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Accordo USA-Cina: sì le console, no i giochi da tavola


A dicembre, gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale con la Cina, denominato “Phase One“. Questo accordo prevede il blocco di alcune tariffe, tra cui quelle sulle console per videogiochi. Nel frattempo, il settore dei giochi da tavolo soffre ancora di tariffe molto alte.

Accordo con la Cina: USA e i dazi

 È stato durante la campagna elettorale del 2016 che il presidente Donald Trump ha adottato per la prima volta la sua caratteristica posizione combattiva contro le politiche commerciali cinesi. Ma dopo la sua elezione, non ha smesso di aumentare le tariffe esistenti e a crearne di nuove, creando anche qualche scompiglio col resto dei mercati internazionali.
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La situazione si è conclusa la scorsa estate con la minaccia di aumentare le tariffe fino al 25% sugli articoli cinesi. Questo avrebbe comportato circa 160 miliardi di dollari in più, compresi i costi per le console.
Tali dazi rischiavano di far lievitare paurosamente il costo delle console di nuova generazione, PS5 e la nuova Xbox, che sranno costruite proprio in Cina.

La situazione ha provocato una dimostrazione di solidarietà tra i produttori di console. A giugno, Microsoft, Nintendo e Sony hanno firmato una lettera indirizzata all’Office of the United States Trade Representative (USTR) in cui si denunciavano i dazi proposti. La motivazione principale mossa contro l’imposizione di tali tariffe era: “così facendo, le nuove console sarebbero fuori portata per il budget di molte famiglie americane“.

Ma, con l’annuncio dell’accordo a dicembre, i produttori di console sembrano essere fuori pericolo. Almeno per ora.

Tariffe giochi da tavolo: un lusso per pochi

USTR ha sospeso le tariffe sulle console fino a nuovo avviso“, lo ha confermato a Polygon l’Entertainment Software Association la scorsa settimana via e-mail. “Siamo incoraggiati dal fatto che l’amministrazione abbia sospeso l’implementazione delle tariffe sulle console e sui controller per videogiochi. Queste tariffe avrebbero implicazioni significative per la nostra industria, che vanta un surplus commerciale per l’economia americana. Le tariffe colpiranno l’innovazione, diminuiranno le opportunità di lavoro per i lavoratori americani e aumenteranno i prezzi per i consumatori“.

Nel frattempo, le tariffe sui beni cinesi rimangono in vigore per alcuni materiali necessari per realizzare moderni giochi da tavolo. Questa categoria ha visto una notevole crescita nell’ultimo decennio, alimentata in parte dal crescente modello di crowdfunding. La guerra commerciale in corso continua a mettere a rischio creatori, editori e produttori.

Gli Stati Uniti stanno mantenendo tariffe del 25% su circa $ 250 miliardi di importazioni cinesi, che includono molte materie prime [necessarie per realizzare giochi da tavolo]“, ha detto a Polygon John Stacey, executive director della Game Manufacturers Association (GAMA). “Stiamo lavorando per ripristinarli e per impedire l’imposizione di dazi su giocattoli e giochi sospesi dall’accordo Phase One“.

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Elisa Erriu

"Lo scrivere" è il suo mestiere. Ma oltre alla coltre delle sue varie esperienze giornalistiche e dei suoi Master, c'è un mondo fatto di fantasy, anime, film, videogame, musica, Ichnusa, My Little Pony e oggettistica del Re Leone (l'originale!). Attenzione: se pronunciate per tre volte il suo nome giapponese, apparirà alle vostre spalle.