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Diciamo la nostra su Baldo The Guardian Owls

La critica si è spaccata sul videogioco della software house italiana Naps Team e abbiamo deciso di approfondire

A pochi giorni dalla sua uscita, Baldo sta già facendo parlare di se. Il videogioco di avventura della software house italiana Naps Team, ha diviso le opinioni della stampa nazionale e non per il particolare stile di gioco, i difetti di realizzazione e la difficoltà. Armati della buona volontà di provare a fare un po’ di chiarezza, abbiamo messo mano al pad della Nintendo Switch per provare le gioie e gli eventuali dolori di Baldo. Vi raccontiamo la nostra esperienza in questa recensione di Baldo.

La nostra recensione di Baldo The Guardian Owls

Baldo The Guardian Owls è un videogioco di avventura/azione con elementi tipici dei giochi di ruolo che ci immergerà in un mondo ricco di magia, opportunità e pericoli. In questo titolo vestiremo i panni di Baldo, un giovane intraprendente che vive in un pacifico villaggio e che scoprirà ben presto di essere più speciale di quello che pensava. Inizierà dunque un’avventura alla scoperta di nuove mete che ospitano tantissimi personaggi bizzarri e curiosi che guideranno o ostacoleranno Baldo nel suo viaggio. Tra questi incontrerà i magici gufi guardiani che daranno a Baldo poteri e oggetti importanti che lo aiuteranno a scoprire di più su di lui e sul suo destino.

Gli elementi di Gameplay di Baldo sono ispirati ai giochi di avventura più classici, primo fra tutti The Legend of Zelda. Baldo deve infatti esplorare la mappa da gioco che include diversi dungeon difesi da mostri e Boss difficile da sconfiggere. A questi si aggiungono enigmi impegnativi, scrigni con ricche ricompense, chiavi da trovare, porte da sbloccare e tutti quegli elementi che rendono grande un GDR di questo tipo.

Ad ulteriormente lo stile di gioco, ci pensa un comparto grafico piacevolissimo liberamente ispirato ai film di Hayao Miyazaki e ad altri videogiochi come Dragon Quest o Ni No Kuni. Le animazioni sono un po’ impacciate e alcune necessitavano di una ulteriore limatura, ma nel complesso risultano gradevoli da guardare, così come anche la resa di luci e ombre. Il comparto sonoro non è così riuscito. Vuole anche lui ricordare giochi più classici e conosciuti come quelli sopra citati, ma si ripete un po’ troppe volte risultando monotono e poco stimolante.

Salvo qualche difetto, gli elementi per un grande Zelda-Like ci sono tutti, ma cos’è andato storto dunque?

Il Team Pro

È qui che il parere della critica e del pubblico si divide. Chi ha apprezzato il gioco ha elogiato lo stile grafico e tecnico che ripercorre la gloriosa storia dei videogiochi di fine anni ’80. Un’Avventura con la A maiuscola dove i giocatori sono sì messi a dura prova per riuscire, dungeon dopo dungeon, ad arrivare sempre più vicino alla fine.

Particolare apprezzamento è stato fatto alla software house di Naps Team fondata nel 1993 da Fabio Capone e Domenico Barba. Un gioco così impegnativo realizzato da uno studio così piccolo ha certamente dato un valore aggiunto a Baldo. A questo si aggiunge anche la patriottica identità del Team che ha dato grande risalto all’immagine dell’Italia in termini di sviluppo di videogiochi.

Il Team Contro

Chi si è buttato a capofitto contro il povero Baldo non la pensa allo stesso modo, anzi. Il gioco è stato infatti brutalmente attaccato per quanto riguarda la totale assenza di indicazioni, tutorial o suggerimenti che lo rendono estremamente difficile da giocare. Il Trial & Error, tipico dei giochi del genere degli anni ’80, è stato visto più come un ostacolo non solo all’andamento della trama ma anche al divertimento dei giocatori e al suo coinvolgimento.

A questi si affiancano i tanti e gravi problemi di Bug e Glitch che affliggono il gioco, soprattutto per quanto riguarda la versione su PC. Alcuni videogiocatori hanno lamentato la scarsa attenzione da parte di Naps Team riguardo alla questione. Che Baldo necessitasse di qualche altro mese di sviluppo?

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La verità? Sta nel mezzo

La verità, che trascende i gusti personali dei videogiocatori (per quanto possibile) sta, come sempre, nel mezzo.

Baldo è effettivamente un gioco ricco, di dettagli, di personaggi, di gameplay e di prospettive che purtroppo non vengono servite ai giocatori del 2021 nel modo più efficace. Sebbene sia a tutti gli effetti un glorioso rimando ai videogiochi Action/GDR del passato, Baldo porta con se non solo i pregi dei grandi classici ma anche i difetti che avrebbe potuto scrollarsi di dosso. Troviamo quindi un gameplay veramente difficile e senza tutorial o qualsivoglia indicazione che rende il gioco frustrante. Non stiamo parlando di scarso impegno da parte dei giocatori contemporanei troppo abituati a frecce direzionali, luci sulla mappa e popup di testo che “ti dice cosa fare” ma proprio di un’inefficacia da parte del gioco di comunicare con i giocatori. Ed ecco che gli enigmi diventano troppo complessi e quando si riesce a superarli dopo molti tentativi, il grado di soddisfacimento non riesce a equilibrare il tempo perso nella ricerca della soluzione.

In difesa di Baldo, però, c’è da ricordare un piccolo dettaglio che tutti, pare, abbiano dimenticato: Baldo è un Indie Game. Da questa affermazione ne derivano tutti i pro e i contro dei videogioco sviluppati da software house indie, caratteristiche che il pubblico generale ha dimenticato dopo aver visto gli avvincenti trailer e la grande attenzione che, giustamente, la stampa italiana gli ha dedicato. Da qui sono nate aspettative che riserviamo di solito ai videogiochi di Tripla AAA con dietro un team e un budget paurosamente più consistente (un po’ quello che è successo con Biomutant).

Con la giusta prospettiva e le giuste aspettative, Baldo avrebbe sicuramente ricevuto una ricezione più corretta da parte di pubblico e stampa e magari, avrebbe anche potuto (o potrà) risolvere quei problemi di glitch e bug effettivamente presenti.

La recensione di Baldo in pillole

In definitiva, Baldo è un gioco più che interessante ma che ha bisogno di molto tempo e molta pazienza per poter essere compreso a fondo. Nonostante i presupposti, l’affascinante stile grafico e il temibile “Hype” che si era creato intorno al titolo, solo gli appassionati del genere e i giocatori di lunga data potranno apprezzare al meglio tutto ciò che ha Baldo da offrire.

Tra la trama, il gameplay e il design, gli elementi da amare sono tantissimi, ma anche la storia più bella, se non raccontata nel modo giusto, rischia di perdersi nel vuoto. Possiamo solo sperare che Baldo riesca a rialzarsi molto presto, limare i difetti ed il Gran Gioco che è perfettamente in grado di diventare.

Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.

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