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Trine 4 recensione, il principe degli incubi

Abbiamo giocato in anteprima al nuovo capitolo della saga di Trine, ecco cosa ne pensiamo

L’avvento di Trine nel mercato ha scosso lo scenario videoludico indie offrendo ai videogiocatori un titolo fresco e accattivante. Dal 2009, Frozenbyte ha sfornato tre capitoli della saga andando sempre più a fondo nelle vicende dei tre eroi del regno fantastico in cui si trovano. Ora, dopo 4 anni dalla fine della trilogia, il cavaliere Pontius, il mago Amadeus e la ladra Zoya, tornano all’avventura con Trine 4.

Trine 4 recensione

In questo capitolo i protagonisti della storia, di nuovo separati, ricevono un invito da una potente maga, la maestra del concilio di magia dell’accademia astrale. Questa chiede aiuto ai nostri valorosi eroi per ritrovare il Principe Selius, scomparso due anni fa in circostanze misteriose. Oltre che erede al trono, Selius è anche un apprendista mago ancora agli albori del suo apprendistato. A causa della sua inesperienza, il principe ha causato un grave incidente evocando una paurosa ombra che si ciba dei suoi stessi incubi. Gli eroi del Trine sono nuovamente chiamati ad unire le forze e salvare, ancora una volta, il regno.

La storia principale è divisa in atti e ci porterà alla scoperta del passato del giovane principe e del perché i suoi incubi stiano minacciando il regno. Avremo a che fare con lupi feroci, ragni velenosi e gli altri orrori e paure che si celano nella mente di Selius, il tutto mentre gli enigmi e i puzzle che abbiamo imparato ad amare della serie ci ostacoleranno la via. Ben presto i nostri eroi si accorgeranno che gli incubi del principe non sono gli unici da temere.

Sebbene la trama non abbia mai rappresentato il punto di forza della saga, in Trine 4 notiamo un netto miglioramento. La storia di questo capitolo va a sviluppare infatti i rapporti tra i vari personaggi e il loro passato, donandoci una visione più chiara della personalità dei protagonisti. I nuovi personaggi introdotti, così come i nemici o le creature neutrali del mondo fantasy di Trine, arricchiscono finalmente la lore del gioco aumentandone il senso di coinvolgimento.

Tutto ciò che abbiamo amato di Trine

trine 4 incubi lupo

Trine 4 possiede tutto ciò che abbiamo sempre amato della serie. I puzzle e gli intricati livelli da superare con l’utilizzo di tutte e tre i personaggi contemporaneamente, si ripresentano con la stessa arguzia dei giochi precedenti. Questo capitolo vanta anche nuove meccaniche innovative che riescono a dare varietà al gioco introducendo nuovi poteri e varianti di gameplay interessanti. Stiamo parlando della possibilità di Amadeus di creare delle sfere su cui rotolare oppure delle frecce elementali di Zoya che andranno a modificare gli elementi dello scenario, per esempio congelando una determinata piattaforma. Non mancano nemmeno fasci di luce da indirizzare con lo scudo di Pontius, porte da aprire con le apposite chiavi e persino dei portali magici in stile “Portal”.

Anche questo capitolo può essere affrontato sia in single player, alternando i personaggi con R1, sia un multiplayer online o locale per utilizzare più eroi contemporaneamente. Entrambe le modalità offrono ovviamente gli appositi pro e contro che possono complicare o facilitare gli enigmi da risolvere. C’è da dire però, che, a differenza dei precedenti capitoli, Trine 4 è caratterizzato da una eccessiva semplicità. Questo fattore lo si può notare già dall’inizio della partita dove non compare più la difficoltà “difficile” ne la modalità hardcore. I puzzle, inoltre, sono oltremodo intuitivi e molto scorrevoli; non sarà più necessario passare svariati minuti su un determinato livello.

Questo abbassa notevolmente il grado di sfida che mancherà ai giocatori di vecchia data della serie. Ugualmente semplici sono le battaglie contro i nemici che, salvo qualche interessante scontro con i Boss, si risolvono in un lampo. Detto questo, non cullatevi troppo, trovare tutti i collezionabili per finire il gioco al 100% sarà una vera impresa!

Il ritorno di una vecchia fiamma

A dar man forte ad una certa piattezza delle sfide, troviamo anche il nuovo albero delle abilità dei personaggi. A differenza dei precedenti capitoli, infatti, le abilità principali vengono sbloccate automaticamente una volta raggiunti determinati livelli. I punti abilità che otterremo dalle pozioni trovate in giro per le mappe, servono solo a potenziare i poteri principali garantendo dei buff interessanti ma poco rilevanti in termini di gameplay: il gioco può essere tranquillamente portato a termine senza quest’ultimi.

C’è da dire che la situazione, in termini di difficoltà dei combattimenti e dei puzzle, cambia radicalmente quando si gioca in multiplayer fino a 4 giocatori. Sebbene i personaggi siano 3, il gioco dà la possibilità di comporre il party con più “copie” dello stesso eroe. Questo fornisce ottimi spunti per un gameplay più avvincente in compagnia degli amici. Il modo in cui risolvere i puzzle e il numero dei nemici, cambia a seconda del numero di giocatori presenti.

Dal punto di vista tecnico, il Principe degli Incubi abbandona infatti l’impacciato 3D di Trine 3 ritornando ad un 2.5D ricco di dettagli. Il level design in questo capitolo è infatti spettacolare e ci dona un mondo carico di colori, personaggi e nemici interessanti e paesaggi incantevoli. Allo stesso modo spicca la colonna sonora che si adatta perfettamente alla situazione: dalle ambientazioni naturali dei boschi a quelle oniriche dei sogni e della mente del Principe.

Trine 4 recensione: comprarlo oppure no?

In definitiva Trine 4 è il sequel che ci aspettavamo. Dopo lo scivolone di Trine 3, questo capitolo torna alle origini della serie colpendo il cuore dei fan. Sebbene la difficoltà non sia più quella di un tempo, è riuscito comunque a regalarci parecchie ore di gioco in compagnia dei nostri bizzarri eroi.

Che siate appassionati della saga o nuovi giocatori di Trine, questo capitolo (come tutti gli altri) è un must-have per gli amanti dei platform e dei puzzle game.

Trine 4

  • Storia ben sviluppata
  • Grafica e Level-Design stupendi
  • I migliori Puzzle della serie
  • Troppo facile
  • Skill-Tree scarno
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Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
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