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Greenroom, la risposta di Spotify a Clubhouse

Spotify annuncia una nuova esperienza in stile Clubhouse

Ancora Clubhouse al centro delle tendenze social del momento. In questi giorni, infatti, Spotify ha annunciato Greenroom, una nuova App mobile che consente ai suoi utenti di partecipare o ospitare stanze audio dal vivo, con la possibilità di trasformare anche le conversazioni in podcast. Con l’occasione, la piattaforma ha anche lanciato un fondo per i creator, così da incentivarli ad utilizzare la nuova funzione. Ma scopriamo qualcosa di più sulla nuova App, che sembra essere basata sullo stesso codice di Locker Room, acquisita da Spotify proprio qualche mese fa.

Greenroom, l’App di Spotify in stile Clubhouse

Come anticipato, Spotify ha di recente annunciato Greenroom, un’App che permette agli utenti di vivere la medesima esperienza delle stanze audio di Clubhouse. Ma come funziona davvero? Anzitutto, sarà possibile accedere all’applicazione direttamente dal proprio account Spotify. Una volta effettuato l’accesso, gli utenti saranno guidati attraverso un’esperienza che gli permetterà di connettersi con i loro interessi principali. Per il momento, in realtà, Greenroom permette soltanto di unirsi ad un gruppo e da lì cercare stanze a cui partecipare. Una funzione che Spotify spera di ampliare il prima possibile, permettendo agli utenti di accedere il più possibile ai contenuti che gli interessano.

Tra le opzioni che la piattaforma spera di introdurre il prima possibile ci sono, ad esempio, le notifiche inviate agli utenti nel caso in cui un podcaster seguito su Spotify dovesse aprire una stanza su Greenroom. Oppure l’App potrebbe addirittura arrivare a sfruttare la comprensione della musica ascoltata dagli utenti per proporgli contenuti mirati da seguire nelle stanze. Insomma, i progetti di Spotify sono abbastanza ampi, ma per ora l’App si limita a riprodurre l’esperienza di Clubhouse. Soprattutto nell’interfaccia utente.

Greenroom Spotify

Come potete notare nell’immagine qui sopra, gli speaker compaiono nella parte superiore dello schermo, mentre i partecipanti sono visualizzati in basso, all’interno di icone più piccole. Se volete intervenire in una conversazione, vi basterà alzare la mano, proprio come accade in Clubhouse. Quanto alla capienza delle stanze, Spotify ha fatto sapere che possono ospitare fino a 1000 persone, anche se in futuro pensa di aumentarle ancora. Un dettaglio interessante è dato dal fatto che i partecipanti possono applaudire virtualmente agli interventi degli speaker, donandogli “gemme” virtuali. Una funzione che Greenroom sembra aver mutuato da Locker Room, e che potrebbe essere utilizzata in futuro per la monetizzazione dei creator.

Ma l’App di Spotify si differenzia dalle altre piattaforme audio non soltanto per questo. Anzitutto, Greenroom permette agli host di attivare/disattivare una chat di testo quando vogliono, così da decidere come interagire con i partecipanti. E gli stessi host possono richiedere il file audio della propria conversazione una volta che la stanza viene chiusa. Volendo, possono quindi modificarlo e trasformarlo in podcast, così da condividerlo sullo stesso Spotify. Anche se tutte le sessioni audio vengono automaticamente registrate da Spotify. L’intento della piattaforma, a quanto pare, è quello di moderare la diffusione dei contenuti. Ma è chiaro che risulti alquanto scomodo a livello di privacy degli utenti.

Greenroom Spotify
Credits: Spotify

Per il momento, Greenroom è stata lanciata per la diffusione di contenuti generati dagli utenti. Ma Spotify spera di aggiungere una vera e propria programmazione di live audio già entro l’estate. Per il momento, l’applicazione è disponibile sia su iOS che su Android in 135 mercati. Ma solo in lingua inglese, anche se pare che a breve cambierà anche questo.

Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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