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BMW rilancia il suo impegno nel DTM: ancora più auto per il 2020 e impegno concreto per il futuro

BMW e DTM, insieme nel 2020. Uno sguardo al campionato e al suo futuro

Il DTM sta attraversando una fase molto complicata della propria esistenza.
Il celeberrimo Campionato Tedesco Turismo ha visto in pochi mesi l’uscita dal campionato di diversi costruttori prima impegnati nel campionato.
Chi non abbandona il DTM è BMW, che conferma la propria presenza per il 2020
Sono infatti 7 le BMW M4 DTM pronte ai nastri di partenza della complicata stagione 2020, che vedrà la bandiera verde nel mese di agosto di quest’anno.

Non solo: il Direttore della divisione Motorsport del Gruppo BMW Jens Marquardt ha anche parlato del presente e del futuro sicuro della Casa bavarese nel campionato, sia a breve che a medio termine.
Una dichiarazione che si contrappone in maniera forte all’annuncio di Audi di abbandonare il DTM dal 2021.
Il futuro del DTM è incerto, ma sicuramente BMW si batterà per rimanere e per salvare uno dei campionati più seguiti e conosciuti del mondo.

Che cos’è il DTM?

Prima di parlare del futuro della categoria, cerchiamo di capire di cosa si tratti.

Il Campionato DTM, sigla che sta per Deutsche Tourenwagen Mastersovvero “Campionato tedesco di auto da turismo”, è uno dei campionati a “ruote coperte” più famosi e seguiti del panorama automobilistico mondiale.
Nel corso degli anni ha spesso cambiato pelle, aprendosi a nuovi costruttori e spingendo le auto concorrenti sempre più in là alla ricerca delle prestazioni pure.

BMW DTM BMW e audi

Per il 2020 si delinea un duopolio sulla griglia, con quindi la presenza di due soli costruttori, BMW ed Audi.
Le auto impiegate nel DTM saranno quindi “solo” Audi RS5 e BMW M4, in configurazione, ovviamente, DTM.

Questo campionato utilizza delle vetture uniche e non condivise con altre categorie.
Da sempre, infatti, il Campionato Turismo utilizza dei veri e propri prototipi con sopra montata una carrozzeria simile ad un modello di serie.
Per questo, infatti, le auto DTM vengono considerate delle vere e proprie monoposto… a ruote coperte.

BMW DTM P48 engine

A seguito di un cambio di regolamento, dall’anno scorso le automobili DTM hanno subito un cambio radicale.
Addio al vecchio motore V8 aspirato, benvenuta era Turbo.
Dal 2019 le auto sono dotate di un 2.0 4 cilindri turbo da circa 600 CV, con trazione rigorosamente posteriore.
I piloti poi hanno a disposizione un sistema di “Push to Pass“, ovvero un boost di potenza ottenibile un numero fisso di volte per gara, utilizzabile tramite la pressione di un tasto sul volante.

Dal 2020, questo incremento di potenza passa da 30 a ben 60 CV, e va ad aggiungersi al già presente DRS, l’ala mobile presente anche in F1.
Sempre per il campionato 2020, viene introdotta una novità particolare che riguarda il carburante.
Da quest’anno, infatti, il carburante è composto per oltre il 50% di etanolo. Questa nuova composizione del carburante consente un abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre il 30%.
Il primo campionato dell'”era turbo” è stato vinto da Audi.
La Casa di Ingolstadt si è aggiudicata il titolo piloti con Renè Rast, il titolo Team con l’Audi Team Rosberg e il titolo Costruttori.

BMW M4 DTM: 7 auto totali, 6 ufficiali e piloti di livello assoluto

Come detto, se da una parte Audi ha deciso di tirare i remi in barca e di concentrarsi su Formula E e altri tipi di competizioni, BMW rinforza la sua presenza nel DTM.

BMW DTM Marco Wittmann

La Casa di Monaco è stata capace dal suo ritorno nel 2012 di diventare subito molto competitiva e di vincere diversi campionati. L’anno scorso, ha rivestito il ruolo di “seconda forza” del campionato, con il suo alfiere di punta Marco Wittmann capace di arrivare terzo dietro al campione Rast e Nico Müller.

