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In Giappone il caffè si paga con il portachiavi

Starbucks è ormai un fenomeno mondiale, un impero che ha conquistato, nel corso degli anni, decine di Paesi. Se pensate però che il suo successo si limiti a comprendere i soli Stati occidentali, vi sbagliate di grosso. I giapponesi infatti sembrano aver abbracciato completamente la filosofia della multinazionale americana, tanto da essere sempre pronti ad […]


Starbucks è ormai un fenomeno mondiale, un impero che ha conquistato, nel corso degli anni, decine di Paesi. Se pensate però che il suo successo si limiti a comprendere i soli Stati occidentali, vi sbagliate di grosso. I giapponesi infatti sembrano aver abbracciato completamente la filosofia della multinazionale americana, tanto da essere sempre pronti ad acquistare le bavande più innovative, quelle in edizione limitata e persino tutta una serie di oggetti messi in vendita dalla famosa catena di caffetterie.

Tra questi troviamo il nuovo Starbucks Touch The Drip, un portachiavi che incorpora uno speciale chip con cui è possibile pagare il proprio caffè quotidiano. Come? Semplicemente appoggiandolo sull'apposito lettore presente negli store. Proprio come succede con le carte di credito contactless.

Se vi state chiedendo perché questa idea venga sfruttata al momento sono dagli Starbucks giapponesi, la risposta è semplice: il portachiavi è "made in Tokyo". Ad averlo ideato è infatti il brand Beams, nato 40 anni fa nel cuore del quartiere Harajuku e specializzato nella realizzazione di oggetti particolarmente apprezzati dai giovani del Sol Levante.

Progettato per assomigliare ad una goccia di caffè, il portachiavi è disponibile nelle colorazioni arancione, verde, nero, marrone e bianco, ognuno dei quali ha un particolare significato: arancione e verde sono infatti i colori dell'azienda, il bianco rappresenta il latte, il nero il caffè e il marrone – udite, udite – un caffè-latte appena fatto.

Starbucks Touch The Drip è venduto al prezzo 4240 yen (circa 35 Euro) ma trovarne uno disponibile sarà particolarmente difficoltoso: online è andato a ruba e i negozi sono stati presi d'assalto.


Erika Gherardi

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Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
                   










 
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