Jade Cipher

  • Ottima ambientazione
  • Comparto tecnico discreto
  • Buoni momenti di terrore
  • Controlli legnosi
  • Trama confusionaria
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Ivan Miralli

Mi dimeno tra lo studio della Medicina e la passione per la tecnologia e i videogiochi. Romano di origini, vivo tra la nebbia della pianura padana da fin troppo.
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