Per il 2020, la Casa dell’Elica conferma la sua presenza con 5 auto ufficiali e due auto semiufficiali, tutte affidate a piloti di livello assoluto.
Le 5 auto ufficiali del team BMW sono perfettamente distinguibili l’una dall’altra per il differente title sponsor, che ne cambia totalmente il look.

BMW DTM Wittmann

Iniziamo proprio dal 2 volte campione DTM Marco Wittmann che, alla sua settima stagione con il team BMW, rimarrà fedele alla sua ormai storica livrea Shaefller.

BMW DTM Eng

Da un “haubtuè” della propria livrea ad un altro. Philipp Eng difenderà infatti anche quest’anno i colori della ZF, storico produttore di cambi per il Gruppo BMW e non solo.

BMW DTM Auer

Per rimanere “in casa”, l’alfiere della società finanziaria di BMW, BMW Bank, sarà l’austriaco Lucas Auer, rientrante nella categoria dopo un deludente 2019 in Super Formula.
La sua auto sarà inoltre l’unica a portare i celebri colori del reparto M di BMW, rosso, azzurro e blu, sulla carrozzeria.

BMW DTM Van Der Linde

Ci sarà poi spazio per due sudafricani, Sheldon Van der Linde che correrà con i colori Shell, e Jonathan Aberdein, portacolori di CATL.

BMW DTM Aberdien

Gli ultimi due piloti della “galassia” BMW sono due ex piloti di Formula 1, categoria dove si sono tolti le proprie soddisfazioni.

BMW DTM GlockIl primo è lo storico pilota BMW Timo Glock, capace di ottenere diversi podi nella sua esperienza in F1 con Toyota ed oggi portacolori del nuovo partner di BMW, IQOO.

BMW DTM Kubica

L’ultimo, ma di certo non per importanza, Robert Kubica.
Il pilota polacco, reduce da un tutt’altro che entusiasmante 2019 in F1 con la Williams e attualmente terzo pilota di Alfa Romeo, segnerà un ritorno per l’intera categoria.
Correrà infatti per il Team ART, uno dei più vincenti in F2 ed F3 e primo team privato a rientrare nel DTM dopo diversi anni. 

Il futuro del DTM: porte girevoli e poche certezze

Una volta visto il presente del DTM, facciamo un salto dal nostro cartomante preferito e cerchiamo di vedere il suo futuro.

Mercedes, Audi, Opel e BMW: questi i marchi, tutti tedeschi, che si sono susseguiti nel corso dei 20 anni di storia del campionato.
Fino al 2018 sembrava si fosse stabilito un’equilibrio, con la presenza sulla griglia di Mercedes, Audi e BMW, entrata prepotentemente nel 2012 e vera contendente al trono DTM Meister.

Motorsports: DTM race Hockenheimring

Nel 2019 c’è stato il primo terremoto che ha fatto tremare le fondamenta del DTM.
Mercedes-Benz, dopo 18 anni di partecipazione, abbandona la categoria.
Il DTM perde così uno dei suoi membri fondatori, sostituito però tempestivamente da Aston Martin.
La Casa inglese, al debutto nel Campionato Turismo, è controllata in parte dalla Casa di Stoccarda, perciò l’abbandono di Mercedes è stato in realtà un “mezzo ritiro”, vista la permanenza di Aston Martin.

BMW DTM 2019

Alla fine del 2019, però, sia Aston Martin che Audi hanno annunciato la loro uscita dal campionato.
Aston è uscita dal DTM con effetto immediato, tanto che in questa stagione 2020 la griglia sarà composta esclusivamente da Audi RS5 DTM e BMW M4 DTM.
Audi invece ha annunciato il ritiro dal DTM alla fine della stagione 2020, rendendo questo campionato in via di partenza l’ultimo per la casa dei Quattro Anelli.

BMW DTM Audi

Ad oggi il futuro del DTM è quantomeno nebuloso, visto che, se così dovessero restare le cose, saremmo di fronte ad un campionato monomarca dominato da BMW.
ITR (la società ancora organizzatrice del campionato) sta vagliando parecchie ipotesi, dalla presenza di vetture clienti, alla fusione con il campionato Super GT Giapponese, all’utlizzo di vetture GT3 o GT Endurance, o addirittura alla sospensione del campionato, in attesa del “nuovo DTM” completamente elettrico nel 2025.

