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Come rimuovere Kaspersky in modo sicuro e individuare un’alternativa efficace

Ecco i consigli dell'esperto

Tra gli effetti della guerra in Ucraina c’è anche il “caso Kaspersky”, noto antivirus realizzato da una società russa da anni leader nel settore della cyber sicurezza. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza Nazionale, Franco Gabrielli, ha chiesto la dismissione di Kaspersky dai server della Pubblica Amministrazione per via di presunti (ma non accertati) rischi per la sicurezza. Per capire come rimuovere Kaspersky dal proprio sistema, segnaliamo alcuni consigli forniti dall‘esperto Andrea Marchi, di cybersecurity di Rödl & Partner.

Come rimuovere Kaspersky dal proprio dispositivo

In merito al caso Kaspersky, Andrea Marchi sottolinea: “Qualora si decida di passare ad un’altra soluzione di protezione antimalware diversa da Kaspersky è importante accertarsi che non vi sia ancora il software presente sul dispositivo in fase di installazione del nuovo prodotto”

L’esperto continua: “La disinstallazione va fatta utilizzando il tool proprio del prodotto, durante questa fase, occorre prestare molta attenzione a rimuovere qualsiasi traccia della precedente installazione. Meglio non scegliere la cosiddetta rimozione ‘light’ che viene proposta alcune volte, poiché lascia inalterati alcuni file di impostazione, configurazione o chiavi di licenza”

Solo una volta completata la rimozione di Kaspersky dal proprio PC sarà possibile procedere con l’installazione di una nuova soluzione antivirus che dovrà essere “seguita dall’immediato aggiornamento delle definizioni antivirus/antimalware e da una scansione completa e per quanto più possibile approfondita del sistema”

Gli elementi da prendere in considerazione per una protezione completa

Per proteggersi contro le minacce informatiche è necessario seguire tre elementi fondamentali, sottolinea Marchi, che vengono riassunte nell’acronimo ECS (Efficienza, Capacità e Scalabilità). L’antivirus scelto deve essere efficiente e poter contare su aggiornamenti costanti. Il software deve avere elevate capacità di scansione e rilevamento utilizzando strumenti avanzati per individuare le minacce. Deve essere, inoltre, una soluzione scalabile in grado di estendere la protezione anche ad altri dispositivi non inizialmente inclusi nel perimetro.

  

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