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75 anni di JBL, un brand sempre presente

Il celebre marchio audio festeggia un anniversario importante, ricordando la centralità della musica (e non solo)

JBL, uno dei marchi più importanti della storia dell’audio, festeggia in questi giorni i suoi 75 anni. Un percorso longevo, che l’ha portato negli anni a diventare un brand fondamentale per tutti gli amanti della musica e non solo. Nel celebrare la ricorrenza, ci ha ricordato quanto sia stato chiave nel passato, con uno sguardo attento verso un futuro altrettanto brillante.

JBL, 75 anni di cinema, musica e molto altro ancora

Era il 1946 quando James Bullough Lansing dava vita a una nuova compagnia, destinata a cambiare per sempre il mondo. Tutto partì con l’idea di sviluppare prodotti ad alta tecnologia e qualità per accompagnare le proiezioni cinematografiche. La compagnia, come è facile intuire, prese il nome direttamente dalle iniziali del suo fondatore. Ed è così che 75 anni fa il mondo dell’audio fece la conoscenza delle lettere JBL.

Il percorso fu caratterizzato da grandi successi, espandendosi sempre in nuovi mercati. Dopotutto una della chiave dei grandi risultati della compagnia è sempre stata la capacità di adattarsi alle necessità del mercato, andando a fornire sempre nuove possibilità ai suoi affezionati clienti. E così, dopo un inizio nel mondo del cinema, anche il settore musicale (già vicino per vocazione) iniziò a scoprire JBL.

In questi decenni sono state tantissime le realtà che hanno utilizzato impianti dell’azienda per grandi eventi storici. Si va dai grandi concerti negli stadi degli anni ’70-’80 fino alle leggendarie esibizioni dei Grateful Dead, passando addirittura per il Papa. Una stella da appuntare sul petto è poi la partecipazione al Festival di Woodstock, uno dei più memorabili eventi musicali della storia, il cui impatto permane ancora oggi, come vedremo.

Ma non è solo nei live che JBL in questi 75 anni ha supportato il mondo della musica. Il suo contributo infatti arriva agli utenti finali anche quando stanno ascoltando da altre fonti. Questa azienda è infatti una delle principali scelte da produttori musicali di tutto il mondo, che sfruttano l’elevata qualità audio offerta dai suoi prodotti per creare musica che lascerà il segno nella storia.

75 anni di JBL, sempre al fianco dei consumatori

jbl 75 anni compleanno

Negli ultimi tempi, l’idea di creare i prodotti a partire dall’utente e le sue necessità è diventata una sorta di mantra, una buzzword, una promessa che spesso le compagnie non mantengono davvero. Non è così per JBL che crede davvero nella necessità di ascoltare (e chi meglio di loro in questo?) i propri clienti, che forse è meglio definire appassionati.

E così, nel tempo come accennavamo, si è allargata in tantissimi nuovi campi, conquistando mercati inesplorati e lasciando la propria firma anche qui. Il passato recente dell’azienda l’ha vista aprirsi al mondo dei party speakers, animando innumerevoli feste in tutto il mondo. E ancora, ha portato la propria expertise nell’ambito gaming, creando cuffie che offrono esperienze di gioco particolarmente raffinate.

jbl 75 anni compleanno

Un altro ambito interessante in cui si sono estesi di recente è quello automotive. Creare un impianto di qualità per un auto, uno spazio piccolo e in movimento, non è semplice. Proprio per questo però JBL ha deciso di raccogliere la sfida e dimostrare le proprie capacità. Il risultato è stato decisamente apprezzato con tante aziende del settore che propongono impianti della compagnia, da Kia a Toyota, passando per Smart.

Non manca mai però un occhio a questi 75 anni per JBL. In questa prospettiva, l’azienda ha lanciato quindi (insieme a diversi altri prodotti celebrativi che potete vedere negli scatti di questo pezzo) una speciale edizione limitata di uno dei suoi speaker più iconici, il mitico L100. Un modo eccezionale per festeggiare insieme agli utenti una ricorrenza assolutamente chiave per la compagnia.

Dopotutto, la musica è una parte fondamentale delle nostre vite…

jbl 75 anni compleanno

Lo testimonia proprio una ricerca commissionata da HARMAN per festeggiare questo 75° anniversario. I risultati mettono in luce quanto questa arte sia importantissima per tantissime persone. Gli intervistati infatti hanno concordato sul fatto che dopo il 2020 e le restrizioni legate alla pandemia, siano proprio i concerti la prima attività che non vedono l’ora di riprendere.

Ma non è l’unico aspetto che ha reso la musica così centrale lo scorso anno. Bel l’81,5% degli americani ha infatti sottolineato quanto sia stata fondamentale per affrontare l’isolamento legato alle restrizioni per la pandemia. Tra gli eventi più amati, spicca con un 30% di preferenze il concerto Lady Gaga’s One World: Together at Home.

Il 74% dei partecipanti al sondaggio ha spiegato come la musica sia una sorta di macchina del tempo che permette di rivivere emozioni uniche. Ipotizzando che questo paragone fosse reale, il 32% degli americani vorrebbe usarla per tornare all’esibizione di Whitney Houston al Super Bowl 1991. Tra gli eventi citati, anche il concerto sul tetto dei Beatles a Londra, la performance di Elton John al funerale della Principessa Diana e naturalmente il Festival di Woodstock.

La nostra intera vita è immersa nella musica. Quasi la metà degli americani già tra gli 11 e i 24 anni aveva un proprio artista preferito. Con il tempo poi il gusto si evolve e cambia, o almeno è così per il 66% degli intervistati anche se spesso resta un legame con quella prima passione. Legame che quasi due americani su tre sperano di passare anche ai figli, in una connessione intergenerazionale che ribadisce il ruolo della musica nelle nostre vite.

E voi, che rapporto avete con la musica? Per sapere di più su questa ricerca e su tutti i prodotti lanciati da JBL nei suoi 75 anni, potete visitare il sito ufficiale del marchio.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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