Jens Marquardt, direttore Motorsport BMW: “Speriamo in belle gare per il 2020. Futuro? Non spetta solo a noi decidere”

In questo clima di grande incertezza per il futuro del DTM e di altre categorie a rischio estinzione, interessanti sono le parole del Direttore Motorsport del Gruppo BMW, Jens Marquardt.

L’avvicinamento all’inizio della stagione genera “sentimenti contrastanti”.
La voglia di ripartire dopo l’oscuramento di ogni tipo di sport durante le misure di contenimento della pandemia è forte. Voler dimostrare i progressi fatti e i passi avanti compiuti dalla M4 DTM sono un grande stimolo per BMW.
“Rimaniamo appassionati del DTM, e vogliamo offrire a tutti i fan grandi corse nel 2020. Questo è ciò per cui ci stiamo preparando”.

BMW DTM Marquardt

In questo clima di attesa e fiducia, però, sono arrivati come fulmini a ciel sereno i ritiri di Aston Martin ed Audi.
“Gli annunci dei nostri concorrenti che si ritireranno dalla serie gettano serie ombre sui prossimi mesi e anni.”

Se infatti l’obiettivo a breve termine per Marquardt era tornare in pista nel 2020, quello a medio termine era cominciare a sviluppare l’arrivo dell’ibrido nel 2022 e dell’elettrico nel 2025. Con i ritiri dei rivali, però, questo secondo obiettibo “non è più rilevante”.

Parole mosse da molta comprensibile delusione, visibilissima anche nella disamina del futuro della categoria del Direttore Motorsport BMW.
“Tutti i nostri impegni nel settore degli sport motoristici hanno esattamente lo stesso DNA del DTM. Ovvero, la concorrenza tra produttori di altissimo livello. Questo è ciò per cui sono progettati il DTM e i regolamenti di Classe 1 sottostanti.
Il ritiro di Audi contraddice questo. Questo è chiaro”.

Il futuro del DTM è quindi segnato, e presuppone un ritiro anche di BMW?
Non spetta solo alla BMW prendere una decisione. Ora è importante lavorare insieme all’interno dei comitati ITR per chiarire e illustrare gli effetti del ritiro di Audi. Una volta fatto questo, vedremo cosa significa per il DTM, i regolamenti di Classe 1 sottostanti e il futuro”. Così conclude Marquardt, lasciando intendere che BMW ci sarà ancora nel futuro della Classe Regina per auto turismo.

Si, tutto bello… ma quando si parte?

Lasciamo da parte per un attimo il futuro del DTM, e concentriamoci sulla stagione 2020, sempre più vicina alla partenza.
Seguendo la strada segnata dalla Bundesliga, il campionato di calcio tedesco, l’ITR si prepara a partire, e ha stilato un nuovo calendario.
Questo concentra le gare nella sola zona di Germania e Benelux, andando ad eliminare le prove inglesi, spagnole ed italiane.

Le squadre intanto sono finalmente tornate in pista al Nürburgring per i primi test stagionali, e in questi giorni è stato ufficializzato il calendario della stagione 2020. Ecco le date e i circuiti che vedremo in questa strana stagione di DTM:

  • 1-2 agosto: Spa-Francorchamps (Belgio)
  • 14-16 agosto: Lausitzring (Germania)
  • 21-23 agosto: Lausitzring (Germania)
  • 4-6 settembre: Assen (Paesi Bassi)
  • 11-13 settembre: Nürburgring (Germania)
  • 18-20 settembre: Nürburgring (Germania)
  • 9-11 ottobre: Zolder (Belgio)
  • 16-18 ottobre: Zolder (Belgio)
  • 6-8 novembre: Hockenheim (Germania)

L’unica data a saltare è stata quella di debutto, attesa nel circuito cittadino del Norisring dal 10 al 12 luglio.
La città di Norimberga, tra le cui vie si snoda il tracciato, ha vietato lo svolgimento del Gran Premio anche a porte chiuse.

Il primo appuntamento della stagione si terrà quindi al celebre circuito belga di Spa-Francorchamps, dove il DTM torna dopo 15 anni, con l’ultima vittoria in terra belga fu del campione di Formula 1 Mika Häkkinen.

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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